Misure per il contrasto dei processi di gentrificazione urbana e per la regolamentazione degli affitti brevi a uso turistico
- Anno scolastico 2025-2026
- Presentato da IIS Galilei-Ferrari, Torino
Il nostro progetto affronta il fenomeno della gentrificazione urbana, intesa come insieme di processi economici e sociali che determinano la progressiva espulsione dei residenti dai contesti urbani, in particolare dai centri storici e dalle aree oggetto di rigenerazione, con conseguente riduzione dell’accesso all’abitazione e indebolimento della coesione sociale.
L’obiettivo del nostro intervento normativo è promuovere un equilibrio tra diritto all’abitare, iniziativa economica privata e sviluppo turistico, valorizzando la funzione sociale della proprietà e il ruolo dei Comuni nella pianificazione urbana: nel rispetto delle competenze degli enti territoriali, il nostro disegno di legge definirà criteri e strumenti comuni per il contrasto dei processi di gentrificazione, individuando nella regolamentazione degli affitti brevi una leva normativa concreta e immediatamente applicabile.
Negli ultimi anni, molte città italiane ed europee sono interessate da un processo di trasformazione urbana noto come gentrificazione. Questo fenomeno consiste nella riqualificazione di quartieri popolari o storici, che vengono trasformati in aree più attrattive e quindi più costose.
L’arrivo di persone con maggiore disponibilità economica e il crescente turismo di massa creano dinamiche che incidono sul mercato abitativo, sull’economia locale e sulla vita sociale delle città. Spesso, però, questi cambiamenti tengono poco conto delle esigenze di chi vive da sempre in quei luoghi, soprattutto nei centri storici o nelle zone più caratteristiche.
Si tratta di un fenomeno complesso. Mentre da un lato si osserva un aumento dell’offerta di attività culturali e artistiche (gallerie d’arte, eventi e mostre), dall’altro si verifica la perdita di identità storica e il cambiamento della struttura sociale, con la scomparsa di alcune caratteristiche tradizionali della città. Molti residenti, soprattutto quelli con redditi più bassi, sono costretti a trasferirsi perché non riescono più a sostenere i costi. Questo aggrava situazioni di discriminazione già esistenti.
A livello europeo, il fenomeno è evidente, con un forte aumento dei prezzi e una grande pressione turistica nei centri delle città. In alcuni Paesi europei, caratterizzati da una tassazione più bassa, gli investimenti puntano a rinnovare le zone centrali, spesso a discapito della loro identità storica, favorendo un uso prevalentemente turistico degli spazi. In Spagna, ad esempio, si registrano casi in cui le comunità locali sono state quasi completamente sostituite da studenti internazionali provenienti da contesti economicamente più forti, con un conseguente aumento dei prezzi degli alloggi, che possono arrivare fino a 220.000 euro anche per piccoli appartamenti di circa 30 m².
Alcune città stanno cercando di reagire anche con iniziative dal basso, per difendere il diritto alla casa. In questo senso, città come Barcellona e Berlino rappresentano esempi significativi. Rispetto all’esperienza italiana, a livello europeo sono presenti più norme che hanno lo scopo di contrastare la gentrificazione. Un esempio è rappresentato dalle regolamentazioni urbanistiche che impongono quote di edilizia sociale nei nuovi progetti, per evitare l’espulsione dei residenti. Inoltre, esistono iniziative dei cittadini, come “HouseEurope!”, che promuove la ristrutturazione degli edifici esistenti invece della nuova costruzione, con l’obiettivo di preservare il tessuto sociale e ridurre l’impatto ambientale.
A livello nazionale, tra il 2024 e il 2026, il mercato degli affitti ha registrato un aumento significativo dei prezzi. Dopo una forte crescita nel 2024 (circa +10% secondo i dati di immobiliare.it), l’aumento è continuato anche nel 2025 (circa +2-3%), anche se in modo più contenuto. Tuttavia, i canoni restano alti.
Le maggiori richieste si registrano nelle grandi città e in alcune aree provinciali, mentre in altre zone si verifica un fenomeno opposto di abbandono.
Rispetto al passato, i prezzi degli affitti sono aumentati soprattutto a causa della minore disponibilità di immobili destinati agli affitti a lungo termine, dato che molti proprietari preferiscono affittare tramite piattaforme come Airbnb.
