Disciplina per l'implementazione degli standard di qualità e sicurezza negli Spazi Verdi Urbani (SVU): misure per l'Accessibilità, la Sicurezza Urbana e l’Invecchiamento Attivo.

  • Anno scolastico 2025-2026
  • Presentato da Polo Liceale Statale Raffaele Mattioli, Vasto (Chieti)

Gli Spazi Verdi Urbani (SVU) rappresentano un'infrastruttura sociale indispensabile per la salute psicofisica dei cittadini. Tuttavia, l'analisi del contesto attuale evidenzia due criticità principali che ne limitano la fruizione: la percezione di insicurezza e la carenza di accessibilità. Attualmente non è presente una normativa nazionale omogenea che vincoli la realizzazione o riqualificazione del verde al rispetto simultaneo di standard di sicurezza "passiva" (illuminazione, visibilità) e "partecipata" (presidio sociale), uniti ai principi dello Universal Design.

Il nostro disegno di legge intende introdurre una "Certificazione di qualità e sicurezza" per gli SVU. Le finalità principali sono: garantire la sicurezza urbana; promuovere l'accessibilità universale; sostenere l'invecchiamento attivo e l'inclusione giovanile; tutelare l'ambiente.

Disciplina per l'implementazione degli standard di qualità e sicurezza negli Spazi Verdi Urbani (SVU): misure per l'Accessibilità, la Sicurezza Urbana e l’Invecchiamento Attivo.

INDAGINE CONOSCITIVA

SULL’IMPLEMENTAZIONE DEGLI STANDARD DI QUALITÀ E SULLA SICUREZZA NEGLI SPAZI VERDI URBANI (SVU)

 

Inquadramento del problema

Gli Spazi Verdi Urbani (SVU) non sono semplici elementi di decoro, ma infrastrutture sociali fondamentali per la salute e il benessere dei cittadini. Tuttavia, l'attuale contesto evidenzia criticità legate alla percezione di insicurezza e alla carenza di accessibilità.

Il degrado e l'illuminazione insufficiente disincentivano la fruizione da parte delle fasce vulnerabili, mentre il progressivo invecchiamento demografico richiede parchi attrezzati per l'Invecchiamento Attivo.

Questa indagine nasce dall'esigenza di colmare la mancanza di una normativa nazionale omogenea che integri gli standard di sicurezza “passiva e partecipata” con i principi dell'Universal Design.

L’analisi del contesto socio-demografico, supportata dai dati ISTAT sull’invecchiamento della popolazione, evidenzia l’urgenza di adattare l’ambiente urbano alle esigenze delle persone in situazioni di fragilità, disagio o maggiore rischio di esclusione sociale.

I regolamenti comunali per la gestione del verde pubblico e privato, sono risultati frammentari, spesso concentrati sulla manutenzione botanica e poco sulla dimensione sociale e sulla sicurezza percepita, che pure è fondamentale per la vivibilità e il decoro della città.

La presente indagine conoscitiva è stata condotta dagli studenti della classe 3 A Scienze Applicate del Polo Liceale Raffaele Mattioli di Vasto (CH), nell’ambito del concorso “Dentro il Senato. Conoscere, discutere, deliberare”.

 

METODOLOGIA DELL'INDAGINE

La Commissione (Classe 3^A SA del Polo Liceale “R. Mattioli”) ha operato attraverso:

a) Analisi documentale per mezzo dello studio: delle leggi nazionali e internazionali, dei regolamenti comunali sulla gestione del verde urbano.

b) Analisi dei dati ISTAT con valutazione della percezione della sicurezza e degli indici demografici.

c) Audizioni e interlocuzioni.

Incontri con rappresentanti istituzionali: Senatore Etelwardo Sigismodi, membro della 8ª Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica), Sindaco Avv. Francesco Menna, Assessore Anna Bosco (Politiche sociali e inclusione), Assessore Gabriele Barisano (Politiche ambientali e del territorio), Comandante della Polizia Locale Giuseppe Del Moro.

