Il lavoro come ecosistema: giovani, PMI, sostenibilità
- Anno scolastico 2025-2026
- Presentato da IISS Mauro Perrone, Castellaneta (Taranto)
L’Italia ha un grande bisogno di giovani formati e capaci di trasformare le aziende in luoghi produttivi, sostenibili e partecipati. Le Piccole e Medie Imprese, in particolare quelle del Mezzogiorno, spesso faticano ad assumere o trattenere personale qualificato a causa di difficoltà economiche, accesso limitato al credito e incertezza dei mercati.
Il nostro disegno di legge mira a stabilire misure per favorire l’ingresso stabile e qualificato dei giovani nelle PMI del settore turistico-alberghiero, promuovendo formazione, etica, sostenibilità e collaborazione tra scuola, imprese e famiglie.
Criticità.
L'Italia registra da anni uno dei tassi di disoccupazione giovanile più elevati dell'Unione Europea. Secondo i dati Istat del 2024, il tasso di disoccupazione nella fascia 15-24 anni supera il 20 per cento a livello nazionale raddoppiando nelle regioni meridionali.Le piccole imprese dichiarano crescenti difficoltà nel reperire personale qualificato: l'Osservatorio Evolution Forum Business School sulle piccole e medie imprese italiane documenta come il mismatch tra competenze offerte dai neodiplomati e competenze richieste dal mercato del lavoro rappresenti oggi il principale ostacolo all'inserimento lavorativo stabile dei giovani nel tessuto produttivo locale.
Il paradosso dei giovani senza lavoro e imprese senza lavoratori,non è spiegabile con la sola carenza di posti disponibili. Le cause sono strutturali e riguardano tre piani distini ma interconnessi.
Il primo stadio è quello della formazione. I percorsi scolastici, pur migliorati negli ultimi anni, faticano a tradursi in competenze immediatamente spendibili. Le lacune più segnalate dagli imprenditori intervistati riguardano le lingue straniere, gli strumenti digitali di base e le competenze pratiche specifiche del settore. Ma emerge con uguale forza una carenza di natura diversa, più difficile da quantificare e più profonda da affrontare: la mancanza di quella che potremmo chiamare coscienza del lavoro, intesa come capacità di riconoscere il lavoro come strumento di crescita personale, di ricevere un feedback costruttivo senza viverlo come attacco, di costruire un rapporto di fiducia con chi forma e con chi viene formato. Questa dimensione non si acquisisce solo con le ore in aula: richiede esperienze reali, relazioni autentiche, responsabilità concrete.
Il secondo livello è quello economico. Le piccole imprese sostengono costi ragguardevoli per la formazione interna dei giovani assunti. Quando questi lasciano il lavoro dopo pochi mesi — fenomeno diffuso e documentato — l'investimento non viene recuperato. Questo meccanismo scoraggia le assunzioni e alimenta un circolo vizioso: meno si assume, meno i giovani acquisiscono esperienza, meno diventano appetibili per il mercato. Le imprese più piccole, con meno risorse e meno margini di profitto, sono le più esposte a questo rischio.
Il terzo livello è quello normativo e burocratico. Gli strumenti che incentivano l'assunzione esistono, ma risultano spesso inaccessibili per le piccole imprese: le procedure sono complesse, la documentazione richiesta è onerosa, i tempi di risposta degli enti preposti non sono compatibili con i ritmi di chi gestisce un'azienda con pochi dipendenti. Il risultato è che molte misure di sostegno restano sulla carta, conosciute ma non utilizzate.
2. Gli strumenti utilizzati per acquisire informazioni
L'indagine ha adottato un approccio multimediale, combinando strumenti di ricerca normativa, raccolta di dati sul campo, approfondimento culturale e partecipazione simulata ai processi istituzionali e dati reperibili su internet.
Analisi del bando e studio normativo. Il punto di partenza è stata la lettura e l'analisi dettagliata del bando del concorso indetto dal Senato della Repubblica, con particolare attenzione all'articolo 48 del Regolamento del Senato, che consente alle commissioni parlamentari di aprirsi alla società civile durante la fase di indagine conoscitiva propedeutica alla redazione di disegni di legge. Questa norma ha fornito la cornice istituzionale entro cui il lavoro degli studenti ha assunto legittimità e senso. La classe ha poi condotto una ricerca normativa per definire con precisione il quadro legislativo vigente, individuando le fonti rilevanti: la Legge n. 296 del 2006, il Decreto Legislativo n. 123 del 1998, il Regolamento dell'Unione Europea n. 651 del 2014, la Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE e il Decreto Ministeriale del 4 settembre 2025.
Simulazione delle commissioni parlamentari. Gli studenti hanno simulato il lavoro delle commissioni senatoriali competenti per le tematiche del disegno di legge, in particolare le commissioni Industria, Turismo, Commercio, Agricoltura e Produzione. Questa attività ha permesso di approfondire il ruolo e le modalità operative delle commissioni parlamentari e di comprendere come si costruisce un testo normativo a partire da un'esigenza reale.
Piattaforma digitale condivisa. È stata creata una Classroom digitale denominata "Dentro il Senato", che ha raccolto articoli di legge, video, idee e materiali di studio. La piattaforma ha coinvolto, oltre agli studenti, i docenti delle discipline interessate dalla trasversalità del percorso di educazione civica, facendo luce sui dubbi, integrando le conoscenze.