Secondo le agenzie immobiliari, oggi i contratti sono sempre più brevi e rigidi, con poche garanzie per gli inquilini e una maggiore concorrenza, soprattutto per giovani e famiglie. A questo si aggiunge una situazione economica caratterizzata da stipendi stagnanti, che rende gli affitti sempre meno sostenibili.
Fenomeni di gentrificazione si riscontrano in molte città italiane, come Roma, Milano e Venezia, dove l’aumento dei prezzi rende sempre più difficile trovare casa per molte persone.
A Roma, negli ultimi decenni, i prezzi degli immobili sono aumentati in modo significativo, soprattutto nei quartieri centrali e in quelli universitari come Trastevere, San Lorenzo, Testaccio e Ostiense. Il prezzo medio delle vendite, secondo le rilevazioni dell’Agenzia delle Entrate, è cresciuto costantemente. Acquistare una casa a Trastevere può costare oltre 4.500 €/mq.
La gentrificazione ha portato, in molti casi, all’allontanamento dei residenti storici, costretti a trasferirsi in periferia o in zone meno servite. Questo cambiamento ha modificato anche le dinamiche culturali: sono nate nuove attività (ristoranti di fascia alta, negozi di design), mentre molte attività tradizionali sono state costrette a chiudere.
A Milano, una delle città più colpite dall’aumento degli affitti, il fenomeno ha interessato soprattutto zone come Isola, Porta Nuova, NoLo e Porta Romana, rendendo la città sempre meno accessibile alla classe media.
Nel caso di Venezia, il tentativo di arginare il fenomeno è legato anche alla gestione dell’overtourism. È stato introdotto un contributo di accesso per i visitatori, ma si tratta di una misura che non affronta realmente le cause del problema e rischia di essere discriminatoria, perché limita l’ingresso soprattutto a chi ha meno possibilità economiche. Inoltre, contribuisce a rafforzare l’idea di una città “a pagamento”, sempre più orientata verso un turismo selezionato.
Situazioni simili si riscontrano anche in altre zone turistiche, come la Costiera Amalfitana, dove i prezzi sono diventati molto elevati, rendendo questi luoghi sempre più esclusivi e meno accessibili.
Nonostante ciò, in Italia la consapevolezza del fenomeno della gentrificazione è ancora limitata. Molte persone si soffermano su singoli aspetti, senza avere una visione complessiva del problema.
Il fenomeno si inserisce in un quadro normativo che appare ancora insufficiente. In Italia, la disciplina delle locazioni è regolata dalla legge n. 431 del 1998, che distingue tra contratti a canone libero e concordato, ma che non risponde alle nuove dinamiche del mercato. Gli affitti brevi sono regolati dal decreto-legge n. 50 del 2017, che ha introdotto alcune disposizioni fiscali, ma la normativa resta frammentata e spesso affidata a interventi locali. A livello europeo si osserva una maggiore attenzione al tema, con politiche volte a promuovere l’edilizia sociale e a tutelare il diritto alla casa.
A Torino, la gentrificazione ha portato alla riqualificazione di quartieri come San Salvario, Vanchiglia, Borgo San Paolo e Santa Rita, ma anche a una riduzione dell’accessibilità abitativa. Le famiglie a basso reddito si spostano verso le periferie, mentre quelle con maggiori risorse si concentrano nelle zone più centrali e servite.
L’indagine si è concentrata sui quartieri in cui i prezzi delle case e degli affitti sono aumentati negli ultimi otto anni, utilizzando dati dell’osservatorio di immobiliare.it.
L’indagine conoscitiva è stata condotta attraverso attività di sopralluogo, interviste e raccolta sistematica di dati, con l’obiettivo di analizzare in modo approfondito il fenomeno della gentrificazione nel territorio di riferimento.
La scelta di focalizzare l’analisi sul quartiere Santa Rita deriva dal fatto che il fenomeno è attualmente in corso e osservabile concretamente. Inoltre, si tratta di un quartiere vicino all’istituto, abitato da molti studenti e docenti che vivono direttamente le trasformazioni in atto.
