Un gesto, un impatto: proposta di legge per la prevenzione, la raccolta e il riuso sostenibile dei mozziconi di sigaretta
- Anno scolastico 2025-2026
- Presentato da IIS Giuseppe De Gruttola, Ariano Irpino (Avellino)
La nostra proposta di legge nasce dalla crescente consapevolezza dell'emergenza ambientale e sanitaria provocata dall'abbandono dei mozziconi di sigaretta negli spazi pubblici. Ogni anno in Italia si stima che vengano dispersi nell'ambiente circa 14 miliardi di mozziconi, che costituiscono una quota rilevante dei rifiuti presenti nelle aree urbane e sulle spiagge.
Pur essendo previsto un divieto di abbandono dei prodotti da fumo, compresi i mozziconi (art. 232-bis D. Lgs. 152/2006), il quadro regolatorio risulta frammentato: pertanto intendiamo proporre una disciplina organica che definisca in modo puntuale responsabilità, modalità di raccolta, riciclo e prevenzione in materia.
INDAGINE CONOSCITIVA
“Un gesto, un impatto: dal monitoraggio del littering alla filiera del recupero dei mozziconi di sigaretta”
1. Inquadramento del problema
L’indagine conoscitiva è stata condotta al fine di acquisire dati, informazioni e contributi tecnici utili alla definizione di una proposta normativa in materia di prevenzione, raccolta e riutilizzo dei residui dei prodotti da fumo.
Il fenomeno dell’abbandono dei mozziconi di sigaretta rappresenta una delle forme più diffuse e sottovalutate di inquinamento ambientale. In Italia si stima la dispersione annuale di circa 14 miliardi di mozziconi, costituiti principalmente da acetato di cellulosa, una plastica non biodegradabile che può persistere nell’ambiente per oltre dieci anni prima di degradarsi frammentandosi in microplastiche.
I mozziconi non sono semplici rifiuti solidi, ma veri e propri vettori di contaminazione chimica e biologica. Essi agiscono come accumulatori di sostanze tossiche quali nicotina residua, metalli pesanti (tra cui arsenico, piombo e cadmio) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA), che vengono rilasciati gradualmente nel suolo e nelle acque, con effetti persistenti sugli ecosistemi.
Particolarmente critico è l’impatto sugli ecosistemi acquatici, dove si manifesta un fenomeno di tossicità sia immediata sia progressiva. Un singolo filtro di sigaretta è in grado di contaminare fino a 1000 litri d’acqua, rendendola tossica per microrganismi e organismi acquatici anche a concentrazioni estremamente ridotte. Inoltre, studi scientifici evidenziano che i mozziconi non perdono pericolosità nel tempo, ma al contrario possono aumentarla. Dopo circa cinque anni di permanenza in ambiente marino si osserva un secondo picco di rilascio tossico, dovuto alla progressiva degradazione strutturale del filtro, che libera in modo massivo le sostanze precedentemente intrappolate nelle fibre. Con il progredire della degradazione, poi, l’acetato di cellulosa si frammenta in particelle inferiori ai 6 micrometri, entrando nella categoria delle microplastiche. Queste possono essere ingerite dal plancton e da altri organismi alla base della catena alimentare, determinando fenomeni di bioaccumulo di sostanze tossiche, con potenziale rischio di biomagnificazione.
Il quadro complessivo evidenzia, dunquem come il mozzicone di sigaretta non sia un rifiuto ad impatto limitato o temporaneo, bensì un inquinante persistente e dinamico, la cui pericolosità può aumentare nel tempo, trasformando un gesto apparentemente minimo in una fonte di contaminazione ambientale significativa, duratura e sistemica.
2. Metodologia e strumenti utilizzati
L’indagine è stata realizzata in conformità agli strumenti previsti dall’articolo 48 del Regolamento del Senato, attraverso:
audizioni di soggetti istituzionali e tecnici; raccolta e analisi di dati statistici; interviste a operatori economici del settore del riciclo; consultazione di fonti normative e scientifiche; attività di monitoraggio civico e osservazione diretta del fenomeno.3. Soggetti auditi
Nel corso dell’indagine sono stati acquisiti contributi da parte dei seguenti soggetti:
ISTAT – per l’analisi dei comportamenti sociali, dei consumi e della consapevolezza ambientale; Legambiente – per il monitoraggio ambientale e i dati sul fenomeno del littering; Aziende del settore – per la valutazione della fattibilità tecnica e industriale del recupero dei mozziconi.4. Risultati dell’indagine
4.1 Impatto ambientale
I dati raccolti evidenziano che i mozziconi di sigaretta rappresentano una delle principali componenti dei rifiuti dispersi nell’ambiente:
secondo Legambiente, sono il secondo rifiuto più diffuso sulle spiagge italiane, con una media di circa 77 mozziconi ogni 100 metri; rilasciano sostanze tossiche con effetti persistenti nel tempo, con una contaminazione che può perdurare per anni; contribuiscono in modo significativo alla diffusione di microplastiche negli ecosistemi terrestri e acquatici; il filtro in acetato di cellulosa agisce come accumulatore e rilascio graduale di sostanze tossiche e cancerogene, amplificando l’impatto ambientale rispetto ad altri rifiuti di piccole dimensioni.Il dato più rilevante riguarda la loro elevata tossicità potenziale: anche un solo mozzicone può contaminare fino 1000 litri d’acqua, rendendolo uno dei rifiuti urbani più pericolosi in rapporto alla sua dimensione.
