Disposizioni in materia di ciclo di vita dei prodotti digitali, contrasto all’obsolescenza software e tutela della longevità tecnologica

  • Anno scolastico 2025-2026
  • Presentato da ISISS Carlo Anti, Villafranca di Verona (Verona)

Nella società del consumo e della tecnologia diffusa in cui viviamo, i nostri vecchi device tecnologici sono ancora troppo spesso gettati come rifiuto indifferenziato, ponendo troppo poca attenzione al loro corretto affidamento alla catena del riciclo e del riuso. La gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccole e medie dimensioni è già regolamentata sia a livello europeo (Direttiva RAEE 2012/19 ) sia italiano (D. Lgs. n. 49/2014), con recenti aggiornamenti normativi, come l'Accordo di Programma 2025–2027 e il futuro Circular Economy Act, che rafforzeranno ulteriormente queste politiche.

Il nostro disegno di legge mira a una regolamentazione più puntuale in materia di ciclo di vita degli oggetti elettronici di consmo e alla diffusione di una concreta cultura del riuso fra la popolazione italiana.

Disposizioni in materia di ciclo di vita dei prodotti digitali, contrasto all’obsolescenza software e tutela della longevità tecnologica

Indagine conoscitiva sul ciclo di vita dei prodotti digitali, sull’obsolescenza tecnologica e sulla gestione dei rifiuti elettronici (RAEE)

Premessa

La presente indagine conoscitiva è stata realizzata nell’ambito del progetto didattico / concorso Dentro il Senato. Conoscere, discutere, deliberare, promosso dal Senato della Repubblica a cui l’Istituto Carlo Anti partecipa con l’obiettivo di approfondire il tema del ciclo di vita dei prodotti digitali e delle criticità connesse al fenomeno dell’obsolescenza tecnologica.

L’indagine è stata condotta da studenti appartenenti a due indirizzi di studio differenti — Liceo Scientifico Scienze Applicate e ITIS Informatica — che hanno collaborato in modo interdisciplinare, integrando competenze scientifiche, tecnologiche e comunicative.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto delle politiche europee e nazionali volte alla  promozione dell’economia circolare, alla riduzione dei rifiuti elettronici e alla tutela delle risorse naturali.

La crescente diffusione di dispositivi digitali nella vita quotidiana, unita alla rapida evoluzione tecnologica, ha infatti determinato un progressivo accorciamento della durata media dei prodottielettronici, con conseguente aumento della produzione di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Alla luce di tali considerazioni, l’indagine conoscitiva ha inteso approfondire:

le dinamiche legate al fenomeno dell’obsolescenza tecnologica; il quadro normativo europeo e nazionale in materia di gestione dei rifiuti elettronici; il livello di consapevolezza dei cittadini rispetto al ciclo di vita dei dispositivi digitali; le possibili strategie per promuovere modelli di consumo e produzione più sostenibili.

 

Metodologia dell’indagine

Nel corso dell’indagine sono state adottate diverse modalità di raccolta e analisi delle informazioni, al fine di garantire un approccio il più possibile completo e multidisciplinare.

In particolare, sono state svolte le seguenti attività:

analisi della normativa europea e nazionale in materia di RAEE ed economia circolare; esame di documenti istituzionali e rapporti tecnici elaborati da enti pubblici e organizzazioni internazionali; approfondimenti sui materiali e le modalità estrattive; realizzazione di interviste con esperti del settore tecnologico e amministratori locali; visita a un impianto specializzato nel trattamento dei rifiuti elettronici; somministrazione di un sondaggio alla comunità scolastica; organizzazione di un debate finalizzato ad approfondire le responsabilità connesse al fenomeno dell’obsolescenza tecnologica. esperimento in laboratorio

Le informazioni raccolte attraverso tali attività hanno consentito di delineare un quadro articolato delle problematiche oggetto dell’indagine, poiché acquisire notizie, informazioni e documentazione è la finalità tipica dell’indagine conoscitiva come prevista dall’art. 48 del Regolamento del Senato.

Il fenomeno dell’obsolescenza tecnologica

Nel corso della prima fase dell’indagine conoscitiva è emerso come l’obsolescenza tecnologica rappresenti uno dei principali fattori alla base della crescente produzione di rifiuti elettronici. La diffusione dei dispositivi digitali ha modificato le abitudini di consumo, determinando una progressiva riduzione della durata media di utilizzo di smartphone, computer e altri strumenti tecnologici, ma anche dei software indispensabili per il loro funzionamento.