Santa Rita è un quartiere situato nella zona sud-occidentale di Torino, caratterizzato da una natura fortemente residenziale. Si tratta di un'area che si è sviluppata in particolare nel secondo dopoguerra, quando la città ha visto un forte sviluppo industriale con conseguente aumento di lavoratori e dunque una crescente domanda abitativa, configurandosi come un quartiere di classe media. Attualmente il quartiere appare molto servito, con infrastrutture diffuse e importanti attrazioni come lo Stadio Olimpico “Grande Torino”, il Pala Alpitour e numerose aree commerciali e mercati rionali.
Negli ultimi anni, Santa Rita ha mostrato segnali di trasformazione, legati in particolare all’aumento della domanda abitativa e alla crescente attrattività della zona. Si registra una crescita costante dei prezzi degli immobili, con un aumento più evidente dal 2025 e un picco nel 2026, in linea con le testimonianze raccolte nel corso dell’indagine.
In primo luogo, è stata effettuata un’attenta individuazione degli interlocutori ritenuti maggiormente significativi ai fini dell’indagine, tra cui residenti, pensionati, rappresentanti delle forze dell’ordine (in relazione agli aspetti di sicurezza), studenti e lavoratori fuori sede, esercenti attività commerciali e agenti immobiliari.
È stata poi predisposta una serie di questionari, diversificati in base alla categorie di interlocutori, utilizzati come traccia di riferimento per la conduzione delle interviste.
Le attività di sopralluogo sono state svolte in loco da una delegazione della classe, sotto la supervisione della docente, al fine di osservare direttamente le caratteristiche del territorio e le dinamiche in atto.
Per quanto riguarda la raccolta delle testimonianze, si segnala che solo un numero limitato di soggetti ha acconsentito alla registrazione delle interviste, previo acquisizione del consenso informato in materia di privacy. Nella maggior parte dei casi, pertanto, le informazioni sono state annotate manualmente e successivamente trascritte e rielaborate.
L’attività di raccolta dati è stata integrata dall’acquisizione di documentazione, in particolare attraverso il reperimento di materiali forniti da agenzie immobiliari (dossier e dati di mercato), nonché dall’analisi di fonti digitali, tra cui siti web e gruppi social (in particolare Facebook) dedicati ai quartieri oggetto di studio e alla ricerca di soluzioni abitative.
L’insieme delle informazioni raccolte ha costituito una base conoscitiva solida e articolata, funzionale alla successiva elaborazione della proposta di legge.
I risultati dell’indagine sul campo confermano in modo concreto quanto emerso dall’analisi teorica. Le agenzie immobiliari intervistate segnalano un aumento degli affitti compreso tra il 9% e il 10% e una domanda molto elevata, soprattutto da parte di giovani tra i 18 e i 30 anni. Viene evidenziata la presenza di numerose richieste non soddisfatte, che contribuisce all’aumento dei prezzi. Inoltre, emerge come gli affitti brevi risultino più redditizi e sempre più diffusi, sottraendo immobili al mercato degli affitti a lungo termine.
Le interviste ai residenti mettono in luce le conseguenze sociali del fenomeno. Molti segnalano un aumento degli affitti e la difficoltà di rimanere nel quartiere, con casi concreti di persone costrette a trasferirsi in zone meno sicure e meno servite. Si osserva anche la chiusura di piccole attività commerciali e un cambiamento nella composizione sociale, con una diminuzione delle famiglie e una maggiore presenza di residenti temporanei.
Le attività commerciali confermano una trasformazione del tessuto economico del quartiere. Alcuni esercenti segnalano un aumento degli affitti commerciali e la difficoltà per le piccole imprese di sostenere i costi, mentre altri evidenziano una situazione più instabile, con canoni variabili nel tempo. Si registra inoltre la chiusura di attività tradizionali e la loro sostituzione con catene o attività più strutturate, insieme a un cambiamento della clientela e delle abitudini di consumo. In alcuni casi, si osserva una diminuzione della clientela e una difficoltà nel ricambio generazionale.
Anche le informazioni raccolte da interlocutori istituzionali confermano il peggioramento della situazione, evidenziando un aumento degli affitti, una maggiore mobilità abitativa e un cambiamento nella composizione demografica, con una crescente presenza di persone anziane.
Un contributo importante è arrivato anche da una video-intervista a una docente, che ha raccontato la sua esperienza tra Roma, Venezia e Torino, sottolineando quanto sia difficile per un giovane trasferirsi per lavoro senza un aiuto economico familiare.