4.2 Lacune normative
L’analisi del quadro normativo ha evidenziato criticità rilevanti:
il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 prevede il divieto di abbandono dei mozziconi (art. 232-bis), ma non disciplina una filiera specifica di raccolta e recupero; la direttiva (UE) 2019/904 (SUP) introduce il principio della responsabilità estesa del produttore (EPR), ma non è pienamente attuata con riferimento ai mozziconi; manca una regolamentazione chiara relativa alla raccolta differenziata e al recupero dei materiali derivanti dai filtri, nonostante la loro comprovata pericolosità ambientale.4.3 Opportunità economiche e industriali
Dalle audizioni emerge che il riciclo dei mozziconi è tecnicamente possibile e già sperimentato:
l’acetato di cellulosa può essere recuperato e trasformato in materia prima seconda; i materiali ottenuti possono essere utilizzati in diversi settori produttivi, tra cui occhialeria, design e componenti plastici, bioedilizia, tessile; lo sviluppo di una filiera dedicata permetterebbe di trasformare un rifiuto altamente inquinante in risorsa, riducendo la pressione ambientale e favorendo la green economy.4.4 Quadro normativo comunitario e comparazione europea
L’analisi del fenomeno non può prescindere dal quadro normativo dell’Unione europea, che rappresenta il livello regolatorio di riferimento per gli Stati membri in materia di riduzione dell’inquinamento da plastica monouso e di promozione dell’economia circolare.
1. Il quadro normativo comunitario (UE)
Il principale atto di riferimento è la Direttiva (UE) 2019/904 (Single-Use Plastics – SUP), che mira a ridurre in modo significativo l’incidenza dei prodotti in plastica monouso sull’ambiente, includendo espressamente i filtri delle sigarette contenenti acetato di cellulosa, qualificati a tutti gli effetti come plastica.
La direttiva introduce e rafforza il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), imponendo agli Stati membri di strutturare sistemi attraverso cui i produttori del settore del tabacco contribuiscano economicamente alla gestione dell’intero ciclo di vita dei prodotti immessi sul mercato.
In particolare, gli obblighi riguardano:
il finanziamento dei sistemi di raccolta dei rifiuti derivanti dai prodotti da fumo, inclusi i mozziconi dispersi nell’ambiente; la copertura dei costi di rimozione del littering nei contesti urbani, costieri e naturali; il sostegno a campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai consumatori; l’introduzione di misure di prevenzione e riduzione del consumo di prodotti con filtri in plastica.La normativa europea prevede inoltre l’obbligo di etichettatura ambientale armonizzata, finalizzata a rendere immediatamente percepibili ai consumatori i rischi ambientali derivanti dall’abbandono dei mozziconi e la natura plastica dei filtri.
2. Esperienze e best practices negli Stati membri
Il confronto europeo evidenzia come diversi Stati membri abbiano già adottato misure attuative avanzate, spesso andando oltre gli standard minimi previsti dalla direttiva.