Incontri con esperti del settore: Prof. Enrico Miccadei (docente ordinario di geomorfologia dell’Università “G.d’Annunzio” di Chieti), Architetto Luisa Marletta (esperta di progettazione inclusiva), Geologo Dott. Angelo Marzella (Urbanistica e Territorio, Comune di Vasto).

d)Sondaggi d’opinione con la somministrazione di questionari online per raccogliere informazioni.

e)Sopralluoghi tecnici con analisi sul campo.

 

FASI DELLE ATTIVITA'

Le attività sono state suddivise in tre fasi principali:

                  Fase 1 (Analisi Documentale e Analisi dei dati statistici).

                  Fase 2 (Audizioni e Interlocuzioni).

                  Fase 3 (Sondaggi e Sopralluoghi sul campo).

 

ATTIVITA' SVOLTE

•Laboratorio di cittadinanza attiva e di legislazione. Ricerca selettiva delle fonti e creazione di gruppi di lavoro tematici.

Il punto di partenza è stata la Legge n. 10/2013, la norma cardine sullo sviluppo degli spazi verdi urbani. La legge promuove il verde come strumento di salute e sostenibilità, ma evidenzia una lacuna: la mancanza di standard nazionali vincolanti che integrino la progettazione tecnica con la sicurezza percepita e l'accessibilità per la terza età. L’attenzione verso la tutela del territorio, nasce dalla Legge Galasso (L. 431/1985) e dai successivi decreti attuativi (come la L. 431/1989), con la comprensione che il paesaggio è un bene protetto dall’Art. 9 della nostra Costituzione. Questo porta alla consapevolezza che il “verde” non è solo estetica, ma un diritto costituzionale da tutelare. L’analisi dei dati statistici dell’ISTAT sull’indice di vecchiaia e sulla percezione della sicurezza urbana ha dato concretezza alla proposta legislativa. Esiste una correlazione diretta tra il degrado degli spazi pubblici e l'abbandono degli stessi da parte dei cittadini, specialmente anziani. L’aumento costante dell’età media richiede che i parchi non siano solo "belli", ma attrezzati per l'Invecchiamento Attivo.

Il confronto tra i regolamenti comunali sulla gestione del verde pubblico di tre città diverse ha permesso di individuare le esigenze prioritarie. Il Regolamento di Milano colpisce per l’attenzione tecnica (tutela delle radici, aree di rispetto) e l'impegno esplicito nell’Accessibilità Universale, con la previsione di percorsi sensoriali per ipovedenti. Nel Regolamento di Roma Capitale si evidenzia la Gestione Partecipata. Nel regolamento di Vasto si comprende come la collaborazione tra pubblico e privato sia fondamentale per la manutenzione e il presidio sociale. L’analisi di queste “buone pratiche” permette di raccordare le esigenze tecniche (illuminazione, barriere architettoniche) con le esigenze sociali (invecchiamento attivo), eliminando il superfluo per giungere a un articolato legislativo snello, chiaro e applicabile.

•Convegno "Cristalli di Ambiente e di Storia". Analisi dell'impatto degli eventi naturali sulla sicurezza urbana, approfondimento sulla resilienza del territorio, interlocuzione con il Prof. Enrico Miccadei.

•Laboratorio di indagine geologica per la rilevazione delle caratteristiche del territorio, con il docente universitario alla fine del Convegno.

•Incontro con il Senatore Etelwardo Sigismondi, per discutere sulla sicurezza e sull’accessibilità negli Spazi Verdi Urbani. Il dialogo ha evidenziato che la riqualificazione del verde è la migliore forma di prevenzione: un parco vissuto, ben illuminato e curato è un parco dove la criminalità non trova spazio. La corretta gestione delle aree verdi urbane passa anche attraverso l’introduzione di azioni che favoriscono l’integrazione generazionale. La realizzazione della “rete sociale” può diventare la base per la sicurezza.

•Incontro con esperti.