Tra le principali cause del fenomeno si segnalano:

il rapido progresso tecnologico; la difficoltà o l’elevato costo delle riparazioni; la cessazione degli aggiornamenti software; strategie commerciali orientate alla sostituzione frequente dei prodotti; dinamiche sociali e culturali legate al consumo di beni tecnologici.

Secondo le stime analizzate nel corso dell’indagine, a livello globale vengono prodotti ogni annocirca 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, mentre soltanto una quota pari a circa il 20 per cento viene effettivamente recuperata o riciclata.

In Italia, a fronte di circa 343 mila tonnellate di RAEE raccolte, si stima che oltre 600 mila tonnellate di rifiuti elettronici non vengano intercettate dai sistemi ufficiali di raccolta.

Materie prime critiche e filiere di approvvigionamento

Un ulteriore ambito di approfondimento ha riguardato l’utilizzo di materie prime critiche e terre rare nella produzione dei dispositivi elettronici. Elementi quali lantanio e neodimio sono indispensabili per la realizzazione di numerose tecnologie avanzate, tra cui:

smartphone e computer; turbine eoliche; batterie per veicoli elettrici; dispositivi elettronici di uso quotidiano.

La criticità di tali materiali deriva principalmente dalla complessità dei processi di estrazione e raffinazione. Nel corso dell’indagine è stato rilevato che la Cina detiene circa il 90 per cento della capacità mondiale di raffinazione delle terre rare, determinando una significativa dipendenza da parte di molti Paesi.

Particolare attenzione è stata dedicata ai cosiddetti minerali di conflitto, tra cui stagno, tantalio, tungsteno e oro (3TG), la cui estrazione, in alcune aree del mondo, è associata a gravi violazioni dei diritti umani e a condizioni di lavoro estremamente precarie.

Nel laboratorio, a scuola, è stato organizzato un esperimento molto interessante sui materiali presenti nei dispositivi elettronici attraverso lo smontaggio un vecchio pc per osservare meglio i componenti interni.

Il quadro normativo europeo e nazionale

L’analisi normativa ha preso in considerazione il quadro regolatorio vigente a livello europeo e 

nazionale. In ambito europeo, il principale riferimento normativo è rappresentato dalla Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, che stabilisce obiettivi di raccolta, recupero e riciclo dei RAEE. La direttiva introduce il principio della responsabilità estesa del produttore, secondo il quale i produttori sono responsabili dell’intero ciclo di vita dei prodotti immessi sul mercato.

La normativa si inserisce nel più ampio Piano d’azione europeo per l’economia circolare del 2020, che promuove strategie finalizzate alla riduzione dei rifiuti, al riutilizzo dei materiali e alla progettazione di prodotti più durevoli e riparabili.

In Italia, la direttiva è stata recepita con il Decreto Legislativo 49/14, che disciplina la gestione   dei RAEE e stabilisce specifiche responsabilità per produttori, distributori e amministrazioni locali.

Il decreto prevede, tra l’altro:

il diritto dei cittadini al conferimento gratuito dei rifiuti elettronici; il ritiro dei dispositivi usati da parte dei distributori secondo i sistemi “uno contro uno” e “uno contro zero”; l’organizzazione dei sistemi di raccolta a livello territoriale. Audizioni e testimonianze

Nel corso dell’indagine è stata realizzata un’intervista alla dott.ssa Lisa Lanzarini, responsabile di CampuStore Academy, azienda attiva nel settore delle tecnologie informatiche. È emersa la presenza di una limitata consapevolezza da parte dei consumatori riguardo alle modalità di smaltimento e riciclo dei dispositivi elettronici.

È stato rilevato, in particolare, come i cittadini tendano a conservare nelle proprie abitazioni dispositivi non più utilizzati, contribuendo alla dispersione di materiali potenzialmente recuperabili.