Francia – Loi AGEC (Anti-gaspillage pour une économie circulaire)
La Francia rappresenta uno dei modelli più evoluti di applicazione dell’EPR nel settore:
Spagna – politiche locali e responsabilità produttiva:
L’approccio spagnolo si caratterizza per una forte integrazione tra livello locale e responsabilità dei produttori:
diffusione di aree smoke-free, soprattutto nelle spiagge, con divieti e sanzioni amministrative anche significative; rafforzamento dell’obbligo per le aziende del tabacco di contribuire ai costi di pulizia dei mozziconi negli spazi pubblici; progressiva applicazione di modelli EPR a livello territoriale, con coinvolgimento diretto dei produttori nella gestione del littering.Germania – Einwegkunststofffonds
La Germania ha introdotto un sistema strutturato di finanziamento ambientale:
istituzione di un fondo nazionale alimentato da contributi obbligatori dei produttori di prodotti in plastica monouso; contributi proporzionati alla quantità di prodotti immessi sul mercato; redistribuzione delle risorse ai comuni per la gestione dei rifiuti da plastica e da fumo; adozione di un modello di responsabilizzazione economica diretta, misurabile e verificabile.Dal confronto europeo emergono tre profili di rilievo:
ritardo dell’Italia nell’attuazione piena dell’EPR, già oggetto di attenzione da parte delle istituzioni europee per la mancata completa operatività nel settore dei prodotti del tabacco; assenza di una filiera industriale strutturata nazionale, mentre in altri Stati membri il recupero dei filtri è sostenuto da strumenti normativi e incentivi economici; frammentazione delle iniziative esistenti, spesso limitate a sperimentazioni locali o progetti pilota, senza un sistema organico integrato su scala nazionale.Ne consegue che il caso italiano si colloca in una fase ancora prevalentemente “reattiva”, mentre il contesto europeo mostra una progressiva evoluzione verso modelli “preventivi e sistemici”.
Alla luce del quadro normativo europeo e delle esperienze comparate, appare opportuno che il futuro intervento legislativo nazionale si ponga in piena coerenza con la disciplina dell’Unione europea, rafforzandone l’attuazione.
5. Valutazione complessiva
L’indagine conoscitiva ha evidenziato un quadro caratterizzato da:
elevata diffusione del fenomeno; impatto ambientale significativo, persistente e chimicamente rilevante; elevata pericolosità dei filtri, che agiscono come sorgenti di microplastiche e contaminanti; assenza di una disciplina organica e strutturata; presenza di soluzioni tecnologiche già disponibili ma non ancora sistematizzate.6. Esiti dell’indagine e indirizzi per la proposta normativa
Alla luce delle evidenze raccolte, si ritiene necessario elaborare una proposta di legge finalizzata a:
introdurre una raccolta differenziata obbligatoria dei mozziconi; classificare tali rifiuti in modo da garantirne tracciabilità e trattamento specifico; attuare pienamente il principio di responsabilità estesa del produttore (EPR); incentivare il recupero e il riutilizzo dei materiali nell’ambito dell’economia circolare; promuovere attività di educazione civica e sensibilizzazione ambientale, con particolare attenzione alla pericolosità dei filtri e al loro elevato impatto sugli ecosistemi acquatici.
7. Fonti e bibliografia
1. Fonti istituzionali e tecnico-scientifiche
ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ARPA – Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica Commissione Europea – DG Environment (politiche su plastica monouso ed economia circolare) European Environment Agency (EEA) – rapporti su rifiuti plastici e microplastiche2. Fonti normative (Italia ed Unione europea)
Costituzione della Repubblica Italiana Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Codice dell’Ambiente (art. 232-bis) Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio (Single-Use Plastics – SUP) Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti (Waste Framework Directive), come modificata Regolamenti e linee guida della Commissione europea sull’attuazione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR)3. Esperienze normative europee comparate
Francia – Loi n. 2020-105 (Loi AGEC – Anti-gaspillage pour une économie circulaire) e sistema Alcome Germania – Einwegkunststofffondsgesetz (Legge sul Fondo per la plastica monouso) Spagna – normative regionali su spiagge smoke-free e sistemi locali EPR per rifiuti da tabacco3. Fonti scientifiche internazionali
Nitschke, T., Bour, A., Bergquist, M. et al. Comportamento dei fumatori e tossicità dei filtri di sigaretta per la vita acquatica: uno studio multidisciplinare. Microplastics & Nanoplastics, 3, 1 (2023). https://doi.org/10.1186/s43591-022-00050-2 Bonanomi, G., Maisto, G., De Marco, A., Cesarano, G., Zotti, M., Mazzei, P., et al. Il destino dei mozziconi di sigaretta in diversi ambienti: velocità di decomposizione, cambiamenti chimici ed ecotossicità rivelati da un esperimento di decomposizione durato 5 anni. Environmental Pollution, 261:114108 (2020). Mohammadi, A., Bahrani, F., De-la-Torre, G.E. et al. I filtri delle sigarette come principale fonte di microfibre negli ambienti acquatici. Scientific Reports, 15, 36980 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-20771-7 Śniadach, J., Kicman, A., Szymkowiak, S., Waszkiewicz, N. The Hidden Threat of Microplastics in Traditional Cigarettes: A Narrative Review of Health and Environmental Risks. Journal of Clinical Medicine, 14(11):3721 (2025). https://doi.org/10.3390/jcm14113721 Rebischung, F., Chabot, L., Biaudet, H., Pandard, P. Mozziconi di sigaretta: un rifiuto piccolo ma pericoloso, secondo la normativa europea. Waste Management, 82:9–14 (2018). https://doi.org/10.1016/j.wasman.2018.09.038 King, I.C., Lorenzi, V., Blasius, M.E. et al. I percolati dai mozziconi di sigaretta possono persistere nei sedimenti marini. Water, Air, & Soil Pollution, 232:38 (2021). https://doi.org/10.1007/s11270-021-04999-34. Fonti normative
Costituzione della Repubblica Italiana Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Codice dell’Ambiente (art. 232-bis: divieto di abbandono dei mozziconi) Direttiva (UE) 2019/904 – Single Use Plastics (SUP)5. Fonti giornalistiche e divulgative
Il Sole 24 Ore – Sezione Ambiente ed Economia Circolare La Repubblica – Sezione Ambiente Corriere della Sera – Sezione Ambiente6. Fonti tecniche sul riciclo dei mozziconi
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) CerICT Università degli Studi di Napoli “Federico II” Università del Sannio Aziende italiane ed europee attive nel riciclo dei filtri di sigaretta Progetti europei e startup industriali nel recupero dell’acetato di cellulosa da filtri di sigaretta.