Mappatura informale dei bisogni sul territorio. È stata condotta una mappatura informale attraverso conversazioni con parenti, conoscenti e docenti nei comuni di Castellaneta, Laterza, Palagianello e Ginosa, focalizzata sulle difficoltà emerse in tema di assunzione e bisogni formativi. Questa fase ha permesso di ancorare il lavoro alla realtà concreta del territorio.
Incontri formativi con esperti. Sono state organizzate sessioni dedicate all'educazione finanziaria, con approfondimento di temi come il risparmio, il credito e gli strumenti di supporto alle piccole imprese, al fine di fornire basi per una gestione più consapevole delle risorse economiche sia a livello personale che professionale.
Interviste a imprenditori e associazioni locali. Gli studenti hanno incontrato direttamente o indirettamente realtà imprenditoriali del territorio pugliese: Maria Carmela D'Acunto, cuoca e titolare del ristorante-agriturismo La Luna nel Pozzo di Grottaglie; l'azienda agricola biologica Cosmo Bio di Palagianello; il Panificio Fornerie Laertine di Laterza; il Ristorante dei Fratelli Staffieri di Castellaneta Marina. Le interviste, condotte con una traccia di massimo cinque domande, elaborate collettivamente, hanno raccolto testimonianze dirette sulle dinamiche delle piccole imprese, le sfide occupazionali e le pratiche sostenibili adottate. Sono stati anche interpellati rappresentanti di associazioni internazionali presenti sul territorio, come Slow Food e CIA Agricoltura Locale.
Web radio scolastica. La web radio scolastica è stata utilizzata come strumento multidisciplinare di educazione civica: sono state prodotte puntate, interviste e analisi finalizzate a raccontare la crescita formativa degli studenti attraverso i valori della collaborazione, dello scambio di competenze, della sostenibilità ambientale e civica, e delle aspirazioni lavorative dei giovani del territorio.
Ricerca e analisi di dati. La classe ha studiato i dati dell'Osservatorio Evolution Forum Business School sulle piccole e medie imprese, che evidenzia la crisi occupazionale nelle micro e piccole imprese italiane, con focus su carenza di personale qualificato, mismatch formativo, basse retribuzioni e fuga dei talenti. È stata condotta anche un'analisi del modello danese, che coniuga stabilità lavorativa, formazione gratuita e sostenibilità, e del modello olivettiano, attraverso la visione dell'abstract della miniserie "La forza di un sogno".
Cooperative learning e approfondimenti normativi. L'apprendimento collaborativo si è focalizzato sulla lettura di testi normativi riguardanti la formazione professionale, gli incentivi alle piccole imprese, la sostenibilità ambientale e sociale, il ruolo responsabile delle famiglie e l'etica del lavoro. Tra i materiali principali figura il Decreto Ministeriale del 4 settembre 2025 sull'istituzione di un regime di aiuto a sostegno dello sviluppo di competenze specialistiche delle piccole imprese.
3. Il contesto normativo vigente
L'analisi normativa condotta ha permesso di identificare un quadro legislativo già ricco di strumenti potenzialmente utili, ma frammentato e poco accessibile per le piccole imprese.
La Legge Finanziaria n. 296 del 2006, all'articolo 1, comma 845, istituisce fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua e stabilisce meccanismi di finanziamento della formazione nelle imprese, prevedendo la possibilità di destinare risorse alle piccole imprese attraverso accordi con le parti sociali. Questa norma costituisce la principale fonte di finanziamento degli strumenti di sostegno al reddito e alla formazione che il disegno di legge intende potenziare e semplificare.
Il Decreto Legislativo n. 123 del 1998 disciplina le modalità di concessione delle agevolazioni alle imprese da parte delle amministrazioni pubbliche, con particolare attenzione alla semplificazione procedurale. Questo decreto fornisce il quadro entro cui è possibile introdurre meccanismi di registrazione digitale e verifica automatica senza appesantire l'onere burocratico sulle imprese.
Il Regolamento dell'Unione Europea n. 651 del 2014, all'articolo 31, stabilisce le condizioni alle quali gli aiuti alla formazione nelle imprese sono compatibili con il mercato interno europeo e non richiedono notifica preventiva alla Commissione. In particolare, consente esenzioni contributive e crediti di imposta per la formazione professionale nelle piccole imprese, purché rispettino i massimali previsti e siano collegati a obiettivi formativi documentati.
La Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE definisce le categorie dimensionali delle imprese ai fini dell'applicazione della normativa sugli aiuti di Stato, distinguendo tra micro imprese, piccole imprese e medie imprese in base al numero di dipendenti e al fatturato annuo.
Il Decreto Ministeriale del 4 settembre 2025 istituisce un regime di aiuto a sostegno dello sviluppo di competenze specialistiche delle piccole e medie imprese nell'ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027, stanziando cinquanta milioni di euro già disponibili e destinati alla formazione nelle piccole imprese. Questo decreto rappresenta la principale fonte di copertura finanziaria del disegno di legge.
4. I risultati principali dell'indagine
Le interviste e la mappatura territoriale convergono su cinque risultati principali.
Le piccole imprese sostenibili del territorio hanno un potenziale occupazionale reale ma inespresso. Le realtà intervistate, pur operando in settori diversi della filiera agroalimentare, condividono un modello produttivo fondato sulla qualità, sulla valorizzazione del territorio e su relazioni di lavoro attente alla sostenibilità allargata al benessere dei lavoratori. Questo modello è compatibile con l'inserimento di giovani motivati, ma richiede un profilo che la scuola oggi non sempre riesce a formare.