È stata poi realizzata un’intervista al vicesindaco di Villafranca di Verona, con delega all’ecologia, dott. Riccardo Maraia, che ha analizzato le sfide legate all'obsolescenza tecnologica e l'importanza di promuovere un'economia circolare attraverso la gestione dei rifiuti elettronici. Ha poi evidenziato la distinzione tra i dispositivi digitali, soggetti a rapidi cali di performance hardware e software, e i grandi elettrodomestici, per i quali il diritto alla riparazione risulta più efficace. Le amministrazioni locali giocano un ruolo chiave nel facilitare il recupero di materie prime critiche, riducendo così la necessità di nuove estrazioni minerarie.

Il vicesindaco ha approfondito, inoltre, le recenti direttive europee che impongono ai produttori maggiore trasparenza sui ricambi e prezzi accessibili per gli interventi di manutenzione. Grazie a queste normative, i consumatori possono compiere acquisti consapevoli, contrastando attivamente la cultura del consumo compulsivo. In sintesi, le fonti promuovono un modello di sostenibilità ambientale basato sulla longevità dei prodotti e su una gestione virtuosa dei RAEE.

Abbiamo capito che il compito principale dell'amministrazione, quindi, è implementare sistemi di recupero che permettano di:

• Estrarre elementi e componenti essenziali dai dispositivi dismessi.

• Utilizzare tali componenti per la costruzione di nuovi beni tecnologici.

• Limitare l'estrazione di nuove risorse dalle riserve minerarie.

In definitiva, tutte le risposte del Dottor Maraia, che ringraziamo per la disponibilità e l’ospitalità, suggeriscono che, mentre per i dispositivi digitali il recupero dei materiali rimane la strategia più realistica, per le altre apparecchiature elettriche la riparazione e l'efficienza dei consumi devono essere i pilastri centrali. L'integrazione tra una raccolta differenziata adeguata e il rispetto delle nuove normative europee rappresenta la via principale per ridurre l'impatto ambientale del settore tecnologico nei prossimi 10-15 anni.

Visita a un impianto di trattamento dei RAEE

 

Nel corso dell’indagine è stata effettuata una visita all’impianto Stena Recycling di Angiari(Verona), specializzato nel trattamento dei rifiuti elettronici e contestualmente una intervista a due dipendenti, l’ingegner Simone Stefani e la dott.ssa Martina Scoponi.

Durante la visita è stato possibile osservare le principali fasi del processo di recupero dei materiali:

separazione dei componenti; trattamento delle plastiche; recupero dei metalli; produzione di pellet di plastica riciclata destinata al riutilizzo industriale.

Dalle testimonianze raccolte è emerso che uno dei principali ostacoli allo sviluppo dell’economiacircolare è rappresentato dalla difficoltà di collocare sul mercato i materiali riciclati, spesso meno competitivi rispetto alle materie prime vergini.

Esperimento di laboratorio sulle terre rare

Utilizzando il Laboratorio di informatica della scuola, è stato realizzato un esperimento sui materiali presenti nei dispositivi elettronici, devices ormai indispensabili per comunicare, studiare e divertirsi, di cui quasi mai si conosce la reale composizione.

L’esperimento ha dimostrato che molti componenti di questi dispositivi funzionano grazie alle terre rare, un gruppo di 17 elementi chimici formato dai lantanidi, più scandio e ittrio. Elementi che non sono rarissimi in natura, ma sono difficili da estrarre e da separare: per questo sono considerati materiali strategici per le tecnologie moderne.

Negli smartphone le terre rare vengono utilizzate per le loro proprietà magnetiche, ottiche ed elettroniche. Per esempio, elementi come neodimio, praseodimio e disprosio sono usati per creare magneti molto potenti che si trovano negli altoparlanti, nei microfoni e nei motori di vibrazione del telefono.

Si è dunque proceduto a smontare un vecchio computer per osservare meglio i componenti interni. A differenza dello smartphone, le parti del computer sono più grandi e quindi più facili da riconoscere. Anche se non possiamo vedere direttamente gli elementi chimici a occhio nudo, abbiamo individuato alcune parti dove vengono utilizzati materiali critici collegati alle terre rare, come l’hard disk, le ventole, gli altoparlanti e la scheda madre.

Questo esperimento ha fatto capire che la tecnologia che utilizziamo ogni giorno dipende da materiali che non vediamo, ma che sono fondamentali. Studiare le terre rare ci fa comprendere meglio il legame tra chimica, tecnologia e sostenibilità, e riflettere anche sull’importanza di usare e riciclare correttamente i dispositivi elettronici.