Il primo incontro è stato con l’Architetto Luisa Marletta per un approfondimento sulla progettazione ambientale in base ai principi della Progettazione Universale (“Design for All”), dei criteri ambientali minimi, del microclima e dell’ombreggiamento, della gerarchia degli spazi da utilizzare. Una corretta progettazione ambientale non significa solo seguire le regole di accessibilità universale, ma avere un approccio preventivo per anticipare le esigenze di una società eterogena, rendendo l’esperienza d’uso più semplice e dignitosa per tutti. Si passa dalla semplice eliminazione delle barriere architettoniche alla progettazione inclusiva preventiva.

Il dialogo con il Geologo Angelo Marzella, ha analizzato la situazione geofisica del territorio, indagando sulla stabilità del terreno, sulla gestione delle acque, sul dissesto idrogeologico, sulla percorribilità dei sentieri e sulla sicurezza. Le condizioni generali in cui gli spazi verdi urbani si trovano non sono sempre dovuti al fenomeno degli eventi naturali avversi, quanto anche alle abitudini dei cittadini, che non favoriscono il monitoraggio e la cura del territorio.

Analisi della sicurezza urbana con il Comandante della Polizia Locale Giuseppe Del Moro, ha permesso di individuare come caratteristiche prioritarie la videosorveglianza, la gestione organizzata degli spazi verdi, la prevenzione del degrado e la collaborazione con i cittadini. Dalla discussione è emerso che la sicurezza urbana richiede pianificazione e prevenzione.

•Esperienza "Parlamentari per un giorno". Presentazione del disegno di legge presso la Sala Consiliare del Comune di Vasto. L’incontro con il Sindaco Avv. Francesco Menna ha evidenziato la necessità di riqualificare i parchi cittadini, di migliorare l’illuminazione pubblica in generale, di promuovere nuove piantumazioni, di abbattere le barriere architettoniche, di favorire la collaborazione con le Associazioni di volontari nella gestione del verde. Le domande rivolte all’Assessore per l’Ambiente Gabriele Barisano hanno permesso di comprendere come la gestione degli spazi verdi urbani (a livello di potatura, visibilità, sicurezza e arredi) sia complessa a causa della diversità delle caratteristiche del territorio e delle risorse pubbliche necessarie. I quesiti rivolti l’Assessore alle Politiche Sociali Anna Bosco hanno posto l’attenzione su argomenti importanti come l’invecchiamento attivo, la sicurezza, la tecnologia inclusiva, l’accessibilità alle informazioni e i patti di collaborazione. Il messaggio finale riguarda la sostenibilità ambientale, perché non si può considerare solo la sostenibilità senza porre attenzione alle esigenze sociali.

•Rilevazioni delle opinioni attraverso sondaggi online. Sono stati realizzati due sondaggi, il primo rivolto a 143 studenti e docenti della scuola (gruppo A), il secondo rivolto a 126 persone esterne alla scuola, sia di Vasto che dei Paesi limitrofi (gruppo B). I sondaggi rivelano una differenza significativa tra la realtà attuale dei parchi e le aspettative dei cittadini, evidenziando una necessità trasversale di trasformare le aree verdi in luoghi vivi e inclusivi. La frequentazione abituale è piuttosto bassa in entrambi i gruppi, la maggioranza dichiara di frequentare i parchi solo "raramente" (76,2% nel Gruppo A; 65,9% nel Gruppo B). Il parco sembra quindi essere vissuto come un luogo di passaggio, utilizzato prevalentemente nel tardo pomeriggio. Tra i giovani, la mancanza di tempo per lo studio e l'assenza di attività stimolanti riducono l'attrattività degli spazi. La percezione della sicurezza condiziona la fruizione del parco. Solo una minima parte delle persone si sente “molto sicura” (7% nel Gruppo A; 5,5% nel Gruppo B), circa il 23-27% esprime una chiara percezione di insicurezza. Quasi la metà degli intervistati (44,1% - 48,4%) evita aree buie o con vegetazione troppo fitta. Per migliorare il benessere, i cittadini chiedono prioritariamente più illuminazione (oltre il 31%), presenza di personale di sorveglianza e una maggiore affluenza di persone per contrastare l'isolamento. La valutazione dell’accessibilità ha evidenziato che una percentuale rilevante (dal 37,1% al 47,6%) lamenta difficoltà nel percorrere i sentieri a causa di buche o radici. Oltre la metà degli esterni (57,1%) e il 48,3% degli interni giudica le panchine insufficienti o poco confortevoli, richiedendo schienali adeguati e zone d'ombra. La segnaletica è l'elemento più apprezzato, permettendo al 63-75% degli utenti di orientarsi facilmente. Emerge una forte volontà di trasformare il parco in un luogo dinamico. I giovani preferiscono aree per lo sport e la socializzazione (30,8% - 38,5%), mentre per gli adulti e gli anziani prevale l'interesse per tornei di carte/bocce (fino al 50,8%) e ginnastica dolce/yoga (circa il 20%). Esiste una grande disponibilità a collaborare con le istituzioni: oltre il 55% degli intervistati si dichiara pronto a prendersi cura di una zona del parco se supportato dal Comune.