Il mismatch non è solo tecnico. Accanto alle lacune nelle competenze digitali e linguistiche, emerge con forza la mancanza di quella disposizione interiore al lavoro che include puntualità, rispetto delle regole, apertura al feedback, curiosità e capacità di lavorare in gruppo. Questa dimensione richiede un approccio formativo che integri scuola, impresa e famiglia in un percorso continuo.
Gli incentivi esistenti non vengono utilizzati. Gli imprenditori intervistati conoscono l'esistenza di strumenti di incentivo all'assunzione, ma ne denunciano la complessità procedurale. La semplificazione burocratica non è un dettaglio tecnico: è una condizione necessaria perché le misure raggiungano chi ne ha bisogno.
La famiglia è una risorsa sottoutilizzata. Le famiglie continuano a essere una rete di supporto fondamentale anche dopo la maggiore età dei figli, ma vengono sistematicamente escluse dai percorsi di inserimento lavorativo. Il loro coinvolgimento formale aumenta la motivazione dei giovani e la stabilità delle scelte.
La sostenibilità è un vantaggio competitivo. Le imprese che adottano pratiche sostenibili — sia ambientali che sociali — mostrano ambienti di lavoro più motivanti, minore turn-over e maggiore capacità di attrarre giovani che vogliono costruire un futuro nel proprio territorio.
5. Bibliografia e fonti utilizzate
Fonti normative
Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, c. 845 (Legge finanziaria 2007, fondi interprofessionali per la formazione continua). Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 123 (Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese). Regolamento dell'Unione Europea n. 651 del 17 giugno 2014, art. 31 (Regolamento generale di esenzione per categoria). Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003 (Definizione di micro, piccola e media impresa). Regolamento dell'Unione Europea n. 2021/1060 (Disposizioni comuni sui fondi strutturali e di investimento europei). Decreto Ministeriale 4 settembre 2025 (Istituzione di un regime di aiuto a sostegno dello sviluppo di competenze specialistiche delle piccole e medie imprese — Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027, Azione 1.4.1). Regolamento del Senato della Repubblica, art. 48 (Indagini conoscitive delle commissioni parlamentari).
Fonti statistiche e di ricerca
Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro, anno 2024, dati sul tasso di disoccupazione giovanile per fascia d'età e ripartizione geografica. Osservatorio Evolution Forum Business School sulle piccole e medie imprese italiane (a cura di Gianluca Spadoni), rapporto sulla crisi occupazionale nelle micro e piccole imprese, con analisi del mismatch formativo, delle basse retribuzioni e della fuga dei talenti.
Fonti audiovisive e culturali
Miniserie "La forza di un sogno" (abstract), sulla storia di Adriano Olivetti e il modello di impresa umanistica sviluppato a Ivrea negli anni Cinquanta. Video Rainews24 e Rai3 sulle tematiche di sostenibilità nelle piccole imprese italiane. Canale YouTube dell'Osservatorio di Gianluca Spadoni, interviste e report sulle piccole imprese italiane.
Fonti primarie raccolte dagli studenti
Interviste dirette a: Maria Carmela D'Acunto, titolare del ristorante-agriturismo La Luna nel Pozzo, Grottaglie; Cosmo Bio, azienda agricola biologica, Palagianello; Panificio Costantino, Laterza; Ristorante dei Fratelli Staffieri, Castellaneta Marina. Mappatura informale dei bisogni formativi . La classe ha poi condotto una ricerca normativa per definire con precisione il quadro legislativo vigente, individuando le fonti rilevanti: la Legge n. 296 del 2006, il Decreto Legislativo n. 123 del 1998, il Regolamento dell'Unione Europea n. 651 del 2014, la Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE e il Decreto Ministeriale del 4 settembre 2025. occupazionali condotta nei comuni di Castellaneta, Laterza, Palagianello e Ginosa. Materiali prodotti nell'ambito della web radio scolastica: puntate, interviste e analisi sulle aspirazioni lavorative dei giovani del territorio.
Fonti istituzionali
Sito ufficiale del Senato della Repubblica italiana, sezione commissioni parlamentari e bandi per le scuole. Sito ufficiale della Camera di commercio.
La classe ha individuato le fonti normative correlate ai temi trattati anche attraverso le fonti messe a disposizione dall'Intelligenza artificiale, verificandone la fondatezza.