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INDAGINE CONOSCITIVA
“Un gesto, un impatto: dal monitoraggio del littering alla filiera del recupero dei mozziconi di sigaretta”
1. Inquadramento del problema
L’indagine conoscitiva è stata condotta al fine di acquisire dati, informazioni e contributi tecnici utili alla definizione di una proposta normativa in materia di prevenzione, raccolta e riutilizzo dei residui dei prodotti da fumo.
Il fenomeno dell’abbandono dei mozziconi di sigaretta rappresenta una delle forme più diffuse e sottovalutate di inquinamento ambientale. In Italia si stima la dispersione annuale di circa 14 miliardi di mozziconi, costituiti principalmente da acetato di cellulosa, una plastica non biodegradabile che può persistere nell’ambiente per oltre dieci anni prima di degradarsi frammentandosi in microplastiche.
I mozziconi non sono semplici rifiuti solidi, ma veri e propri vettori di contaminazione chimica e biologica. Essi agiscono come accumulatori di sostanze tossiche quali nicotina residua, metalli pesanti (tra cui arsenico, piombo e cadmio) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA), che vengono rilasciati gradualmente nel suolo e nelle acque, con effetti persistenti sugli ecosistemi.
Particolarmente critico è l’impatto sugli ecosistemi acquatici, dove si manifesta un fenomeno di tossicità sia immediata sia progressiva. Un singolo filtro di sigaretta è in grado di contaminare fino a 1000 litri d’acqua, rendendola tossica per microrganismi e organismi acquatici anche a concentrazioni estremamente ridotte. Inoltre, studi scientifici evidenziano che i mozziconi non perdono pericolosità nel tempo, ma al contrario possono aumentarla. Dopo circa cinque anni di permanenza in ambiente marino si osserva un secondo picco di rilascio tossico, dovuto alla progressiva degradazione strutturale del filtro, che libera in modo massivo le sostanze precedentemente intrappolate nelle fibre. Con il progredire della degradazione, poi, l’acetato di cellulosa si frammenta in particelle inferiori ai 6 micrometri, entrando nella categoria delle microplastiche. Queste possono essere ingerite dal plancton e da altri organismi alla base della catena alimentare, determinando fenomeni di bioaccumulo di sostanze tossiche, con potenziale rischio di biomagnificazione.
Il quadro complessivo evidenzia, dunquem come il mozzicone di sigaretta non sia un rifiuto ad impatto limitato o temporaneo, bensì un inquinante persistente e dinamico, la cui pericolosità può aumentare nel tempo, trasformando un gesto apparentemente minimo in una fonte di contaminazione ambientale significativa, duratura e sistemica.
2. Metodologia e strumenti utilizzati
L’indagine è stata realizzata in conformità agli strumenti previsti dall’articolo 48 del Regolamento del Senato, attraverso:
audizioni di soggetti istituzionali e tecnici; raccolta e analisi di dati statistici; interviste a operatori economici del settore del riciclo; consultazione di fonti normative e scientifiche; attività di monitoraggio civico e osservazione diretta del fenomeno.
3. Soggetti auditi
Nel corso dell’indagine sono stati acquisiti contributi da parte dei seguenti soggetti:
ISTAT – per l’analisi dei comportamenti sociali, dei consumi e della consapevolezza ambientale; Legambiente – per il monitoraggio ambientale e i dati sul fenomeno del littering; Aziende del settore – per la valutazione della fattibilità tecnica e industriale del recupero dei mozziconi.
