Giovani custodi dei borghi. Educazione civica e tutela partecipata del patrimonio culturale locale

  • Anno scolastico 2025-2026
  • Presentato da Liceo Classico Diodato Borrelli, Santa Severina (Crotone)

Il nostro progetto nasce dall’idea che la tutela del patrimonio culturale debba diventare parte attiva della formazione civica dei giovani cittadini. Per questo intendiamo proporre un disegno di legge che istituisca un programma nazionale denominato “Giovani Custodi dei Borghi”, volto a promuovere il volontariato culturale studentesco, riconosciuto come attività formativa e integrata nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro (ex PCTO).
L’idea di fondo è che la cura dei borghi storici italiani – spesso minacciati dallo spopolamento e dalla perdita di memoria collettiva – diventi parte integrante della formazione dei giovani.

 

Giovani custodi dei borghi. Educazione civica e tutela partecipata del patrimonio culturale locale

1. Introduzione e inquadramento del problema

Il presente lavoro di indagine conoscitiva nasce dall’esperienza formativa delle studentesse e degli studenti del Liceo Classico “Diodato Borrelli”, istituzione scolastica situata a Santa Severina, uno dei Borghi più belli d’Italia. Il contesto in cui la scuola opera è caratterizzato da un patrimonio storico, artistico e paesaggistico di straordinario valore, ma anche da fragilità strutturali legate allo spopolamento, alla marginalità territoriale e al rischio di perdita della memoria collettiva.

Vivendo quotidianamente in un borgo storico, gli studenti sono immersi in un ambiente in cui la bellezza del patrimonio culturale non rappresenta un elemento astratto, ma una presenza concreta che interpella alla responsabilità. Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di educare i giovani al rispetto, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio, inteso non solo come insieme di beni materiali, ma come eredità culturale e identitaria delle comunità locali.

Più in generale, il patrimonio culturale italiano è caratterizzato da una diffusione capillare sul territorio nazionale, in larga parte concentrata nei piccoli centri storici comunemente definiti borghi.

Essi custodiscono beni architettonici, artistici, paesaggistici e demoetnoantropologici di straordinario valore, ma risultano spesso esposti a fenomeni di spopolamento, degrado e progressivo indebolimento del legame tra comunità e territorio.

La tutela di questo patrimonio rappresenta una delle finalità fondamentali della Repubblica, come sancito dall’articolo 9 della Costituzione. Tuttavia, le politiche di conservazione e valorizzazione incontrano difficoltà strutturali legate alla scarsità di risorse economiche e alla limitata partecipazione delle comunità locali. In tale quadro, appare centrale il ruolo dell’educazione come strumento capace di formare cittadini consapevoli e responsabili.

In questo contesto si inserisce la presente indagine conoscitiva, finalizzata a valutare il ruolo che le giovani generazioni possono svolgere nella tutela partecipata dei borghi, attraverso percorsi educativi strutturati, riconosciuti nel sistema scolastico e fondati sull’educazione alla bellezza, al rispetto e alla cura del patrimonio culturale.

2. Contesto territoriale di riferimento

L'indagine evidenzia come l'Italia sia caratterizzata da oltre 5.500 piccoli comuni (sotto i 5.000 abitanti) che rappresentano il 70% del territorio nazionale. Questi borghi custodiscono circa il 60% dei beni culturali vincolati, ma soffrono di un cronico calo demografico. Lo spopolamento non è solo un dato numerico, ma si traduce in una "interruzione della trasmissione della memoria": quando un borgo si svuota, scompare il sapere immateriale, le tradizioni orali e la capacità di manutenzione ordinaria del paesaggio. La fragilità dei beni immobili è quindi direttamente proporzionale all'assenza di una comunità residente attiva. Il borgo di Santa Severina, sede del Liceo Classico “Diodato Borrelli”, costituisce un caso di studio emblematico. Centro di origine antichissima, conserva un patrimonio storico-artistico di rilievo nazionale, tra cui il Castello normanno, la Cattedrale e un tessuto urbano medievale sostanzialmente integro.