Ulteriori indagini AI PERPLEXITY
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03 Maggio 2026
A. G. - Castellaneta (Taranto)Web radio Perrone( puntate sul lavoro) e link Spotify . Video ponte scuola lavoro: il lavoro come ecosistema- link youtube
https://youtube.com/shorts/GHaGfD0Q5DY?is=qykKfsh0e4osPgmL. Video riassuntivo
https://open.spotify.com/episode/0FQdBf43mwKtkS1QWFdZkW?si=CwubSoI7Qp2wRy6B626paw
https://open.spotify.com/episode/662qDlgc8YoyF3wJF6Zj1f?si=ERSJUEmWSqqEYg-uRQIjHQ
https://open.spotify.com/episode/662qDlgc8YoyF3wJF6Zj1f?si=pSz839d4QYe__84ndi8hwQ
https://open.spotify.com/episode/4WQ113IAFqorDu6vKPMfYm?si=H3Esvoj0SvybUR5aN-DUmw
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https://open.spotify.com/episode/7aYQbkHqJxIKnU39NRcx3B?si=R9mB6ApCTc---7Azhk1Y0g
https://open.spotify.com/episode/5q9u5I23SDwn8OGNsuuH39?si=LIQ2Cz1WSOCoM-odK8tLfA
https://open.spotify.com/episode/46Yh8sxtxCMB9MKSF2gtb2?si=JM6Jg602QvShoh1nK0ERdA
https://open.spotify.com/episode/5q9u5I23SDwn8OGNsuuH39?si=0Fcxj8_FTzy92e0dzqskrw. Intervista ristoratore Castellaneta Marina
I diversi link rappresentano una parte del viaggio civico e creativo nel mondo del lavoro,frutto di ricerche e lavori in peer … -
22 Aprile 2026
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14 Aprile 2026
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14 Aprile 2026
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1. Introduzione
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Lettura e analisi dettagliata del bando del concorso indetto dal Senato della Repubblica, con
particolare attenzione all’articolo 48 del Regolamento del Senato, che permette
alle commissioni parlamentari di aprirsi alla società civile …
DISEGNO DI LEGGE Titolo: "Il lavoro come ecosistema: giovani,PMI,sostenibilità https://www.senatoragazzi.it/iniziative/progetto/367/
Norme per l’incentivazione dell’occupazione giovanile, la formazione partecipata e la sostenibilità globale nelle piccole e medie imprese
Fonti normative di riferimento
– Legge 27 dicembre 2006, numero 296, articolo 1, comma 845 (base giuridica per i regimi di aiuto alle imprese)
– Decreto ministeriale 4 settembre 2025, Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027, Azione 1.4.1
– Regolamento dell’Unione europea numero 651 del 2014 della Commissione, articolo 31 (aiuti alla formazione)
– Decreto legislativo 31 marzo 1998, numero 123 (razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese)
– Raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003, numero 2003/361 (definizione di piccola e media impresa)
– Articolo 17, decreto legislativo 9 luglio 1997, numero 241 (compensazione fiscale)
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
1. Contesto e motivazione
Le piccole e medie imprese italiane registrano posizioni di lavoro scoperte mentre le giovani e i giovani neodiplomati faticano a entrare nel mercato del lavoro. Questo disallineamento tra ciò che la scuola forma e ciò che le imprese cercano è documentato, da un lato, dall’Osservatorio Evolution Forum attraverso le proprie analisi sul mercato del lavoro giovanile, da una mappatura informale condotta dagli studenti nei comuni di Castellaneta, Laterza, Palagianello e Ginosa, dove il tasso di disoccupazione giovanile è significativamente superiore alla media nazionale.L'analisi sul disallineamento si è avvalsa del contributo offerto dagli imprenditori locali attraverso incontri ed interviste da parte degli studenti.
Le cause principali sono tre.
• Il costo previdenziale a carico dell’impresa costituisce un ostacolo reale per le imprese di piccola dimensione che vogliono assumere un giovane privo di esperienza.
• La formazione specialistica ha costi di cofinanziamento che le piccole imprese difficilmente sostengono.
• La percezione negativa del lavoro nelle piccole imprese locali, rilevata attraverso interviste a familiari e docenti, spinge i giovani più qualificati verso altri territori.
Questa proposta risponde a tutti e tre questi ostacoli in modo integrato. Si ispira al modello comunitario di Adriano Olivetti — che a Ivrea dimostrò come il benessere delle persone e la produttività si rafforzino a vicenda — e al sistema danese di flessibilità sicura, dove la transizione tra un lavoro e l’altro non abbandona il lavoratore ma lo accompagna con formazione e sostegno al reddito.
2. Obiettivi della proposta
La presente proposta persegue quattro obiettivi distinti e tra loro complementari, nessuno dei quali produce effetti duraturi senza gli altri.
Il primo obiettivo consiste nel ridurre il costo dell’assunzione del giovane neodiplomato attraverso uno sgravio contributivo calibrato, con un'intensità maggiore per le imprese delle Zone Economiche Speciali e per le imprese che attivano percorsi formativi condivisi.
Il secondo obiettivo consiste nel rendere accessibile la formazione specialistica, abbassando la quota di cofinanziamento richiesta alle piccole imprese che operano in territori con alta disoccupazione giovanile.
Il terzo obiettivo consiste nel coinvolgere le famiglie e le istituzioni scolastiche in un percorso di monitoraggio e partecipazione attiva condivise, trasformando l’inserimento del giovane in un progetto comunitario.
Il quarto obiettivo consiste nel riconoscere e premiare le imprese che adottano modelli di gestione fondati sul benessere fisico,psichico e sociale dei lavoratori e sulla sostenibilità ambientale, introducendo al contempo penali proporzionate per chi abbandona tali pratiche,senza giustificato motivo, dopo avere fruito degli incentivi pubblici.
3. La struttura normativa e le sanzioni
Il disegno di legge introduce un sistema di incentivi e di responsabilità simmetrica. Chi accede ai benefici pubblici assume un impegno verificabile verso la comunità: mantenere le pratiche formative, sostenere il benessere dei lavoratori e rispettare gli standard di sostenibilità dichiarati. Chi interrompe questi impegni senza giustificato motivo è tenuto a restituire in tutto o in parte le somme fruite e può essere escluso da futuri benefici.