4. Risultati dell’indagine
4.1 Impatto ambientale
I dati raccolti evidenziano che i mozziconi di sigaretta rappresentano una delle principali componenti dei rifiuti dispersi nell’ambiente:
secondo Legambiente, sono il secondo rifiuto più diffuso sulle spiagge italiane, con una media di circa 77 mozziconi ogni 100 metri; rilasciano sostanze tossiche con effetti persistenti nel tempo, con una contaminazione che può perdurare per anni; contribuiscono in modo significativo alla diffusione di microplastiche negli ecosistemi terrestri e acquatici; il filtro in acetato di cellulosa agisce come accumulatore e rilascio graduale di sostanze tossiche e cancerogene, amplificando l’impatto ambientale rispetto ad altri rifiuti di piccole dimensioni.
Il dato più rilevante riguarda la loro elevata tossicità potenziale: anche un solo mozzicone può contaminare fino 1000 litri d’acqua, rendendolo uno dei rifiuti urbani più pericolosi in rapporto alla sua dimensione.
4.2 Lacune normative
L’analisi del quadro normativo ha evidenziato criticità rilevanti:
il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 prevede il divieto di abbandono dei mozziconi (art. 232-bis), ma non disciplina una filiera specifica di raccolta e recupero; la direttiva (UE) 2019/904 (SUP) introduce il principio della responsabilità estesa del produttore (EPR), ma non è pienamente attuata con riferimento ai mozziconi; manca una regolamentazione chiara relativa alla raccolta differenziata e al recupero dei materiali derivanti dai filtri, nonostante la loro comprovata pericolosità ambientale.
4.3 Opportunità economiche e industriali
Dalle audizioni emerge che il riciclo dei mozziconi è tecnicamente possibile e già sperimentato:
l’acetato di cellulosa può essere recuperato e trasformato in materia prima seconda; i materiali ottenuti possono essere utilizzati in diversi settori produttivi, tra cui occhialeria, design e componenti plastici, bioedilizia, tessile; lo sviluppo di una filiera dedicata permetterebbe di trasformare un rifiuto altamente inquinante in risorsa, riducendo la pressione ambientale e favorendo la green economy.
4.4 Quadro normativo comunitario e comparazione europea
L’analisi del fenomeno non può prescindere dal quadro normativo dell’Unione europea, che rappresenta il livello regolatorio di riferimento per gli Stati membri in materia di riduzione dell’inquinamento da plastica monouso e di promozione dell’economia circolare.
1. Il quadro normativo comunitario (UE)
Il principale atto di riferimento è la Direttiva (UE) 2019/904 (Single-Use Plastics – SUP), che mira a ridurre in modo significativo l’incidenza dei prodotti in plastica monouso sull’ambiente, includendo espressamente i filtri delle sigarette contenenti acetato di cellulosa, qualificati a tutti gli effetti come plastica.
La direttiva introduce e rafforza il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), imponendo agli Stati membri di strutturare sistemi attraverso cui i produttori del settore del tabacco contribuiscano economicamente alla gestione dell’intero ciclo di vita dei prodotti immessi sul mercato.
In particolare, gli obblighi riguardano:
il finanziamento dei sistemi di raccolta dei rifiuti derivanti dai prodotti da fumo, inclusi i mozziconi dispersi nell’ambiente; la copertura dei costi di rimozione del littering nei contesti urbani, costieri e naturali; il sostegno a campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai consumatori; l’introduzione di misure di prevenzione e riduzione del consumo di prodotti con filtri in plastica.
La normativa europea prevede inoltre l’obbligo di etichettatura ambientale armonizzata, finalizzata a rendere immediatamente percepibili ai consumatori i rischi ambientali derivanti dall’abbandono dei mozziconi e la natura plastica dei filtri.
2. Esperienze e best practices negli Stati membri
Il confronto europeo evidenzia come diversi Stati membri abbiano già adottato misure attuative avanzate, spesso andando oltre gli standard minimi previsti dalla direttiva.
Francia – Loi AGEC (Anti-gaspillage pour une économie circulaire)
La Francia rappresenta uno dei modelli più evoluti di applicazione dell’EPR nel settore:
istituzione dell’eco-organismo Alcome, finanziato dai produttori di tabacco, con funzioni di gestione dei fondi per la pulizia urbana e la prevenzione del littering; sostegno economico ai comuni per installazione di posacenere pubblici e sistemi di raccolta dedicati; definizione di un obiettivo nazionale di riduzione del 40% dei mozziconi dispersi entro il 2027 rispetto ai livelli 2021; incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo sul riciclo dell’acetato di cellulosa, con l’obiettivo di strutturare filiere industriali dedicate.