•Indagini esplorative sul campo. Valutazione dello stato di manutenzione, sicurezza e accessibilità della Villa Comunale di Vasto, della Riserva di Punta Aderci (Vasto), della Pineta di Cupello (CH), della Villa Comunale di Casalbordino (CH). Le osservazioni effettuate restituiscono l'immagine di un patrimonio verde in piena fase di evoluzione, dove la crescente sensibilità verso l'inclusione si scontra ancora con alcune criticità strutturali. Nonostante la presenza di barriere fisiche (pavimentazioni irregolari, radici affioranti e segnaletica sensoriale insufficiente) limiti ancora la piena autonomia, è evidente un impegno sistematico nel mantenere questi spazi vivi e in linea con le normative di sicurezza. L’attuale manutenzione, pur richiedendo ulteriori sforzi su servizi igienici e aree gioco, traccia una direzione chiara: trasformare le fragilità dei siti storici e naturali in punti di forza. Grazie a percorsi ampi e a una gestione progressivamente più attenta, i parchi si stanno trasformando da semplici aree di svago a modelli di eccellenza territoriale, sicuri e accessibili, dove ogni intervento di riqualificazione futuro poggerà sulle solide basi di questo attento monitoraggio.

DISCUSSIONE

L'analisi critica evidenzia come la sicurezza urbana sia indissociabile dal presidio sociale, inteso come motore di una rigenerazione capace di favorire il dialogo intergenerazionale. In questo quadro, l’infrastruttura tecnologica (dall’illuminazione adattiva ai sistemi di videosorveglianza intelligente) evolve in un supporto discreto ma efficace alla vigilanza attiva.

Il passaggio cruciale risiede nell'adozione sistemica della Progettazione Universale (“Design for All”): un approccio preventivo che traduce la progettazione ambientale in uno strumento inclusivo, capace di intercettare e soddisfare le esigenze di una società sempre più eterogenea.

 

CONSIDERAZIONI FINALI

L'indagine conoscitiva evidenzia la necessità di una “Certificazione di Qualità e di Sicurezza” per gli spazi verdi urbani (SVU), presupponendo che la salvaguardia dello spazio pubblico sia l'elemento cardine per mitigare le vulnerabilità ambientali e sociali.

In quest'ottica, la gestione sostenibile del territorio trova i suoi pilastri operativi nella partecipazione attiva dei cittadini, attraverso i Patti di collaborazione, e nell’istituzione della figura del “Custode del Parco”.

 

CONTESTO NORMATIVO E BIBLIOGAFIA

Costituzione della Repubblica Italiana, Artt. 9 e Art. 32.

Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (2006).

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): Linee Guida "Age-Friendly Cities".

ISO 22341:2021:Guidelines for Crime Prevention through Environmental Design (CPTED).

Legge 14 gennaio 2013, n. 10: "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani".

Legge 8 agosto 1985 , n. 431: "Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 27 giugno 1985, n. 312, recante disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale".

Ministero dell’Ambiente: "Strategia Nazionale del Verde Urbano".