Nonostante il riconoscimento turistico e culturale, il territorio è interessato da un progressivo calo demografico e da difficoltà nella gestione e valorizzazione continuativa dei beni culturali. Tale situazione rende evidente la necessità di modelli innovativi di partecipazione civica, capaci di coinvolgere attivamente la popolazione più giovane.

Dall'audizione di esperti e dall'analisi della letteratura giuridica (in particolare lo Schema Giannini), emerge che la tutela non può più essere intesa come mera "conservazione statica" delegata esclusivamente agli uffici ministeriali. L'indagine sottolinea la necessità di una tutela sussidiaria e partecipata. In questo senso, l'Articolo 9 della Costituzione deve essere interpretato come un dovere civico diffuso: la Repubblica promuove la cultura e la ricerca non solo attraverso stanziamenti, ma creando le condizioni affinché i cittadini, a partire dai giovani, si sentano "comproprietari" del patrimonio.

3. Quadro normativo di riferimento

L’indagine ha preso avvio dall’analisi del quadro normativo vigente. In particolare:

• l’articolo 9 della Costituzione affida alla Repubblica la tutela del patrimonio storico e artistico;

• il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) disciplina la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali;

• la legge n. 107 del 2015 e le successive disposizioni sui Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento riconoscono il valore formativo delle attività svolte in contesti extrascolastici;

• l’Agenda ONU 2030, in particolare l’Obiettivo 11, promuove la tutela del patrimonio culturale come elemento dello sviluppo sostenibile.

Dall’analisi emerge l’assenza di uno strumento normativo specifico volto a integrare in modo sistematico educazione civica, partecipazione giovanile e tutela dei borghi.

4. Metodologia dell’indagine conoscitiva

L’indagine è stata condotta secondo le modalità previste dall’articolo 48 del Regolamento del Senato, attraverso una pluralità di strumenti:

• sopralluoghi nel centro storico di Santa Severina;

• audizioni e incontri con amministratori locali, esperti di storia e beni culturali, operatori del settore;

• somministrazione di questionari a studenti e cittadini;

• analisi di dati statistici e documentazione istituzionale;

• raccolta di testimonianze orali.

L’utilizzo di strumenti diversificati ha consentito di ottenere una visione articolata e attendibile del fenomeno analizzato.

5. Il potenziale del volontariato culturale studentesco e della Formazione Scuola lavoro (ex PCTO)

L'indagine ha analizzato l'impatto della FSL nel settore dei beni culturali. I dati raccolti dimostrano che:

Il coinvolgimento degli studenti in progetti di catalogazione digitale aumenta del 40% il senso di appartenenza al territorio.

Le attività di "storytelling" e guida turistica svolte dai giovani nei borghi incentivano il turismo lento e consapevole, trasformando la percezione del borgo da "luogo del passato" a "laboratorio del futuro".

Esiste tuttavia un vuoto normativo: spesso queste iniziative sono isolate, lasciate alla buona volontà dei singoli dirigenti scolastici e prive di un riconoscimento formale che le inserisca in un programma nazionale organico.

6. Risultati dell’indagine

Dai dati raccolti emergono alcuni elementi ricorrenti:

• una diffusa consapevolezza del valore del patrimonio culturale locale;

• una percezione condivisa della difficoltà di garantire una tutela continuativa;

• un forte interesse, soprattutto tra i giovani, verso forme di partecipazione attiva;

• la mancanza di percorsi strutturati che consentano agli studenti di contribuire in modo riconosciuto e formativo.

È emersa inoltre la convinzione che la scuola possa svolgere un ruolo centrale nel promuovere la conoscenza del territorio e nel rafforzare il legame tra comunità e patrimonio culturale.

7. Criticità e prospettive

L’indagine ha evidenziato criticità legate alla carenza di risorse, al rischio di improvvisazione delle iniziative e alla necessità di tutelare le professionalità operanti nel settore dei beni culturali. Al tempo stesso, è emersa l’opportunità di valorizzare il volontariato culturale studentesco come strumento educativo, purché inserito in un quadro normativo chiaro e coordinato.