Questa testimonianza mostra come il problema non sia solo economico, ma riguardi anche le possibilità di autonomia e di costruirsi un futuro.
Il diritto alla casa è strettamente collegato al diritto al lavoro, allo studio e alle pari opportunità, in quanto la disponibilità di un’abitazione rappresenta una condizione essenziale per l’esercizio effettivo di tali diritti. In assenza di un accesso alla casa, infatti, risulta più difficile accedere al mercato del lavoro e mantenere un’occupazione, in contrasto con quanto previsto dall’articolo 4 della Costituzione, nonché proseguire il proprio percorso formativo, come garantito dall’articolo 34. Inoltre, l’aumento delle disuguaglianze nell’accesso all’abitazione incide negativamente sul principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3.
La gentrificazione incide direttamente sul diritto alla casa, trasformandola da bisogno fondamentale a investimento economico. Le norme attuali non sono sufficienti a gestire il fenomeno.
Per questo motivo, è necessario un intervento normativo che sappia bilanciare lo sviluppo delle città con la tutela dei residenti, garantendo non solo la crescita economica, ma anche il diritto effettivo di tutti ad abitare la città.
Sitografia
Immobiliare.it, Portale immobiliare online.
Wikipedia, Gentrificazione, disponibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Gentrificazione.
Immobili Cavour, Come la gentrificazione sta cambiando i quartieri delle grandi città italiane, disponibile all’indirizzo: https://www.immobilicavour.it/blog/127/come-la-gentrificazione-sta-cambiando-i-quartieri-delle-grandi-citt-italiane.
Unipol, Gentrificazione: cosa cambia nei quartieri che si trasformano, disponibile all’indirizzo: https://changes.unipol.it/society-3-0/gentrificazione-cosa-cambia-nei-quartieri-che-si-trasformano.
Eurostat, Database statistico europeo, disponibile all’indirizzo: https://ec.europa.eu/eurostat.
ISTAT, Istituto Nazionale di Statistica – dati e report, disponibile all’indirizzo: https://www.istat.it (consultato il 30/04/2026).
Agenzia delle Entrate, Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), disponibile all’indirizzo: https://www.agenziaentrate.gov.it.
Airbnb, Piattaforma di affitti brevi, disponibile all’indirizzo: https://www.airbnb.it.
Booking.com, Piattaforma di prenotazione online, disponibile all’indirizzo: https://www.booking.com.
Bibliografia
Glass, R. (1964), London: Aspects of Change, London.
Sassen, S. (1991), The Global City: New York, London, Tokyo, Princeton University Press.
Scandurra, E. (2017), L’urbanistica dell’incertezza, Roma, Donzelli Editore.
Semi, G. (2015), Gentrification. Tutte le città come Disneyland?, Bologna, Il Mulino.
Semi, G. (a cura di) (2017), Gentrification. Studi sulla città contemporanea, Bologna, Il Mulino.
Smith, N. (1996), The New Urban Frontier: Gentrification and the Revanchist City, Routledge.
VIDEO PRESENTAZIONE: https://drive.google.com/file/d/1jPI8f2AeMPGm_s8846HQp4cT3TRCRNsG/view?usp=drive_link
PADLET: https://padlet.com/nappimariangela1/dentro-il-senato-diario-delle-attivita-v06v1aeo85ann35r
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04 Maggio 2026
M. N. - Torino02/02/2026 – Padlet
Per documentare e rendicontare il lavoro svolto, abbiamo organizzato un Padlet condiviso.
Questo spazio digitale è stato utilizzato per:
raccogliere materiali (link, articoli, video, dati)
archiviare i risultati delle ricerche e delle attività sul campo
condividere contributi dei diversi gruppi … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino29/01/2026 – Santa Rita
Abbiamo individuato un quartiere specifico (Santa Rita) come caso studio per l’indagine sul campo.
La scelta è stata motivata dalla volontà di analizzare un contesto urbano concreto, vicino alla nostra realtà, in cui osservare in modo diretto le dinamiche legate … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino26/01/2026 – Analisi della situazione locale
Abbiamo ristretto il focus sulla nostra città.
Abbiamo cercato di capire l’incidenza del fenomeno su scala locale, individuando i quartieri potenzialmente più colpiti.