D.M. 10 marzo 2020, n 63: Adozione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380: Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.

D.L. 20 febbraio 2017, n. 14: Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città e decoro urbano.

D.L. 15 settembre 2023, n. 123 (Decreto Caivano): Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile.

Istat: Rapporto "Percezione della sicurezza 2022-2023".

Linee Guida Nazionali per l'Accessibilità e il "Design for All".

Modelli ANCI: Regolamenti comunali tipo per la gestione condivisa dei beni comuni e Patti di Collaborazione tra cittadini e amministrazione.

Città di Milano: Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato.

Roma Capitale: Regolamento del Verde Pubblico e Privato e del Paesaggio Urbano.

Comune di Vasto (CH): Regolamento per la gestione del verde pubblico e privato.

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DISEGNO DI LEGGE

Disciplina per l'implementazione degli standard di qualità e sicurezza negli Spazi Verdi Urbani (SVU): misure per l'Accessibilità Universale, la Sicurezza Urbana e l’Invecchiamento Attivo

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

Il presente Disegno di Legge nasce dalla necessità di trasformare gli Spazi Verdi Urbani (SVU) da semplici aree di decoro a veri e propri centri di aggregazione inclusivi e sicuri.

In un contesto demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e dalla necessità di abbattere le barriere architettoniche e sensoriali, la norma mira a garantire a ogni cittadino il diritto alla salute psicofisica e alla socialità.

L'integrazione di tecnologie innovative, come i sistemi QR code, e la valorizzazione del presidio sociale tramite il "Custode del Parco" rappresentano il cuore di una riforma che vuole coniugare sicurezza e partecipazione.

Il percorso di analisi parte dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 10: “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, il pilastro normativo che trasforma il verde urbano da semplice arredo a strumento essenziale di salute pubblica e sostenibilità. Questa legge introduce diversi obblighi come il "Bilancio Verde" e il censimento degli alberi, ma lascia ancora scoperta la necessità di standard tecnici per garantire l'accessibilità, specialmente per la terza età.

La Strategia Nazionale del Verde Urbano interviene su questa lacuna normativa, imponendo alle amministrazioni l’adozione di modelli di pianificazione improntati alla capacità di adattamento climatico e alla sostenibilità.

L'impegno tecnico si salda al valore etico sancito dall’Articolo 9 della Costituzione: in questa prospettiva, la tutela del paesaggio non è solo un dovere conservativo, ma la garanzia di un diritto fondamentale al benessere e alla socialità per ogni cittadino.

I sopralluoghi tecnici e i sondaggi effettuati confermano che il degrado, l'illuminazione insufficiente e le barriere architettoniche disincentivano la fruizione degli spazi pubblici.

La proposta di legge si fonda sui principi della Progettazione Universale e dell'Invecchiamento Attivo, recependo le migliori pratiche già adottate da alcuni regolamenti comunali nella gestione del verde pubblico per elevarle a norma di carattere nazionale.

Il percorso di studio ha integrato l'analisi documentale di regolamenti comunali d'eccellenza (Milano per la tecnica, Roma per il sociale, Vasto per la gestione partecipata) con indagini empiriche sul campo e audizioni con esperti e istituzioni. I risultati dei sondaggi condotti su oltre 260 cittadini hanno confermato una richiesta precisa: il passaggio da spazi di semplice transito a "luoghi pensati per le persone", dove cura, illuminazione e animazione sociale diventino i pilastri della sicurezza.

 

In coerenza con le premesse riportate, l'intervento normativo persegue i seguenti obiettivi:

1. Garanzia del Diritto alla Salute Psicofisica e al Benessere Sociale. L'iniziativa riconosce lo spazio pubblico non solo come area di transito, ma come elemento determinante per la salute pubblica, promuovendo ambienti che favoriscano l'equilibrio mentale e l'inclusione relazionale dei cittadini;

2. Istituzione di Standard Nazionali di Sicurezza. Si punta a definire un quadro normativo omogeneo su scala nazionale che fissi i requisiti minimi di sicurezza, superando la frammentarietà delle attuali gestioni locali e garantendo livelli di protezione uniformi per tutti gli utenti;