Criticità emerse: la distinzione tra supporto e professionalità

Un punto cruciale emerso dalle audizioni riguarda il rapporto tra l'azione degli studenti e quella delle figure professionali (architetti, restauratori, storici dell'arte). L'indagine chiarisce che il Programma "Giovani Custodi" non deve in alcun modo sostituirsi ai professionisti del settore, ma deve agire sul piano della "sensibilizzazione, monitoraggio e promozione". Il ruolo del giovane custode è quello di "sentinella" e "divulgatore", un ponte tra il bene culturale e la società civile.

7. Dall’indagine al disegno di legge

I risultati dell’indagine hanno orientato la redazione del disegno di legge “Giovani Custodi dei Borghi”, che propone:

• l’istituzione di un programma nazionale dedicato;

• il riconoscimento delle attività come esperienze formative;

• il coinvolgimento coordinato di scuola, istituzioni e territorio;

• l’assenza di nuovi oneri per la finanza pubblica.

Il disegno di legge rappresenta pertanto una risposta coerente e strutturata alle esigenze emerse nel corso dell’indagine.

8. Prospettive finanziarie e impatto sociale

L'indagine conclude che un investimento nella formazione culturale dei giovani produce un risparmio a lungo termine per lo Stato: una comunità che conosce e ama il proprio patrimonio è una comunità che ne previene il degrado, riducendo la necessità di onerosi interventi di restauro d'urgenza. Il programma proposto si configura quindi come una politica di prevenzione civile e sociale, a costo zero per l'erario se integrato nelle risorse già destinate all'istruzione e alla cultura.

9. Conclusione

L’esperienza di indagine conoscitiva ha consentito agli studenti di comprendere in modo concreto il rapporto tra analisi del contesto, raccolta dei dati e formulazione di una proposta normativa. Il lavoro svolto dimostra come la partecipazione attiva dei giovani possa contribuire in modo significativo alla tutela del patrimonio culturale e alla costruzione di una cittadinanza consapevole.

Alla luce di quanto sopra, il Disegno di Legge "Giovani Custodi dei Borghi" si pone come la traduzione normativa di queste evidenze, trasformando i risultati dell'indagine in un dispositivo operativo che:

Istituzionalizza la collaborazione tra Scuola e Ministero della Cultura.

Riconosce il valore formativo e civico della cura del patrimonio locale.

Fornisce una cornice giuridica sicura entro cui gli studenti possono operare come custodi attivi del bene comune.

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SENATO DELLA REPUBBLICA

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa delle studentesse e degli studenti del Liceo Classico “Diodato Borrelli” classi III A e B

Istituzione del programma nazionale «Giovani Custodi dei Borghi» per la tutela partecipata e la valorizzazione del patrimonio culturale diffuso

 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

Onorevoli Senatori,

Il presente disegno di legge, che trae origine dall'iniziativa civile e dall'approfondimento pedagogico delle studentesse e degli studenti del Liceo Classico “Diodato Borrelli” di Santa Severina, intende affrontare con determinazione una delle criticità più rilevanti del panorama identitario italiano, ovvero la progressiva marginalizzazione dei piccoli centri storici. Questi luoghi, pur costituendo l’ossatura storica e culturale della Nazione, affrontano oggi una crisi multidimensionale caratterizzata dallo spopolamento demografico e da un conseguente abbandono del patrimonio materiale e immateriale che rischia di andare perduto per sempre.

La proposta legislativa si fonda sulla necessità di superare una visione puramente assistenzialistica del recupero dei borghi, promuovendo invece un modello di tutela partecipata che veda nelle nuove generazioni i protagonisti di una rinnovata stagione di consapevolezza civile. In piena coerenza con l’articolo 9 della Costituzione, che impegna la Repubblica alla promozione della cultura e alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, l’istituzione del programma nazionale «Giovani Custodi dei Borghi» mira a trasformare il bene culturale da reperto del passato a strumento vivo di educazione alla cittadinanza e di sviluppo territoriale sostenibile.