Questo sistema non intende punire le imprese in difficoltà oggettiva, che dispongono di procedure semplificate per documentare le proprie pratiche aziendali di equilibrio tra vita e lavoro. Intende invece scoraggiare l’uso strumentale degli incentivi pubblici e garantire che le risorse stanziate producano effetti occupazionali reali e duraturi.
4. Copertura finanziaria e sostenibilità del bilancio pubblico
Gli oneri derivanti dalle misure di sgravio contributivo e di credito formativo sono coperti con le risorse già stanziate nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-27, Azione 1.4.1, attivate con il decreto ministeriale del 4 settembre 2025. Il fondo di sostegno per le transizioni occupazionali è a finanziamento autonomo(Voucher e sovvenzioni) Nessuna nuova imposta è introdotta. Il debito pubblico non è incrementato.
ARTICOLATO NORMATIVO
CAPO I — DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1 — Finalità, princìpi e oggetto
1. La presente legge dispone misure volte a ridurre il disallineamento tra sistema formativo e mercato del lavoro, a incentivare l’assunzione di giovani che hanno conseguito un diploma di istruzione secondaria di secondo grado nelle piccole e medie imprese e a promuovere modelli di gestione aziendale fondati sulla sostenibilità ambientale, sul benessere dei lavoratori e sulla partecipazione attiva di questi ultimi ai processi produttivi e formativi.
2. Le misure della presente legge si ispirano ai seguenti princìpi:
a) centralità della persona nel contesto produttivo, secondo il modello di responsabilità comunitaria sviluppato da Adriano Olivetti, in cui il profitto e il benessere delle persone che lavorano si sostengono a vicenda;
b) flessibilità sicura nel mercato del lavoro, secondo il sistema danese in cui le transizioni occupazionali sono accompagnate da formazione continua e sostegno al reddito;
c) partecipazione attiva di scuole, famiglie e lavoratori nella costruzione e nel monitoraggio dei percorsi formativi;
d) proporzionalità e responsabilità nell’uso delle risorse pubbliche: chi riceve incentivi assume obblighi verificabili verso la comunità e risponde della loro inosservanza;
e) semplificazione degli adempimenti amministrativi, con controlli posticipati e automatici, senza aggravio di documentazione al momento dell’accesso ai benefici;
f) sostenibilità finanziaria, garantita mediante utilizzo di risorse già stanziate e meccanismi a finanziamento autonomo, senza incremento del debito pubblico.
3. La presente legge si applica alle piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003, numero 2003/361, con sede operativa nel territorio nazionale, che assumono giovani neodiplomati ai sensi delle disposizioni seguenti.
Riferimento normativo: Legge numero 296 del 2006, articolo 1, comma 845; decreto ministeriale 4 settembre 2025.
Articolo 2 — Definizioni
1. Ai fini della presente legge si intende per:
a) giovane neodiplomato: il soggetto che ha conseguito un diploma di istruzione secondaria di secondo grado, compresi i diplomi degli istituti tecnici superiori, da non oltre dodici mesi alla data dell’assunzione. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali tale termine è estendibile a ventiquattro mesi per le province nelle quali il tasso di disoccupazione giovanile tra i quindici e i ventinove anni supera il venticinque per cento, secondo i dati annuali dell’Istituto nazionale di statistica;
b) territorio a maggiore criticità: la provincia o il comune nei quali il tasso di disoccupazione giovanile nella fascia di età tra i quindici e i ventinove anni supera il venticinque per cento secondo i dati certificati annualmente dall’Istituto nazionale di statistica;
c) patto formativo: l’accordo scritto stipulato tra almeno una piccola e media impresa e almeno un istituto scolastico, un istituto tecnico superiore o un centro di formazione professionale, con il coinvolgimento facoltativo delle famiglie dei giovani interessati, che definisce le competenze da sviluppare, i tempi e i luoghi della formazione, il nominativo del responsabile aziendale e le modalità di valutazione condivisa;
d) responsabile aziendale: il soggetto designato dall’impresa con nome e cognome, disponibile a contatti di verifica con il giovane e con la scuola almeno ogni due settimane;
e) abbandono ingiustificato delle pratiche: la cessazione, da parte dell’impresa che ha fruito degli incentivi previsti dalla presente legge, degli obblighi formativi, dei percorsi di sostenibilità o delle pratiche partecipativi assunti, in assenza di documentata crisi economica, di forza maggiore o di altra giustificazione oggettiva riconosciuta dall’autorità competente.
2. L’elenco dei territori a maggiore criticità di cui alla lettera b del comma 1 è aggiornato annualmente dal Ministero delle imprese e del made in Italy entro il trenta gennaio di ciascun anno sulla base dei dati dell’Istituto nazionale di statistica.
Riferimento normativo: Raccomandazione della Commissione europea numero 2003/361; Legge numero 296 del 2006, articolo 1, comma 845.
CAPO II — MISURE DI SOSTEGNO ALL’ASSUNZIONE E ALLA FORMAZIONE
Articolo 3 — Riduzione della quota di cofinanziamento per la formazione specialistica
1. La quota di cofinanziamento a carico dell’impresa beneficiaria prevista dall’articolo 4 del decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy del 4 settembre 2025 è ridotta come segue:
a) dal cinquanta per cento al venti per cento per le imprese con sede operativa in un territorio a maggiore criticità come definito dall’articolo 2, comma 1, lettera b;
b) dal cinquanta per cento al trenta per cento per tutte le altre piccole e medie imprese che assumono un giovane neodiplomato ai sensi della presente legge.