Risultati del sondaggio sulla comunità scolastica

Al fine di valutare il livello di consapevolezza della popolazione rispetto al tema dei rifiuti elettronici, è stato realizzato un sondaggio che ha coinvolto 265 partecipanti tra studenti, docenti e familiari. I risultati evidenziano alcuni elementi significativi.

Una quota pari all’80,7 per cento degli intervistati ha dichiarato di conservare in casa dispositivi elettronici non più utilizzati.

Il sondaggio ha inoltre evidenziato una limitata conoscenza della normativa relativa ai RAEE:

il 69,4 per cento degli intervistati non conosce il significato della sigla RAEE; il 74 per cento non è a conoscenza dei sistemi di ritiro “uno contro uno” e “uno contro zero”; l’89,4 per cento non conosce l’ubicazione del centro di raccolta RAEE del proprio comune.

Emerge una significativa sensibilità ambientale: la maggioranza dei partecipanti, considera, i rifiuti elettronici, un problema grave e si dichiara favorevole a politiche che incentivino la riparazione dei dispositivi e l’acquisto di prodotti rigenerati.

Discussione e confronto

Nel corso dell’indagine è stato inoltre organizzato un debate secondo le regole del World School Debate, che ha visto scontrarsi due squadre di studenti. Il dibattito è stato uno spunto concreto ed un momento di reale riflessione per approfondire il tema delle responsabilità connesse all’obsolescenza tecnologica. Il confronto ha evidenziato come il fenomeno in questione sia il risultato dell’interazione tra diversi fattori, tra cui:

•          le strategie produttive e commerciali delle aziende;

•          le scelte di consumo dei cittadini;

•          l’evoluzione tecnologica dei dispositivi e dei software.

È emerso dalla discussione che una politica efficace di contrasto all’obsolescenza dovrebbe coinvolgere, contemporaneamente, produttori, istituzioni e consumatori.

Considerazioni conclusive

Alla luce degli elementi raccolti nel corso dell’indagine, si rileva come la gestione del ciclo di vitadei prodotti digitali rappresenti una questione di crescente rilevanza sotto il profilo ambientale, economico e sociale.

L’analisi svolta ha evidenziato alcune criticità principali:

la crescente produzione di rifiuti elettronici; la scarsa informazione dei cittadini sulle modalità di smaltimento; le difficoltà legate alla riparazione dei dispositivi; la forte dipendenza globale da materie prime critiche.

Al tempo stesso emergono opportunità connesse allo sviluppo dell’economia circolare e alla crescente attenzione verso modelli di produzione più sostenibili.

Le risultanze della presente indagine costituiscono pertanto la base conoscitiva per la formulazione di una proposta normativa finalizzata a promuovere:

la maggiore durabilità dei prodotti digitali; il diritto alla riparazione; il recupero delle materie prime critiche; una gestione più efficiente e sostenibile dei rifiuti elettronici; un approccio volto in maniera più ampia alla durabilità dei software.

La proposta normativa, discussa e formulata a conclusione di tutti i lavori, è quindi il termine concreto di tutte le fasi di studio avvenute precedentemente.

  • 09 Aprile 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Incontro finale in Aula magna. Dalla ricerca alla realizzazione: un’esperienza di lavoro condiviso

    Il 9 aprile 2026, abbiamo partecipato in Aula Magna a un incontro delle nostre classi 4 BLA e 4 AII, durante il quale abbiamo presentato e condiviso i lavori realizzati per il concorso, Dentro il Senato. Conoscere, Discutere, Deliberare, prima …

  • 27 Marzo 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Esperimento di laboratorio sulle terre rare e intervista a vicesindaco del Comune di Villafranca di Verona, dott. Maraia

    In questa pagina di diario racconteremo due esperienze significative che i nostri docenti hanno organizzato a supporto del nostro percorso per giungere all’indagine conoscitiva e alla proposta di legge: un esperimento di laboratorio sulle terre rare e l’intervista a vicesindaco …

  • 15 Marzo 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Realizzazione di uno Spot - Pubblicità Progresso dal titolo: Fai la differenza!