Spagna – politiche locali e responsabilità produttiva:
L’approccio spagnolo si caratterizza per una forte integrazione tra livello locale e responsabilità dei produttori:
diffusione di aree smoke-free, soprattutto nelle spiagge, con divieti e sanzioni amministrative anche significative; rafforzamento dell’obbligo per le aziende del tabacco di contribuire ai costi di pulizia dei mozziconi negli spazi pubblici; progressiva applicazione di modelli EPR a livello territoriale, con coinvolgimento diretto dei produttori nella gestione del littering.
Germania – Einwegkunststofffonds
La Germania ha introdotto un sistema strutturato di finanziamento ambientale:
istituzione di un fondo nazionale alimentato da contributi obbligatori dei produttori di prodotti in plastica monouso; contributi proporzionati alla quantità di prodotti immessi sul mercato; redistribuzione delle risorse ai comuni per la gestione dei rifiuti da plastica e da fumo; adozione di un modello di responsabilizzazione economica diretta, misurabile e verificabile.
Dal confronto europeo emergono tre profili di rilievo:
ritardo dell’Italia nell’attuazione piena dell’EPR, già oggetto di attenzione da parte delle istituzioni europee per la mancata completa operatività nel settore dei prodotti del tabacco; assenza di una filiera industriale strutturata nazionale, mentre in altri Stati membri il recupero dei filtri è sostenuto da strumenti normativi e incentivi economici; frammentazione delle iniziative esistenti, spesso limitate a sperimentazioni locali o progetti pilota, senza un sistema organico integrato su scala nazionale.
Ne consegue che il caso italiano si colloca in una fase ancora prevalentemente “reattiva”, mentre il contesto europeo mostra una progressiva evoluzione verso modelli “preventivi e sistemici”.
Alla luce del quadro normativo europeo e delle esperienze comparate, appare opportuno che il futuro intervento legislativo nazionale si ponga in piena coerenza con la disciplina dell’Unione europea, rafforzandone l’attuazione.
5. Valutazione complessiva
L’indagine conoscitiva ha evidenziato un quadro caratterizzato da:
elevata diffusione del fenomeno; impatto ambientale significativo, persistente e chimicamente rilevante; elevata pericolosità dei filtri, che agiscono come sorgenti di microplastiche e contaminanti; assenza di una disciplina organica e strutturata; presenza di soluzioni tecnologiche già disponibili ma non ancora sistematizzate.
6. Esiti dell’indagine e indirizzi per la proposta normativa
Alla luce delle evidenze raccolte, si ritiene necessario elaborare una proposta di legge finalizzata a:
introdurre una raccolta differenziata obbligatoria dei mozziconi; classificare tali rifiuti in modo da garantirne tracciabilità e trattamento specifico; attuare pienamente il principio di responsabilità estesa del produttore (EPR); incentivare il recupero e il riutilizzo dei materiali nell’ambito dell’economia circolare; promuovere attività di educazione civica e sensibilizzazione ambientale, con particolare attenzione alla pericolosità dei filtri e al loro elevato impatto sugli ecosistemi acquatici.