Abbiamo analizzato:
dati di vendite
affitti sulle principali piattaforme
Abbiamo cercato di simulare la realtà e comprenderne … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino20/01/2026 – La dimensione italiana
Abbiamo ampliato lo sguardo osservando città italiane interessate dal fenomeno.
In particolare:
Milano
Torino
Firenze
Roma
Napoli
Attraverso un role-playing, abbiamo cercato di immedesimarci in agenti immobiliari e possibili acquirenti/affittuari. Abbiamo lavorato con dati (link, risorse online) per capire cosa … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino19/01/2026 – Studio della situazione giuridica
Ci siamo soffermati sulla dimensione normativa del fenomeno, cercando di capire come venga affrontato a livello legislativo.
Abbiamo indagato la questione in ambito europeo, dove è emersa una maggiore consapevolezza rispetto alla gentrificazione.
In particolare, abbiamo analizzato casi come:
Berlino … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino19/01/2026 – Studio della situazione giuridica
Ci siamo soffermati sull’argomento della nostra proposta di legge (la gentrificazione).
Abbiamo cercato di indagare il fenomeno a 360°:
ricerca online
analisi dell’etimologia della parola
visione di video sull’argomento
Abbiamo cercato di comprendere la percezione del fenomeno anche tramite domande … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino15/12/2025 – Approfondimento e costruzione della presentazione
Dopo aver scelto il tema della gentrificazione, abbiamo iniziato una prima riflessione condivisa sull’argomento, cercando di mettere a fuoco le principali caratteristiche del fenomeno e le sue implicazioni.
Parallelamente, abbiamo lavorato alla stesura della presentazione del progetto, organizzando i contenuti … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino11/12/2025 – Come nasce una legge
Proseguendo il lavoro, abbiamo cercato di capire come una legge prende forma.
Abbiamo analizzato:
il ruolo della Camera
il ruolo del Senato
Abbiamo deciso di soffermarci in particolare sul lavoro delle commissioni parlamentari e sulla loro composizione.
Ci siamo impegnati … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino01/12/2025 - Definizione dell’argomento
Come in un processo democratico, la scelta è avvenuta attraverso una fase di votazione.
Si è proceduto con una sorta di “sondaggio” per individuare l’ambito privilegiato.
È stato deciso di lavorare sul tema della gentrificazione, perché sentito maggiormente dalla classe … -
04 Maggio 2026
M. N. - Torino25 Novembre 2025 – AVVIO – Presentazione del progetto e analisi del bando
Abbiamo avviato il percorso con un’attività di brainstorming, attraverso la quale la classe ha proposto diversi ambiti/tematiche di potenziale interesse.
Durante la prima lezione abbiamo letto e interpretato il bando del progetto, concentrando l’attenzione sulla città e sul ruolo del …
Relazione illustrativa
Il presente disegno di legge introduce misure volte a contrastare i processi di gentrificazione urbana e a garantire un accesso più equo alla casa.
Dall’indagine conoscitiva emerge un aumento dei canoni di locazione che sembra confermare una tendenza sempre più in salita, una massiccia diffusione degli affitti brevi sintomo di un overtourism dilagante e una trasformazione del tessuto commerciale oltreché sociale dei quartieri. In particolare, si rileva la progressiva scomparsa delle piccole attività locali in favore delle grandi catene commerciali e degli ipermercati, che snaturano la natura stessa dei quartieri.
L’obiettivo, dunque, della proposta di legge è restituire i quartieri a chi li vive, agendo sia sull’emergenza abitativa sia sulle attività commerciali.
L’articolo 1 definisce le finalità e l’ambito di applicazione della legge. In particolare, disciplina gli affitti brevi e si favorisce la locazione a lungo termine. Inoltre, tutela le attività economiche di piccole e medie dimensioni.
L’articolo 2 introduce le definizioni.
L’articolo 3 stabilisce limiti alle locazioni nei quartieri, costituendo il nucleo centrale dell’intera proposta normativa. L’obiettivo è conservare l’identità dei quartieri e dei comuni, contrastando dinamiche di sfruttamento del mercato abitativo e agevolando l’accesso alla casa per chi intende stabilirvisi in modo stabile.