2. La riduzione di cui al comma 1 si applica esclusivamente ai servizi formativi erogati a giovani neodiplomati assunti nei ventiquattro mesi precedenti la presentazione della domanda.
3. L’accesso alla riduzione avviene in via automatica sulla base della localizzazione della sede operativa e dei dati dell’Istituto nazionale di statistica già in possesso del Ministero. Non è richiesta documentazione aggiuntiva rispetto a quella già prevista dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025.
4. L’impresa che, entro tre anni dalla fruizione della riduzione di cui al comma 1, abbandona senza giustificato motivo i percorsi formativi avviati è tenuta alla restituzione del vantaggio finanziario equivalente alla differenza tra la quota ordinaria e la quota ridotta pagata, maggiorata degli interessi legali. La restituzione è accertata e riscossa dal Ministero delle imprese e del made in Italy.
Riferimento normativo: Decreto ministeriale 4 settembre 2025; Legge numero 296 del 2006, articolo 1, comma 845; Regolamento dell’Unione europea numero 651 del 2014, articolo 31.
Articolo 4 — Sgravio contributivo per la prima assunzione del giovane neodiplomato
1. Le piccole e medie imprese che assumono un giovane neodiplomato con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato beneficiano dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per i primi quarantotto mesi dall’assunzione, nel limite massimo di tremila euro annui per ciascun lavoratore.
2. Per le imprese con sede operativa in un territorio a maggiore criticità l’esonero di cui al comma 1 è elevato al sessanta per cento dei contributi dovuti, ferma restando la soglia massima di tremila euro annui.
3. Per accedere al beneficio l’impresa effettua, entro trenta giorni dall’assunzione, una registrazione telematica sul portale della Camera di commercio provincialmente competente. Non è richiesto nessun altro documento al momento della registrazione. I controlli avvengono in modo automatico attraverso l’incrocio dei dati già detenuti dagli enti competenti.
4. L’esonero è subordinato alle seguenti condizioni:
a) il giovane assunto partecipa ad almeno trenta ore annue di formazione concordata, svolta in orario di lavoro retribuito, con modalità liberamente scelte dall’impresa e dal lavoratore;
b) il datore di lavoro non ha effettuato, nei dodici mesi precedenti, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o riduzioni di personale nell’unità produttiva interessata dall’assunzione.
5. Il mancato rispetto dell’obbligo formativo di cui alla lettera a del comma 4 comporta la decadenza dall’esonero limitatamente ai mesi di inadempimento, senza effetto retroattivo sulle somme già fruite.
6. L’impresa che, dopo avere fruito dello sgravio per almeno dodici mesi, interrompe senza giustificato motivo il rapporto di lavoro con il giovane neodiplomato o abbandona il percorso formativo previsto dal patto formativo di cui all’articolo 6 decade dall’esonero a partire dal mese dell’inadempimento ed è tenuta alla restituzione delle somme fruite negli ultimi dodici mesi, maggiorate degli interessi legali. Non si applica la restituzione nei casi di dimissioni volontarie del lavoratore, di giustificato motivo oggettivo documentato o di crisi aziendale attestata dall’autorità competente.
7. Le modalità di fruizione dell’esonero, i controlli, le cause di decadenza e le procedure di restituzione sono disciplinate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Riferimento normativo: Legge numero 296 del 2006, articolo 1, comma 845; Regolamento dell’Unione europea numero 651 del 2014, articolo 31; decreto ministeriale 4 settembre 2025.
Articolo 5 — Fondo di sostegno per le transizioni occupazionali
1. Nell’ambito delle strutture già operative dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale è istituito il fondo di sostegno per le transizioni occupazionali nelle piccole e medie imprese. Non si istituiscono nuovi enti.
2. Le piccole e medie imprese aderiscono al fondo su base volontaria, versando mensilmente una somma pari allo 0,20 per cento della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali per ciascun dipendente. Il fondo è a finanziamento autonomo. Nessun onere grava sul bilancio dello Stato.
3. In caso di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per ragioni connesse all’andamento dell’impresa, il fondo eroga al dipendente interessato un’integrazione pari al settanta per cento della retribuzione persa, per un periodo massimo di dodici mesi nel corso di cinque anni.
4. L’accesso alla prestazione richiede unicamente la presentazione telematica, da parte dell’impresa, di una dichiarazione con la motivazione della sospensione e di un piano di riqualificazione anche sintetico, redatto con il coinvolgimento del lavoratore interessato. Non sono richiesti altri documenti.
Riferimento normativo: Decreto legislativo numero 123 del 1998; Legge numero 296 del 2006, articolo 1, comma 845.
CAPO III — PARTECIPAZIONE FORMATIVA E COMUNITÀ EDUCANTE
Articolo 6 — Patto formativo con il coinvolgimento della famiglia e della scuola
1. Il patto formativo costituisce lo strumento principale di raccordo tra il sistema formativo e il mercato del lavoro ai fini della presente legge.
2. Il contratto di apprendistato professionalizzante o di inserimento stipulato con un giovane neodiplomato ai sensi della presente legge include un patto formativo sottoscritto dall’impresa, dal lavoratore e dall’istituto scolastico di provenienza. Il patto formativo indica le competenze che il giovane sviluppa, descritte in modo comprensibile anche ai familiari non specialisti, la ripartizione delle ore tra contesto aziendale e contesto scolastico, il nominativo del responsabile aziendale designato e le modalità di valutazione condivisa al termine del percorso.