3. Attuazione dei Principi di Accessibilità Universale e Progettazione Universale. L'approccio trasforma l'abbattimento delle barriere in una filosofia progettuale inclusiva (Design for All), garantendo che ogni infrastruttura sia fruibile in autonomia da chiunque, indipendentemente dalle proprie capacità fisiche o cognitive;

4. Promozione dell'Invecchiamento Attivo e della Coesione Intergenerazionale. La normativa favorisce la creazione di spazi dinamici che incentivano la vitalità della popolazione anziana e facilitano lo scambio di esperienze tra generazioni, contrastando l'isolamento sociale e la marginalità;

5. Valorizzazione della Sicurezza Partecipata e della Sussidiarietà. Il sistema promuove una collaborazione virtuosa tra istituzioni e società civile, rendendo i cittadini protagonisti del monitoraggio e della cura del territorio attraverso strumenti giuridici come i patti di collaborazione;

6. Incentivazione dell'Eccellenza Amministrativa e Tecnologica. Si promuove l'adozione di soluzioni smart e protocolli di gestione avanzati, finalizzati a ottimizzare l'efficienza degli uffici pubblici e a elevare la qualità dei servizi erogati attraverso l'innovazione digitale;

7. Riequilibrio Territoriale e Contrasto al Degrado Urbano. L'intervento mira a ridurre le disparità tra centri e periferie, attivando processi di rigenerazione urbana capaci di bonificare le aree marginali e restituire dignità e attrattività ai tessuti sociali più fragili;

8. Rafforzamento della Responsabilità Gestionale e della Tutela del Patrimonio. Viene introdotto un modello di responsabilità più rigoroso per gli enti gestori, volto ad assicurare una manutenzione programmata e la conservazione nel tempo del valore storico, architettonico e funzionale dei beni pubblici.

 

La proposta di legge risponde alla crescente esigenza di riqualificare gli Spazi Verdi Urbani (SVU), riconoscendoli non solo come elementi ecologici essenziali, ma come infrastrutture fondamentali per la coesione sociale, la salute pubblica e la sicurezza urbana. Nonostante la Legge n. 10/2013 abbia già fornito un quadro di riferimento, permangono lacune normative in merito alla definizione di standard minimi omogenei che integrino esplicitamente i principi di Accessibilità Universale e Sicurezza Partecipata.

 

Sintesi dell'articolato   

Questa proposta di legge, composta da dieci articoli, rappresenta un'evoluzione significativa per la normativa italiana. Non si limita ad affiancare le leggi esistenti, ma agisce come un motore di innovazione per colmare i vuoti del sistema attuale.

Articolo 1 (Oggetto e finalità) L'articolo definisce l'ambito di applicazione della legge e i suoi obiettivi primari: la riqualificazione degli SVU e la promozione della salute psicofisica attraverso l'abbattimento delle barriere.

Articolo 2 (Definizioni) La disposizione introduce definizioni precise per i termini tecnici utilizzati nel testo, quali “Spazio Verde Urbano”, “Accessibilità Universale”, “Gestione Partecipata” e “Custode del Parco”, al fine di garantire uniformità interpretativa.

Articolo 3 (Standard di sicurezza e di illuminazione) L'articolo impone l'obbligo di piani di illuminazione intelligente con sensori di presenza. Incentiva inoltre l'installazione di colonnine SOS dotate di sistemi di comunicazione bidirezionale per le emergenze. La misura mira a eliminare le “zone d'ombra” urbanistiche, riducendo i rischi di criminalità e aumentando la sicurezza percepita nelle ore notturne.

Articolo 4 (Misure per l'Accessibilità Universale) L’articolo prescrive l'adozione di percorsi tattilo-plantari e mappe a rilievo per disabili visivi. Stabilisce che il 50 per cento dei giochi nelle aree ludiche sia di tipo inclusivo e introduce l'obbligo di segnaletica interattiva tramite codici QR. Il superamento definitivo delle barriere architettoniche e sensoriali garantisce una fruizione autonoma, dignitosa e paritaria a persone con disabilità, anziani e bambini.