    Ci siamo impegnati nella progettazione e realizzazione di una breve pubblicità progresso dal titolo Fai la differenza! relativa alla tematica di studio affrontata nell’ambito del concorso, Dentro il Senato. L’attività ha avuto come obiettivo quello di sperimentare un vero e …

  • 15 Marzo 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Debate a scuola. Mozione: Questa casa ritiene che i consumatori, e non i produttori, siano principalmente responsabili dell’accelerazione dell’obsolescenza tecnologica.”

    Il giorno venerdì 13 marzo, sempre all’interno delle attività previste dal concorso, Dentro il Senato, a cui stiamo lavorando, è stata organizzato, in orario scolastico, un debate; la mozione su cui si è discusso è stata:

    “Questa casa ritiene che …

  • 08 Marzo 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    VISITA GUIDATA ALL’AZIENDA STENA RECYCLING E INTERVISTA

    Giovedì 26 febbraio è stata una giornata intensa per quattro nostri compagni del Team intervistatori e videomakers accompagnati da due docenti, di quelle che ti fanno riflettere davvero sul futuro. La visita aziendale legata al concorso, Dentro il Senato, non …

  • 03 Marzo 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Sondaggio a scuola

    Sempre nell’ottica di capire quanto la popolazione (in questo caso scolastica) sia informata su un tema che spesso diamo per scontato, ovvero il destino dei nostri dispositivi elettronici, abbiamo realizzato un sondaggio intitolato Abitudini di utilizzo, riuso e smaltimento dei …

  • 25 Febbraio 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Gruppo Studiosi: analisi e studio di importanti documenti istituzionali

    Il team degli studiosi ha analizzato alcuni tra i documenti istituzionali significativi per approcciarsi alla tematica RAEE, scoprendo quanto il diritto possa incidere concretamente sulla tutela dell’ambiente e sul nostro futuro. Non è stata una disamina semplice, non siamo abituati …

  • 25 Febbraio 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Gruppo studiosi: Terre rare e disamina documenti RAEE e ISPRA

    Il gruppo studiosi si è dedicato ad una ricerca che ci ha lasciato una profonda inquietudine. Ci siamo concentrati sulle terre rare e sulle materie prime critiche, termini che sentiamo spesso al telegiornale, alla radio e a scuola, ma di …

  • 23 Febbraio 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Incontro di formazione con il Senato e intervista a Lisa Lanzarini (vicepresidente e responsabile CampuStore academy)

    Nella seconda settimana di febbraio abbiamo concretamente avviato il progetto relativo al concorso “Dentro il Senato. Conoscere, Discutere, Deliberare”.

    Mercoledì 11 le nostre docenti Felici e Medici, insieme a due nostri compagni, hanno partecipato ad un incontro di formazione organizzato …

  • 16 Febbraio 2026
    G. F. - VILLAFRANCA DI VERONA (VR)

    Disposizioni in materia di ciclo di vita dei prodotti digitali, contrasto all’obsolescenza software e tutela della longevità tecnologica. Avvio del progetto e organizzazione dei lavori

    Questo Diario di bordo nasce per raccontare, passo dopo passo, il percorso svolto nell’ambito del concorso Dentro il Senato. Conoscere, discutere, deliberare, con l’obiettivo di documentare tutte le attività realizzate, le scelte compiute e le competenze sviluppate e accompagnerà tutte …

 

PROPOSTA DI LEGGE

Modifiche al decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, in materia di promozione della durabilità, riparabilità e riutilizzo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e di contrasto all’obsolescenza dei software

 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

In misura sempre maggior e preoccupante, nella società del consumo e della tecnologia diffusa in cui viviamo, l'abitudine di cambiare in tempi brevi devices tecnologici ci ha portato spesso molto lontano da quella cultura dello sviluppo sostenibile e del riutilizzo che invece da molti anni le istituzioni europee e mondiali vorrebbero diffondere fortemente fra la popolazione. Gli oggetti elettronici che non utilizziamo più perché li vogliamo sostituire con altrettanti ritenuti più nuovi ed adeguati, quasi sempre non vengono destinati ad un riutilizzo che ne possa sfruttare nuovamente i materiali, ma semplicemente sono gettati come rifiuto indifferenziato.