L’articolo 4 disciplina la registrazione degli immobili mediante piattaforma pubblica nazionale, al fine di rendere tracciabili le attività di locazione, garantendo la trasparenza delle informazioni accessibili al pubblico e contrastando fenomeni di evasione fiscale.
L’articolo 5 attribuisce ai Comuni funzioni di controllo, al fine di tutelare il diritto all’abitazione quale diritto fondamentale. Inoltre, promuove la partecipazione alla vita cittadina di tutti i soggetti portatori di interesse.
L’articolo 6 dispone l’introduzione di specifiche misure di incentivazione, finalizzate a promuovere gli affitti a lungo termine, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità nel mercato abitativo e facilitare l’accesso alla casa.
L’articolo 7 introduce misure per la tutela delle attività commerciali di prossimità, con l’obiettivo di contrastarne la progressiva riduzione e di preservare l’identità economica e sociale dei quartieri.
L’articolo 8 prevede sanzioni per garantire l’applicazione delle disposizioni previste, prevedendo misure applicabili in caso di inosservanza della normativa.
L’articolo 9 prevede la realizzazione di una rilevazione statistica annuale da parte dell’Istituto nazionale di statistica, al fine di monitorare l’attuazione della legge e supportare la definizione di politiche di contrasto alla gentrificazione.
L’articolo 10 introduce misure volte a promuovere l’informazione e la consapevolezza sul fenomeno della gentrificazione, ancora poco conosciuto, attraverso campagne, diffusione dei dati e momenti di confronto pubblico, con il coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà territoriali.
L’articolo 11 contiene disposizioni attuative e di coordinamento.
L’articolo 12 stabilisce l’entrata in vigore.
DISEGNO DI LEGGE
approvato dalla Camera dei deputati il 27 aprile 2026, in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge
d’iniziativa dei deputati BELKHOU, CELEGATO, KALII, MANCUSO; CERNECCA, NACCI, NARRACCI, ROSSACCI; BRANCALEONI, MO, SERGIOLI, TORTORICI.
Misure per il contrasto dei processi di gentrificazione urbana e per la regolamentazione degli affitti brevi a uso turistico
Art. 1. (Finalità)
1. La presente legge disciplina misure dirette a contrastare i processi di gentrificazione urbana e a favorire l’accesso alla casa.
2. A tal fine, la legge promuove la riduzione della diffusione degli affitti brevi e favorisce la disponibilità di immobili destinati alla locazione a lungo termine.
3. Le disposizioni si applicano agli immobili ad uso abitativo e alle attività economiche presenti nei territori comunali, con particolare riferimento ai quartieri individuati dai Comuni ai sensi della presente legge, nei quali si manifestano fenomeni di pressione abitativa e trasformazione urbana.
Art.2. (Definizioni)
Ai fini della presente legge:
a) per “affitto breve” si intende la locazione di immobili per finalità turistiche o temporanee di durata inferiore a trenta giorni;
b) per “affitto a lungo termine” si intende la locazione di immobili ad uso abitativo di durata superiore a trenta giorni;
c) per “quartiere” si intende la porzione del territorio comunale individuata dal Comune ai fini dell’applicazione della presente legge;
d) per “attività commerciali di prossimità” si intendono le attività economiche di piccola e media dimensione rivolte prevalentemente ai residenti del quartiere;
e) per “attività storiche” si intendono le attività commerciali presenti nello stesso territorio da almeno dieci anni.
Art. 3 (Limiti alle locazioni)
1. In ciascun quartiere, la quota complessiva degli immobili destinati alla locazione non supera il quaranta per cento del totale degli immobili.
2. All’interno della quota di cui al comma 1:
a) gli immobili destinati ad affitti brevi non superano il quindici per cento del totale;
b) gli immobili destinati ad affitti a lungo termine sono pari al venticinque per cento del totale.
Art. 4 – (Registrazione e monitoraggio degli immobili)
1. Gli immobili destinati alla locazione sono soggetti a obbligo di registrazione in una piattaforma pubblica nazionale.
2. La piattaforma consente il monitoraggio in tempo reale delle percentuali di cui all’articolo 3 e della distribuzione territoriale delle locazioni.
3. La pubblicazione di annunci su piattaforme private è consentita esclusivamente per gli immobili registrati ai sensi del comma 1.