Articolo 5 (Invecchiamento attivo e aree intergenerazionali) L'articolo dispone la creazione di aree per l'attività fisica degli anziani. Tali zone sono progettate in contiguità con le aree gioco per favorire l'interazione tra diverse generazioni, attraverso lo scambio sociale e il presidio spontaneo del territorio.

Articolo 6 (Gestione Partecipata e Custode del Parco) La disposizione disciplina l'affidamento della cura del verde a soggetti del Terzo Settore tramite il principio di sussidiarietà. Istituisce formalmente il "Custode del Parco Sociale" come figura di presidio e monitoraggio.

Articolo 7 (Certificazione di Qualità e Sicurezza) L'articolo crea un sistema di certificazione presso il Ministero dell'Ambiente e istituisce il premio "Capitale Italiana Verde e Inclusiva" per incentivare i Comuni a superare gli standard minimi. Queste azioni favoriscono un meccanismo virtuoso di competizione tra Comuni, premiando l'efficienza nella gestione e l'innovazione tecnologica applicata al verde pubblico.

Articolo 8 (Fondo Nazionale per gli Spazi Verdi Inclusivi) La misura prevede la copertura finanziaria dell'intervento con uno stanziamento di 60 milioni di euro per il triennio 2026-2028. I criteri di riparto privilegiano le zone a maggior rischio di degrado sociale. Attraverso il "Fondo Nazionale per il Verde Inclusivo", la norma finalizza le risorse statali al sostegno prioritario di quelle realtà locali caratterizzate da fragilità demografica (alto indice di invecchiamento) o sociale, garantendo standard minimi di qualità anche nelle aree periferiche.

Articolo 9 (Sanzioni e vigilanza) L'articolo introduce sanzioni amministrative per l'omessa manutenzione e la decurtazione dei trasferimenti statali per il mancato adeguamento all'accessibilità. L'apparato sanzionatorio è volto ad assicurare il rispetto rigoroso dei tempi di adeguamento tecnico e a punire il vandalismo, promuovendo al contempo la giustizia riparativa attraverso lavori di pubblica utilità per il ripristino dei luoghi.

Articolo 10 (Disposizioni transitorie ed entrata in vigore) La disposizione concede ai Comuni ventiquattro mesi per l'adeguamento delle aree già esistenti e stabilisce l'entrata in vigore della legge il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE

Art. 1 Oggetto e finalità

1.La presente legge reca disposizioni finalizzate alla riqualificazione e alla messa in sicurezza degli Spazi Verdi Urbani (SVU) sull'intero territorio nazionale.

2.Le norme contenute nella presente legge perseguono l'obiettivo di garantire il diritto alla salute psicofisica, promuovere l'invecchiamento attivo e assicurare la fruibilità degli spazi pubblici in condizioni di sicurezza e assenza di barriere architettoniche e sensoriali.

Art. 2 Definizioni

1.Ai fini della presente legge, si intende per:

a) Spazio Verde Urbano (SVU): ogni area di proprietà pubblica adibita a parco, giardino, area ludica o sportiva, situata nel tessuto urbano o periurbano;

b) Accessibilità Universale: la progettazione di prodotti, strutture e spazi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza necessità di adattamenti o progettazioni specializzate;

c) Gestione Partecipata: l'insieme delle attività di presidio sociale e cura del territorio svolte dai cittadini, singoli o associati, in collaborazione con la pubblica amministrazione;

d) Custode del Parco: figura professionale di riferimento per la vigilanza, l'assistenza all'utenza e la piccola manutenzione.

Art. 3  Standard di sicurezza e di illuminazione

1.Ogni progetto di realizzazione o riqualificazione di SVU predispone un piano di illuminazione pubblica che garantisca la visibilità dei percorsi e delle aree di sosta durante le ore notturne, riducendo le zone d'ombra.

2.È fatto obbligo di utilizzare sistemi di illuminazione intelligente a basso impatto ambientale e alta efficienza energetica, dotati di sensori di presenza.