Attualmente, la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccole e medie dimensioni è già regolamentata sia a livello europeo che italiano. In Europa, la Direttiva RAEE 2012/19 stabilisce le modalità di raccolta, trattamento e recupero dei rifiuti elettronici, puntando a ridurne la quantità e promuovere il riciclo. In Italia, questa direttiva è stata recepita dal Decreto Legislativo n. 49/2014, che impone obblighi a produttori, distributori e cittadini per prevenire i rifiuti e favorire il riciclo. Inoltre, per i piccoli dispositivi, come telefoni o piccoli elettrodomestici, è prevista la raccolta differenziata e la pratica dell'“uno contro uno”, che consente di conferire gratuitamente i dispositivi usati. Recentemente, ci sono anche aggiornamenti normativi, come l'Accordo di Programma 2025–2027 e il futuro Circular Economy Act, che rafforzeranno ulteriormente queste politiche.

Nonostante tutto, solo una piccolissima percentuale della popolazione italiana sembra essere al corrente di tali opzioni “virtuose” e comunque pare non avere una reale consapevolezza del fatto stesso che un apparecchio tecnologico affidato alla catena del riciclo e del riuso può dare un enorme contributo all’economia circolare.

In una prospettiva di rispetto dell'ambiente e sviluppo sostenibile sembra pertanto necessario un intervento legislativo che attualizzi e aggiorni le norme già presenti e al contempo renda diffusa ed efficace l'adozione di strategie finalizzate proprio al riciclo e riuso in particolare dell'elettronica di consumo.

La presente proposta di legge interviene sul Decreto Legislativo 14 marzo 2014, n. 49, recante attuazione della Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), al fine di rafforzare l’effettiva priorità della prevenzione e della preparazione per il riutilizzo nell’ambito della gerarchia europea dei rifiuti.

L’attuale disciplina nazionale ha consentito progressi in termini di raccolta differenziata e riciclaggio dei RAEE; tuttavia, la fase del riutilizzo rimane marginale rispetto al recupero di materia. Ciò determina una perdita di valore economico, ambientale e sociale connessa alla vita utile residua dei beni.

Tale proposta si colloca nel quadro delle politiche europee per l’economia circolare, in coerenza con il principio di uso efficiente delle risorse, con la progressiva affermazione del diritto alla riparazione e con la necessità di ridurre la dipendenza da materie prime critiche.

La proposta prende inoltre in considerazione una problematica fortemente connessa a quelle già presentate, ovvero l’obsolescenza dei software che permettono il funzionamento di molti devices tecnologici.

L’obsolescenza dei software è il fenomeno per cui un programma o un sistema operativo, pur essendo tecnicamente funzionante, perde progressivamente utilità o compatibilità perché non riceve più aggiornamenti, non è più supportato dal produttore o non è compatibile con le tecnologie correnti. Questo può portare a situazioni in cui un dispositivo perfettamente funzionante diventa inefficiente, non sicuro o non più utilizzabile con le applicazioni moderne, semplicemente perché il software non è più aggiornato o compatibile con gli standard odierni. 

In molti casi, l’obsolescenza software non è solo una conseguenza naturale dell’evoluzione tecnologica, ma può essere indotta intenzionalmente attraverso pratiche commerciali che rendono difficile o impossibile continuare ad usare un prodotto senza aggiornamenti continui, favorendo così l’acquisto di nuovi dispositivi anche quando quelli vecchi sono ancora funzionanti. Un esempio noto riguarda l’uso di aggiornamenti che rallentano le prestazioni di smartphone, fenomeno già oggetto di sanzioni da parte delle autorità nel passato. 

Questo problema ha impatti significativi: riduce la durata utile dei dispositivi, aumenta i costi per i consumatori, accresce la produzione di rifiuti elettronici e può persino causare vulnerabilità nella sicurezza.

È pertanto necessario un intervento legislativo che intervenga anche in questo campo specifico, aggiornando le finalità del DL 49.

L’intervento normativo che proponiamo persegue quindi le seguenti finalità:

promuovere la progettazione orientata alla riparabilità e alla durabilità dei RAEE; rafforzare la prevenzione della produzione di rifiuti attraverso l’allungamento della vita utile dei prodotti elettronici; rendere strutturale la filiera per il riutilizzo; favorire la nascita e il consolidamento di un mercato nazionale del ricondizionamento e il riuso; diffondere nella popolazione una cultura della manutenzione, della riparazione e del riuso, a partire dalla scuola; combattere in maniera concreta il fenomeno dell’obsolescenza, spesso indotta per fini commerciali, dei software.