4. I dati sono messi a disposizione dei Comuni ai fini dei controlli di cui all'art.5.
Art. 5 – (Competenze dei Comuni)
1. I Comuni individuano, con specifica deliberazione, i quartieri e le aree territoriali ai fini dell’applicazione della presente legge, sulla base di indicatori quali la pressione abitativa, l’incidenza delle locazioni brevi e l’andamento dei canoni di locazione.
2. I Comuni verificano il rispetto dei limiti di cui all’articolo 3, avvalendosi dei dati disponibili attraverso la piattaforma nazionale di cui all’articolo 4, nonché delle informazioni catastali e fiscali.
3. I Comuni esercitano funzioni di controllo e vigilanza, anche mediante la polizia locale al fine di accertare eventuali violazioni della presente legge.
4. Ai fini dell’attività di controllo, i Comuni possono richiedere dati e informazioni ai soggetti pubblici competenti, nonché promuovere forme di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e altri enti preposti.
5. Ai fini di cui al comma 4, i Comuni promuovono tavoli di confronto e consultazione con le associazioni di quartiere, i residenti e gli altri soggetti portatori di interesse, al fine di favorire la partecipazione e il monitoraggio delle dinamiche territoriali.
6. I Comuni adottano misure volte a favorire l’accesso alla casa, anche attraverso programmi di sostegno alla locazione, accordi con i proprietari e iniziative per la promozione degli affitti a lungo termine.
Art. 6 – (Incentivi agli affitti a lungo termine)
1. Gli immobili destinati a contratti di locazione a lungo termine beneficiano di una riduzione dell’imposta municipale propria (IMU) fino al 30%, modulata in base al reddito dell’affittuario, secondo modalità definite con decreto attuativo.
2. I Comuni possono prevedere ulteriori incentivi per favorire la locazione stabile degli immobili.
Art. 7 – (Tutela delle attività commerciali di prossimità)
1. I Comuni promuovono la tutela delle attività commerciali di prossimità, con particolare riferimento alle attività storiche e alle piccole imprese locali.
2. Nei quartieri individuati ai sensi della presente legge, i Comuni possono:
a) favorire la permanenza delle attività commerciali tradizionali;
b) limitare la concentrazione di attività appartenenti a grandi catene commerciali;
c) prevedere, a favore delle attività commerciali di prossimità, un contributo economico, a carico dello Stato con eventuale integrazione dei Comuni, pari al 10% del canone di locazione, riconosciuto per i primi tre anni di attività e subordinato al mantenimento dell’attività stessa nel territorio, fino a un massimo di 1500 euro annui.
3. I Comuni adottano misure volte a garantire l’equilibrio tra attività commerciali tradizionali e nuove attività economiche.
Art. 8 – (Sanzioni)
1. In caso di violazione delle disposizioni della presente legge si applica una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra il centoventi e il duecentoquaranta per cento dell’imposta dovuta.
2. In caso di reiterazione della violazione è disposta la sospensione dell’attività di locazione per un periodo compreso tra trenta e novanta giorni.
3. In caso di ulteriore reiterazione, è disposta la revoca dell’autorizzazione alla locazione.
Art. 9 - (Statistiche sulla gentrificazione e sull'emergenza abitativa)
1. Ai fini della verifica dell’attuazione della presente legge e della definizione di politiche di contrasto alla gentrificazione, l’Istituto nazionale di statistica, nell’ambito delle proprie risorse e competenze istituzionali, provvede allo svolgimento di una rilevazione statistica con cadenza annuale. La rilevazione è volta, altresì, a rilevare le opinioni dei soggetti maggiormente esposti al rischio di esclusione abitativa.
Art. 10 – (Informazione e consapevolezza)
1. Lo Stato e i Comuni promuovono iniziative di informazione e sensibilizzazione sui fenomeni connessi alla gentrificazione, con particolare riferimento agli effetti sociali ed economici sui territori.
2. A tal fine, sono realizzate campagne informative, attività di diffusione dei dati e momenti di confronto pubblico, anche in collaborazione con istituzioni scolastiche e associazioni del territorio.
Art. 11 – (Disposizioni attuative e di coordinamento)
1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono adottate, con decreto, le disposizioni attuative necessarie.
2. Le disposizioni si coordinano con la normativa vigente in materia di locazioni.
Art. 12 – (Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2027.