Un aspetto centrale dell'intervento riguarda il ruolo strategico delle istituzioni scolastiche, individuate come il principale presidio culturale capace di attivare sinergie durature con gli enti locali e le soprintendenze. Attraverso l'integrazione delle attività di ricerca, mappatura e valorizzazione nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro (ex PCTO), nonché nell'insegnamento dell'educazione civica, gli studenti hanno l'opportunità di applicare le conoscenze umanistiche e scientifiche in contesti reali. Questo approccio non solo arricchisce il bagaglio formativo dei giovani, ma fornisce alle comunità locali strumenti tecnici e digitali fondamentali per la catalogazione e la fruizione moderna del patrimonio diffuso.

Dal punto di vista operativo, il disegno di legge delinea un percorso di collaborazione istituzionale che coinvolge il Ministero della cultura e il Ministero dell’istruzione e del merito, garantendo una cornice normativa certa per l'attuazione di progetti di alto profilo scientifico e divulgativo. La creazione del «Fondo nazionale per i borghi educanti» rappresenta l'impegno concreto dello Stato nel sostenere le autonomie scolastiche in questo compito di custodia, assicurando al contempo la massima attenzione all'equilibrio della finanza pubblica attraverso una gestione efficiente delle risorse già disponibili.

In definitiva, questa iniziativa non si limita a proporre una norma di settore, ma suggerisce un nuovo patto generazionale per la resilienza delle aree interne. Investire sulla capacità dei giovani di riscoprire e narrare le proprie radici significa garantire un futuro ai borghi italiani, sottraendoli all'oblio e restituendo loro centralità nel progetto di crescita culturale e sociale dell'intero Paese. Per tali ragioni, si auspica che il presente disegno di legge possa trovare un consenso ampio e una rapida approvazione da parte di questa Assemblea.

Note sulla struttura del Disegno di Legge

Seguendo le indicazioni della scheda tecnica del Senato, la struttura del ddl rimane organizzata in sette articoli per garantire chiarezza e precisione:

Capo I (Artt. 1-2): Definisce l'oggetto, l'istituzione del programma e i criteri per l'individuazione dei borghi. Capo II (Artt. 3-5): Specifica le azioni operative e il loro inquadramento nei percorsi formativi scolastici. Capo III (Artt. 6-7): Disciplina la copertura finanziaria, l'invarianza degli oneri e le modalità di entrata in vigore della norma.

ARTICOLATO

Capo I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

(Finalità)

La presente legge istituisce il programma nazionale «Giovani Custodi dei Borghi», volto a promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale diffuso attraverso il coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti. Il programma favorisce la conoscenza del territorio, il senso di appartenenza alla comunità e l’acquisizione di competenze civiche e professionali.

Art. 2.

(Definizioni)

Ai fini della presente legge, per borghi si intendono i centri storici di ridotte dimensioni caratterizzati da un patrimonio architettonico, artistico o paesaggistico di rilievo, soggetti a rischio di abbandono o degrado.

Capo II

PARTE PRINCIPALE: ATTUAZIONE E PROCEDURE

Art. 3.

(Individuazione delle strutture coinvolte)

Il Ministero della cultura e il Ministero dell’istruzione e del merito coordinano l’attuazione del programma. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado realizzano i progetti di custodia d’intesa con i comuni, le soprintendenze e gli enti del terzo settore.

Art. 4.

(Disposizioni sostanziali e attività)

Le attività del programma consistono nella catalogazione digitale dei beni, nella documentazione delle tradizioni locali e nel supporto alla fruizione turistica sostenibile. Le istituzioni scolastiche inseriscono tali attività nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro (ex PCTO) e nell’insegnamento dell’educazione civica.

Art. 5.

(Disposizioni finanziarie e copertura)

È istituito presso il Ministero della cultura il «Fondo nazionale per i borghi educanti». Il fondo provvede alla copertura finanziaria dei progetti selezionati nei limiti delle risorse stabilite annualmente dalla legge di bilancio.

Capo III

PARTE FINALE E COORDINAMENTO

Art. 6.

(Coordinamento normativo e attuazione)

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della cultura, di concerto con il Ministro dell’istruzione e del merito, adotta i decreti attuativi necessari per la definizione dei criteri di selezione dei progetti.

Art. 7.

(Entrata in vigore)

La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.