L’intervento normativo è suscettibile di generare in modo concreto, progressivo e durevole:

una sensibile riduzione dei volumi di RAEE avviati a trattamento; la tendenza all’incremento della vita media dei prodotti elettronici; la creazione di nuove opportunità occupazionali nel settore della riparazione e del ricondizionamento; la conseguente riduzione della domanda di materie prime critiche; il rafforzamento dell’economia circolare nazionale, come previsto anche da tutte le linee guida nazionali ed europee.

L’impatto sociale, economico, ma altresì culturale della riforma è rilevante, poiché promuove un cambiamento strutturale nei comportamenti di consumo, favorendo modelli orientati alla durabilità anziché alla sostituzione

 

CONTENUTO DELLE DISPOSIZIONI

Articolo 1 Finalità

L’articolo definisce l’oggetto della legge e chiarisce l’obiettivo sistemico di rafforzamento della gerarchia dei rifiuti, attribuendo priorità alla prevenzione e alla preparazione per il riutilizzo.

Articolo 2 Modifiche al decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49

La prima modifica inserisce espressamente il principio di priorità del riutilizzo rispetto al riciclaggio, rendendo coerente la normativa nazionale con l’ordine gerarchico previsto dal diritto europeo in materia di rifiuti.

La seconda modifica concerne l’introduzione dell’articolo 4 bis, finalizzato a rafforzare il principio di responsabilità estesa del produttore, imponendo obblighi di disponibilità di pezzi di ricambio per almeno dieci anni e progettazione orientata alla riparabilità e non alla sostituzione.

La disposizione favorisce inoltre la competitività del settore della riparazione e contrasta fenomeni di obsolescenza prematura.

Con la terza modifica viene introdotto l’art. 18 bis e si prevede una quota minima obbligatoria (20 per cento in peso dei RAEE raccolti, se ancora tecnicamente idonei) da destinare al ricondizionamento e al riutilizzo.

La misura mira a creare una domanda stabile per operatori del ricondizionamento, incentivare sistemi collettivi e impianti per selezionare i beni ancora recuperabili nonché ridurre la distruzione prematura di prodotti funzionanti o riparabili.

È previsto un decreto ministeriale attuativo per definire criteri tecnici e modalità di verifica di tale misura.

Art. 3 Obsolescenza software e periodo minimo per gli aggiornamenti

L’articolo introduce obblighi a carico dei produttori, importatori e distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) dotate di componenti software, prevedendo un periodo minimo di disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza e correttivi; il divieto di pratiche di degradazione intenzionale delle prestazioni tramite aggiornamenti; una serie di obblighi di trasparenza informativa verso i consumatori; il coordinamento sanzionatorio con il Codice del consumo.

L’articolo proposto non comporta costi diretti per lo Stato; produce benefici ambientali strutturali; rafforza la tutela dei consumatori; incentiva modelli produttivi più sostenibili.

Nel medio-lungo periodo, l’intervento è suscettibile di contribuire alla riduzione dei costi pubblici connessi alla gestione dei RAEE e alla dipendenza da materie prime critiche.

Art. 4 Fondo nazionale per il riuso e la riparazione

È istituito un Fondo nazionale dedicato al sostegno della filiera del riuso. Le risorse sono destinate in particolare a centri accreditati di preparazione per il riutilizzo, alla formazione professionale specifica per professionisti della riparazione e del riuso, nonché a campagne di sensibilizzazione rivolte ai consumatori.

La misura intende favorire la creazione di occupazione locale qualificata e sostenere imprese sociali e cooperative attive nel settore.

Art. 5 Sensibilizzazione e cultura del riuso

Si prevede un coordinamento interministeriale per l’attuazione di programmi educativi e campagne informative, con l’obiettivo di radicare nella popolazione una cultura della manutenzione e del riuso.

Art. 6 Clausola di invarianza finanziaria

È prevista la clausola di neutralità finanziaria, salvo quanto espressamente destinato al Fondo.