7. Fonti e bibliografia
1. Fonti istituzionali e tecnico-scientifiche
ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ARPA – Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica Commissione Europea – DG Environment (politiche su plastica monouso ed economia circolare) European Environment Agency (EEA) – rapporti su rifiuti plastici e microplastiche
2. Fonti normative (Italia ed Unione europea)
Costituzione della Repubblica Italiana Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Codice dell’Ambiente (art. 232-bis) Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio (Single-Use Plastics – SUP) Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti (Waste Framework Directive), come modificata Regolamenti e linee guida della Commissione europea sull’attuazione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR)
3. Esperienze normative europee comparate
Francia – Loi n. 2020-105 (Loi AGEC – Anti-gaspillage pour une économie circulaire) e sistema Alcome Germania – Einwegkunststofffondsgesetz (Legge sul Fondo per la plastica monouso) Spagna – normative regionali su spiagge smoke-free e sistemi locali EPR per rifiuti da tabacco
3. Fonti scientifiche internazionali
Nitschke, T., Bour, A., Bergquist, M. et al. Comportamento dei fumatori e tossicità dei filtri di sigaretta per la vita acquatica: uno studio multidisciplinare. Microplastics & Nanoplastics, 3, 1 (2023). https://doi.org/10.1186/s43591-022-00050-2 Bonanomi, G., Maisto, G., De Marco, A., Cesarano, G., Zotti, M., Mazzei, P., et al. Il destino dei mozziconi di sigaretta in diversi ambienti: velocità di decomposizione, cambiamenti chimici ed ecotossicità rivelati da un esperimento di decomposizione durato 5 anni. Environmental Pollution, 261:114108 (2020). Mohammadi, A., Bahrani, F., De-la-Torre, G.E. et al. I filtri delle sigarette come principale fonte di microfibre negli ambienti acquatici. Scientific Reports, 15, 36980 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-20771-7 Śniadach, J., Kicman, A., Szymkowiak, S., Waszkiewicz, N. The Hidden Threat of Microplastics in Traditional Cigarettes: A Narrative Review of Health and Environmental Risks. Journal of Clinical Medicine, 14(11):3721 (2025). https://doi.org/10.3390/jcm14113721 Rebischung, F., Chabot, L., Biaudet, H., Pandard, P. Mozziconi di sigaretta: un rifiuto piccolo ma pericoloso, secondo la normativa europea. Waste Management, 82:9–14 (2018). https://doi.org/10.1016/j.wasman.2018.09.038 King, I.C., Lorenzi, V., Blasius, M.E. et al. I percolati dai mozziconi di sigaretta possono persistere nei sedimenti marini. Water, Air, & Soil Pollution, 232:38 (2021). https://doi.org/10.1007/s11270-021-04999-3
4. Fonti normative
Costituzione della Repubblica Italiana Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Codice dell’Ambiente (art. 232-bis: divieto di abbandono dei mozziconi) Direttiva (UE) 2019/904 – Single Use Plastics (SUP)
5. Fonti giornalistiche e divulgative
Il Sole 24 Ore – Sezione Ambiente ed Economia Circolare La Repubblica – Sezione Ambiente Corriere della Sera – Sezione Ambiente
6. Fonti tecniche sul riciclo dei mozziconi
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) CerICT Università degli Studi di Napoli “Federico II” Università del Sannio Aziende italiane ed europee attive nel riciclo dei filtri di sigaretta Progetti europei e startup industriali nel recupero dell’acetato di cellulosa da filtri di sigaretta.
Relazione illustrativa
Onorevoli Senatori,
la presente proposta di legge affronta in maniera organica e sistemica il problema della dispersione nell’ambiente dei residui dei prodotti da fumo, in particolare dei mozziconi di sigaretta, che rappresentano una delle principali fonti di inquinamento diffuso nei contesti urbani, costieri e marini.
Secondo dati consolidati a livello nazionale, ogni anno vengono dispersi nell’ambiente miliardi di mozziconi, costituiti prevalentemente da filtri in acetato di cellulosa, una plastica non biodegradabile, capace di persistere per anni negli ecosistemi. Tali rifiuti rilasciano sostanze tossiche — tra cui nicotina, metalli pesanti e composti organici pericolosi — con effetti negativi sulla qualità delle acque, sulla biodiversità e, indirettamente, sulla salute umana.
L’attuale quadro normativo, pur prevedendo il divieto di abbandono e forme di responsabilità estesa del produttore, non disciplina in modo compiuto:
la classificazione univoca del rifiuto; la raccolta differenziata dedicata; la tracciabilità dei flussi; lo sviluppo di una filiera industriale del recupero.
La proposta si fonda sui principi costituzionali di tutela dell’ambiente e della salute (articoli 9 e 32 della Costituzione) e introduce un modello avanzato di economia circolare basato su:
responsabilità estesa del produttore pienamente operativa; definizione di livelli essenziali di raccolta; incentivi alla valorizzazione industriale; strumenti di monitoraggio e controllo.
Particolare rilievo assumono:
l’introduzione di un flusso autonomo di rifiuti; la creazione di un sistema nazionale di tracciabilità; l’adozione di criteri “End of Waste” per il recupero dell’acetato di cellulosa; l’istituzione di un fondo dedicato alla filiera del riciclo.
La proposta mira, pertanto, a trasformare un rifiuto altamente inquinante in una risorsa, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo innovazione industriale.
Relazione tecnica
La proposta di legge è strutturata in modo da garantire la sostenibilità finanziaria degli interventi previsti.
In particolare:
i costi relativi alla raccolta, gestione e trattamento dei rifiuti sono integralmente coperti dai sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR); le attività dei Comuni sono sostenute mediante contributi dei produttori e proventi delle sanzioni amministrative; gli incentivi fiscali sono finanziati mediante riduzione di sussidi ambientalmente dannosi, come individuati annualmente dal Ministero dell’economia e delle finanze.