3. Gli incontri semestrali di monitoraggio del percorso, ai quali partecipano il datore di lavoro o un suo delegato, il lavoratore e un rappresentante della scuola, sono computati come orario di lavoro a tutti gli effetti di legge e sono retribuiti con la retribuzione ordinaria. Su richiesta del lavoratore, i familiari conviventi partecipano agli incontri come interlocutori riconosciuti.
4. I familiari che partecipano ad almeno due incontri di monitoraggio nel corso dell’anno hanno diritto a un permesso retribuito di quattro ore annue, equiparato al permesso per i colloqui scolastici previsto dalla contrattazione collettiva, esteso fino al compimento del ventiquattresimo anno di età del giovane coinvolto.
5. Il patto formativo non richiede forma notarile né assistenza legale. Il Ministero dell’istruzione e del merito pubblica un modello standard liberamente modificabile. La registrazione avviene sul portale della Camera di commercio provincialmente competente ed è gratuita.
6. Le piccole e medie imprese che attivano un patto formativo maturano un credito di imposta pari al trenta per cento delle spese sostenute per la formazione del giovane, nel limite massimo di trentamila euro per anno di imposta. Il credito è utilizzato in compensazione nella dichiarazione dei redditi indicando il codice del patto registrato, senza istanza separata.
7. L’impresa che fruisce del credito di imposta di cui al comma 6 e che, entro il biennio successivo alla sua fruizione, abbandona senza giustificato motivo il patto formativo è tenuta alla restituzione integrale del credito già compensato, maggiorato degli interessi legali, ed è esclusa dall’accesso a nuovi patti formativi agevolati per i due anni successivi. L’Agenzia delle entrate accerta e riscuote le somme dovute.
8. Il Ministero dell’istruzione e del merito definisce con apposita circolare, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalità di partecipazione degli istituti scolastici al patto formativo.
Riferimento normativo: Regolamento dell’Unione europea numero 651 del 2014, articolo 31; decreto legislativo numero 123 del 1998; decreto ministeriale 4 settembre 2025.
Articolo 7 — Centri formativi multidisciplinari e comunicazione territoriale
1. Le piccole e medie imprese si possono associare con le istituzioni scolastiche del territorio per la creazione e la gestione di centri formativi multidisciplinari permanenti, destinati alla diffusione delle pratiche di sostenibilità ambientale, di cittadinanza attiva e di buona imprenditoria locale.
2. Nell’ambito dei centri formativi di cui al comma 1 le istituzioni scolastiche possono attivare spazi di comunicazione territoriale, anche in forma di trasmissione radiofonica digitale scolastica, nei quali gli studenti descrivono le realtà produttive locali, contribuendo alla riduzione dei pregiudizi verso il lavoro nelle piccole imprese.
3. Le spese sostenute dalle imprese per la costituzione, l’allestimento e la gestione dei centri formativi di cui al comma 1 sono interamente deducibili dal reddito di impresa.
4. Il Ministero dell’istruzione e del merito e il Ministero delle imprese e del made in Italy definiscono congiuntamente, con decreto adottato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per il riconoscimento dei centri formativi e le modalità di rendicontazione delle spese deducibili.
Riferimento normativo: Decreto legislativo numero 123 del 1998; decreto ministeriale 4 settembre 2025.
CAPO IV — SOSTENIBILITÀ, RESPONSABILITÀ E TRASPARENZA
Articolo 8 — Documento di sostenibilità globale e umana e registro delle imprese responsabili
1. Le piccole e medie imprese che redigono annualmente un documento di sostenibilità globale e umana accedono a una maggiorazione del dieci per cento su tutti i contributi pubblici previsti per l’internazionalizzazione e per l’innovazione di processo e di prodotto.
2. Il documento di sostenibilità globale e umana registra congiuntamente:
a) l’impatto ambientale delle attività produttive dell’impresa e le azioni intraprese per ridurlo;
b) il livello di benessere organizzativo dei lavoratori, misurato attraverso indicatori relativi allo stress correlato al lavoro, ai tassi di assenteismo e alla soddisfazione lavorativa rilevata con questionari anonimi;
c) il numero di giovani neodiplomati assunti e il loro percorso formativo nell’anno di riferimento.
3. Il documento non richiede certificazione esterna obbligatoria. Il Ministero delle imprese e del made in Italy adotta entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le linee guida con il contenuto minimo e un modello standard liberamente adattabile. La certificazione da parte di soggetti terzi indipendenti è facoltativa e, se presente, costituisce titolo preferenziale nell’accesso ai finanziamenti pubblici.
4. È istituito presso le Camere di commercio un registro pubblico delle imprese a gestione responsabile, consultabile gratuitamente online. Sono iscritte le piccole e medie imprese che abbiano attivato almeno un patto formativo ai sensi dell’articolo 6, redatto il documento di sostenibilità di cui al presente articolo e adottato almeno una delle seguenti pratiche organizzative: diritto alla disconnessione digitale fuori dall’orario concordato, almeno venti ore annue di formazione a scelta del dipendente, o un momento di confronto annuale documentato con i lavoratori.
5. Le imprese iscritte nel registro hanno accesso preferenziale, a parità di punteggio, ai bandi pubblici di finanziamento per l’innovazione e la formazione del personale. Tale preferenza è inserita come clausola standard nei bandi già esistenti.