3.È incentivata l'installazione di colonnine SOS dotate di sistemi di comunicazione bidirezionale e di ricarica per dispositivi mobili, integrate nella progettazione degli arredi ambientali.

Art. 4 Misure per l'Accessibilità Universale

1.Gli SVU sono progettati privi di barriere architettoniche ai sensi della normativa vigente.

2.Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, i Comuni adottano percorsi tattilo-plantari e mappe a rilievo per garantire la fruizione degli spazi alle persone con disabilità visiva.

3.Le aree ludiche includono l'installazione di almeno il 50 per cento di giochi inclusivi, fruibili contemporaneamente da bambini con diverse abilità.

4.L'intera rete dei parchi urbani è dotata di segnaletica innovativa e interattiva. Ogni punto di interesse (alberi monumentali, monumenti, ingressi) espone un codice a risposta rapida (codice QR) che fornisca: a) mappe interattive con indicazione dei percorsi più agevoli; b) schede botaniche e storiche multilingua; c) traduzione in LIS (Lingua dei Segni Italiana) o audio-descrizioni per non vedenti.

Art. 5 Invecchiamento attivo e aree intergenerazionali

1.I Comuni promuovono la creazione di aree dedicate all'invecchiamento attivo all'interno degli SVU, con attrezzature per l'attività fisica dolce e spazi per l'aggregazione sociale.

2.Tali aree sono progettate per favorire lo scambio intergenerazionale, prevedendo la contiguità con le aree ludiche per l'infanzia.

Art. 6 Gestione Partecipata e Custode del Parco

1.I Comuni disciplinano, tramite appositi regolamenti basati sul principio di sussidiarietà, l'affidamento della cura ordinaria degli SVU a soggetti del Terzo Settore, associazioni di cittadini o centri anziani.

2.È istituita la figura del "Custode del Parco Sociale", incaricato di monitorare lo stato dei luoghi e segnalare tempestivamente situazioni di degrado o di pericolo alle autorità competenti.

Art. 7 Certificazione di Qualità e Sicurezza

1.È istituito presso il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica il sistema di "Certificazione di Qualità e Sicurezza SVU".

2.La certificazione è rilasciata ai Comuni che dimostrano il rispetto degli standard di cui agli articoli 3, 4 e 5 della presente legge.

3.È istituito il premio di qualità nazionale "Capitale Italiana Verde e Inclusiva", assegnato annualmente al Comune che dimostra l'abbattimento totale delle barriere, l'integrazione sociale e tecnologica negli SVU.

4.L'ottenimento del premio garantisce un beneficio nell'accesso ai fondi nazionali per la transizione ecologica e digitale.

Art. 8   Fondo Nazionale per gli Spazi Verdi Inclusivi

1.Per l'attuazione delle finalità di cui alla presente legge, è istituito "Fondo Nazionale per il Verde Inclusivo" presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con una dotazione di 60 milioni di euro per il triennio 2026-2028.

2.L'accesso ai finanziamenti è prioritariamente garantito ai Comuni con un elevato indice di invecchiamento demografico o situati in aree a rischio degrado sociale.

Art. 9   Sanzioni e vigilanza

1.La mancata manutenzione o l'omissione dei controlli di sicurezza da parte degli enti gestori comporta sanzioni amministrative. Gli atti vandalici contro il patrimonio verde e tecnologico sono puniti con l'obbligo di ripristino dei luoghi o con lavori di pubblica utilità all'interno del parco stesso.

2.Il mancato adeguamento agli standard di accessibilità entro i termini previsti comporta la decurtazione del 5 per cento dei trasferimenti statali destinati alla manutenzione del verde urbano.

3.Le Prefetture vigilano sull'applicazione delle misure di sicurezza urbana previste dalla presente legge.

Art. 10     Disposizioni transitorie ed entrata in vigore

1.Per gli SVU esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, i Comuni provvedono all'adeguamento degli standard tecnici entro ventiquattro mesi.

2.La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.