È istituito un Fondo nazionale alimentato da contributi ambientali versati dai produttori, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Le amministrazioni pubbliche provvedono agli adempimenti con le risorse disponibili a legislazione vigente, salvo quanto espressamente previsto.
Articolato
Art. 1 (Finalità e ambito di applicazione)
1.La presente legge disciplina la gestione del ciclo di vita dei residui dei prodotti da fumo, al fine di prevenire e ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla salute umana, con particolare riferimento alla tutela delle risorse idriche.
2.Le disposizioni si applicano ai mozziconi di sigaretta e ai residui contenenti filtri in materiale plastico.
3.La legge è adottata in coerenza con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e con la direttiva (UE) 2019/904, in attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione.
Art. 2 (Classificazione e regime dei rifiuti)
1.I residui dei prodotti da fumo:
a) sono classificati come rifiuti urbani a raccolta differenziata obbligatoria;
b) costituiscono flusso specifico ai fini della tracciabilità;
c) presentano caratteristiche di pericolosità ambientale.
2.È vietato il conferimento nei rifiuti urbani indifferenziati.
3.Con decreto del Ministero dell’Ambiente è attribuito un codice europeo dei rifiuti (EER) dedicato.
Art. 3 (Sistema di raccolta e livelli essenziali delle prestazioni ambientali)
1.La raccolta dei residui dei prodotti da fumo è qualificata come livello essenziale delle prestazioni ambientali.
2.I Comuni istituiscono, entro 180 giorni, sistemi di raccolta differenziata dedicata, garantendo standard minimi uniformi su tutto il territorio.
3.In caso di inadempienza si applicano poteri sostitutivi regionali.
Art. 4 (Responsabilità estesa del produttore)
1.I produttori di prodotti da fumo finanziano integralmente il sistema di gestione dei residui.
2.È istituito un contributo ambientale modulato in base all’impatto del prodotto, con criteri premiali per soluzioni a minore impatto ambientale.
3.I produttori organizzano sistemi di raccolta, campagne informative e interventi di pulizia delle aree pubbliche.
Art. 5 (Obblighi di enti locali, esercenti e concessionari)
1.I Comuni adeguano i regolamenti locali entro 180 giorni.
2.Esercenti e gestori di aree aperte al pubblico installano dispositivi idonei alla raccolta dei mozziconi.
3.I concessionari balneari e i gestori di aree sensibili adottano misure per prevenire la dispersione nei suoli e nelle acque.
Art. 6 (Registro nazionale, tracciabilità e cessazione della qualifica di rifiuto)
1. È istituito presso il Ministero dell’Ambiente il Registro nazionale degli operatori autorizzati.
2.È adottato un sistema digitale di tracciabilità dei flussi.
3.Entro 120 giorni è emanato il decreto “End of Waste” per definire i criteri di recupero dell’acetato di cellulosa.
Art. 7 (Incentivi e strumenti economici)
1.Alle imprese che utilizzano materiali derivanti dal riciclo è riconosciuto un credito d’imposta pari al 10% del costo di acquisto.
2.È istituito il Fondo nazionale per la filiera dei residui dei prodotti da fumo, finanziato dai contributi dei produttori.
3.Sono introdotti marchi di qualità "Riciclo Responsabile" per certificare i prodotti contenenti almeno il 20% di polimeri derivanti da filtri recuperati.
Art. 8 (Sanzioni e tutela delle aree sensibili)
1. L’abbandono di mozziconi è punito con sanzione amministrativa da 100 a 500 euro.
2.Le sanzioni sono raddoppiate nelle aree sensibili, quali spiagge, corpi idrici e aree naturali protette.
3.In caso di recidiva può essere disposta la partecipazione a programmi di educazione ambientale o lavori di pubblica utilità.
4. I proventi delle sanzioni sono destinati ai Comuni per attività di pulizia e gestione.
Art. 9 (Educazione, ricerca e monitoraggio)
1.Il Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, promuove campagne di sensibilizzazione e programmi educativi.
2.È istituita la “Giornata nazionale contro l’inquinamento da mozziconi” il 5 maggio.
3.Il Ministero dell’Ambiente, tramite ISPRA, monitora i flussi e trasmette annualmente alle Camere una relazione sullo stato di attuazione della legge.
Art. 10 (Disposizioni finanziarie ed entrata in vigore)
1. Agli oneri derivanti dalla presente legge si provvede mediante contributi dei produttori e riduzione di sussidi ambientalmente dannosi. 2.Le amministrazioni pubbliche provvedono con le risorse disponibili a legislazione vigente.
3.I decreti attuativi sono adottati entro 120 giorni dall’entrata in vigore.
4.La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.