6. L’impresa iscritta nel registro che, nel corso di un anno, abbandona senza giustificato motivo le pratiche che hanno determinato l’iscrizione è cancellata dal registro con effetto immediato, decade dalla maggiorazione di cui al comma 1 per l’esercizio in corso e per il successivo, e restituisce le somme percepite in forza della maggiorazione stessa, maggiorate degli interessi legali. La cancellazione è comunicata pubblicamente nell’ambito del registro stesso.
Riferimento normativo: Regolamento dell’Unione europea numero 651 del 2014, articolo 31; decreto ministeriale 4 settembre 2025.
Articolo 9 — Credito di imposta per l’economia circolare
1. Alle piccole e medie imprese iscritte nel registro di cui all’articolo 8, comma 4, che adottano modelli di produzione secondo i princìpi dell’economia circolare e riducono il consumo di risorse naturali, tra le quali acqua, energia e materie prime vergini, in misura superiore al quindici per cento su base annua rispetto all’esercizio precedente, è riconosciuto un credito di imposta pari al trenta per cento delle spese sostenute per l’adeguamento dei processi produttivi, nel limite massimo di cinquantamila euro annui per impresa.
2. Il credito di imposta di cui al comma 1 è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, numero 241, e non è cumulabile con altri crediti di imposta aventi la medesima base imponibile.
3. Le modalità di certificazione della riduzione dei consumi e le procedure di richiesta sono disciplinate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. L’impresa che ha fruito del credito di imposta di cui al presente articolo e che, nei ventiquattro mesi successivi alla sua fruizione, interrompe senza giustificato motivo le pratiche di economia circolare certificate decade dal diritto al credito a decorrere dall’esercizio dell’inadempimento ed è tenuta alla restituzione del credito già compensato, maggiorato degli interessi legali. L’Agenzia delle entrate accerta e riscuote le somme dovute.
Riferimento normativo: Decreto legislativo numero 123 del 1998; decreto legislativo numero 241 del 1997, articolo 17; Regolamento dell’Unione europea numero 651 del 2014, articolo 31.
CAPO V — MONITORAGGIO, COORDINAMENTO NORMATIVO, DISPOSIZIONI FINANZIARIE E FINALI
Articolo 10 — Monitoraggio, copertura finanziaria, coordinamento normativo ed entrata in vigore
1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dell’istruzione e del merito monitorano con cadenza annuale l’efficacia delle misure previste dalla presente legge nel ridurre il disallineamento tra sistema formativo e mercato del lavoro. Le funzioni di monitoraggio sono svolte dalle strutture già operanti. Non si istituiscono nuovi uffici.
2. I dati relativi al numero di assunzioni incentivate, all’andamento dei tassi di disoccupazione giovanile nei territori interessati, al numero di patti formativi attivati, al numero di documenti di sostenibilità presentati, al numero di imprese iscritte nel registro di cui all’articolo 8 e al numero di provvedimenti di decadenza e restituzione adottati sono pubblicati annualmente in formato aperto sul sito istituzionale del Senato della Repubblica entro il trenta giugno di ciascun anno.
3. Entro il trentuno dicembre del terzo anno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge il Governo presenta alle Camere una relazione sull’attuazione della legge e sui suoi effetti. In esito alla relazione, il Governo può proporre con apposito disegno di legge modifiche alle misure di incentivazione e di penale previste. La relazione è elaborata raccogliendo valutazioni dirette di studenti, lavoratori, famiglie e titolari di piccole imprese tramite questionario anonimo online. In caso di mancata attivazione di patti formativi in una provincia nel corso di un biennio, la Camera di commercio territoriale convoca entro sei mesi un incontro pubblico, aperto anche a studenti e famiglie, per individuare le cause e le soluzioni.
4. Le misure della presente legge si applicano in coordinamento con le disposizioni del decreto ministeriale del 4 settembre 2025, che esse integrano senza sostituire. Le piccole e medie imprese che già fruiscono delle misure di quel decreto possono accedere ai benefici della presente legge nei limiti del cumulo consentito dal Regolamento dell’Unione europea numero 651 del 2014. Per quanto non espressamente disciplinato dalla presente legge si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del decreto legislativo 31 marzo 1998, numero 123.
5. Agli oneri derivanti dagli articoli 4 e 6, stimati in cinquanta milioni di euro per il primo anno di applicazione, si provvede mediante le risorse già stanziate nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027, Azione 1.4.1, nei limiti degli importi già programmati con il decreto ministeriale del 4 settembre 2025.
6. Il fondo di sostegno di cui all’articolo 5 è finanziato in via autonoma mediante i contributi delle imprese aderenti. Nessun onere grava sul bilancio dello Stato per questa voce.
7. Agli oneri derivanti dagli articoli 7, 8 e 9 si provvede mediante una quota del fondo per la formazione continua già gestito dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, previa rideterminazione delle priorità di utilizzo con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Non è istituita alcuna nuova imposta o contribuzione. Non è autorizzato alcun nuovo ricorso al debito pubblico.
8. La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Riferimento normativo: Legge numero 296 del 2006, articolo 1, comma 845; decreto ministeriale 4 settembre 2025; decreto legislativo numero 123 del 1998
La compilazione del disegno di legge si è svolta in conformità alle linee guida indicati dalla Segreteria del Senato nel corso della videoconferenza su Zoom e in osservanza dei parametri normativi vigenti.