 

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1 Finalità

La presente legge modifica il d. leg. 14 marzo 2014, n. 49, al fine di:
a) rafforzare la priorità della preparazione per il riutilizzo rispetto al riciclaggio;
b) promuovere la progettazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche durevoli e riparabili;
c) incentivare la diffusione di una cultura del riuso e della riparazione;
d) ridurre la produzione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Art. 2 Modifiche al decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49

All’articolo 1, comma 1, dopo le parole “riduzione degli impatti negativi derivanti dalla produzione e gestione dei RAEE” sono inserite le seguenti “assicurando priorità alla prevenzione e al riutilizzo rispetto alle altre forme di recupero”. Dopo l’articolo 4 è inserito il seguente:

Art. 4 bis Requisiti di riparabilità e durabilità

I produttori assicurano che le apparecchiature immesse sul mercato nazionale siano progettate in modo da favorire la riparazione, l’aggiornamento e il riutilizzo delle stesse. I produttori garantiscono la disponibilità di pezzi di ricambio essenziali per almeno dieci anni dalla cessazione della produzione del modello. È assicurato l’accesso alle informazioni tecniche necessarie alla riparazione da parte di operatori indipendenti, nel rispetto della normativa in materia di sicurezza e proprietà intellettuale. Dopo l’articolo 18 è inserito il seguente:

Art. 18 bis Quota minima di preparazione per il riutilizzo

I sistemi collettivi e individuali garantiscono che una quota non inferiore al 20 per cento in peso dei RAEE raccolti annualmente, qualora tecnicamente idonei, sia destinata ad operazioni di riutilizzo. Con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabiliti criteri tecnici, modalità di verifica e percentuali progressive di incremento della quota di cui al comma 1. Ai fini del presente articolo, le operazioni di riutilizzo sono effettuate esclusivamente da soggetti accreditati secondo criteri definiti con il decreto di cui al comma 2.

Art. 3 Obsolescenza software e periodo minimo per gli aggiornamenti

Ai fini del presente decreto legislativo, per «aggiornamenti software» si intendono:
a) gli aggiornamenti di sicurezza;
b) gli aggiornamenti correttivi;
c) gli aggiornamenti evolutivi, nei limiti in cui non riducano le prestazioni originali del prodotto. I produttori, gli importatori e i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche con componenti software garantiscono che gli aggiornamenti software necessari per mantenere la piena funzionalità operativa e la sicurezza della apparecchiatura siano resi disponibili gratuitamente:
a) per un periodo non inferiore a 5 anni dalla data di cessazione della commercializzazione dell’ultimo modello identico immesso sul mercato;
b) comunque per un periodo non inferiore alla durata prevista per la garanzia legale di conformità del prodotto. Gli aggiornamenti software non devono essere progettati o impiegati in modo da:
a) degradare intenzionalmente le prestazioni, la sicurezza o la funzionalità del prodotto;
b) rendere inutilizzabile o meno efficiente un prodotto ancora tecnicamente funzionante, al fine di indurre il consumatore all’acquisto di un nuovo prodotto. Qualsiasi modifica software che possa influire su parametri prestazionali o sulla durata di vita attesa del prodotto deve essere accompagnata da:
a) un’informativa chiara e trasparente ai sensi del decreto legislativo n. 206/2005 (Codice del consumo) sulle condizioni, portata e conseguenze dell’aggiornamento;
b) la possibilità, ove tecnicamente realizzabile, per il consumatore di rifiutare l’aggiornamento senza perdita di funzionalità non correlate alla sicurezza. Le violazioni delle disposizioni di cui ai commi precedenti costituiscono pratiche commerciali scorrette ai sensi del decreto legislativo n. 206/2005 e sono punite con le sanzioni ivi previste.

Art. 4 Fondo nazionale per il riuso e la riparazione

Presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica è istituito il Fondo nazionale per il riuso e la riparazione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il Fondo è alimentato mediante una quota non superiore al 3 per cento dei contributi ambientali versati dai produttori ai sistemi collettivi. Le risorse del Fondo sono destinate a:
a) sostegno ai centri di preparazione per il riutilizzo;
b) programmi di formazione professionale nel settore della riparazione;
c) campagne di sensibilizzazione rivolte ai consumatori.

Art. 5 Sensibilizzazione e cultura del riuso

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, promuove programmi educativi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado e campagne nazionali finalizzate alla diffusione della cultura della riparazione e del riutilizzo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Art. 6 Clausola di invarianza finanziaria

Dall’attuazione della presente legge, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.