Educazione finanziaria per una cittadinanza consapevole: proposta di istituzione di una disciplina scolastica autonoma nel curricolo delle scuole secondarie di secondo grado
- Anno scolastico 2025-2026
- Presentato da Istituto d’Istruzione Superiore Leonardo Sciascia, Sant’Agata di Militello (Messina)
Al giorno d’oggi l’economia è sempre più complessa: la diffusione degli strumenti digitali di pagamento e i rischi connessi a truffe e indebitamento rendono urgente e attuale un intervento in ambito scolastico per educare i giovani a operare scelte economiche corrette e consapevoli.
A tal fine, il nostro disegno di legge proporrà l’istituzione dell’educazione finanziaria quale materia autonoma nel curricolo delle scuole secondarie di secondo grado (non quindi all’interno dell’Educazione civica) con un monte ore dedicato e la presenza di docenti specialisti.
Educazione finanziaria per una cittadinanza consapevole: proposta di istituzione di una disciplina scolastica autonoma nel curricolo delle scuole secondarie di secondo grado
Il presente lavoro è stato realizzato nell’ambito del progetto “Dentro il Senato. Conoscere, discutere, deliberare”, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti al processo legislativo attraverso un’esperienza concreta di partecipazione attiva e consapevole. Il tema scelto riguarda l’introduzione dell’educazione finanziaria come disciplina curricolare autonoma nelle scuole secondarie di secondo grado, in risposta alla crescente complessità del contesto economico e alla necessità di dotare i giovani di strumenti adeguati ad affrontare le scelte finanziarie della vita quotidiana.
Nel sistema italiano, l’educazione finanziaria è attualmente inserita nell’ambito dell’educazione civica, disciplinata dalla Legge n. 92/2019 e rafforzata dalla Legge n. 21/2024. Tale impostazione, pur rappresentando un passo significativo, non garantisce un percorso organico e continuativo, risultando priva di un monte ore obbligatorio e affidata a una trattazione trasversale spesso disomogenea. All.1
Al contrario, in ambito europeo, numerosi Paesi hanno adottato modelli più strutturati: in Francia l’educazione finanziaria è sostenuta dalla Banque de France; in Spagna è prevista all’interno di un piano nazionale; in Germania è integrata nei programmi di educazione economica; nei Paesi nordici rappresenta una componente essenziale delle competenze di cittadinanza. Tali esperienze sono coerenti con le raccomandazioni dell’OCSE e dell’Unione Europea, che riconoscono l’alfabetizzazione finanziaria come competenza fondamentale. All.2
Il progetto è stato sviluppato attraverso un percorso articolato che ha previsto attività di studio, analisi normativa, lavori di gruppo, simulazione del procedimento legislativo e la realizzazione di un’indagine conoscitiva. L’indagine è stata condotta mediante la somministrazione di un questionario strutturato rivolto agli studenti dell’istituto (All.3), finalizzato a rilevare conoscenze, comportamenti e percezioni in ambitoeconomico-finanziario. All.4
L’indagine ha evidenziato non solo lacune nelle conoscenze teoriche, ma anche criticità nei comportamenti e nella consapevolezza finanziaria degli studenti. Ben il 49,6 % non ha mai partecipato a lezioni/dibattiti di educazione finanziaria mentre solo il 31% ha risposto di sì. In particolare, emerge come molti giovani utilizzino strumenti di pagamento digitali senza una piena comprensione dei meccanismi sottostanti e dei rischi connessi, evidenziando una distanza tra pratica quotidiana e conoscenza teorica.
Dai risultati del questionario emerge con chiarezza una diffusa fragilità nelle competenze finanziarie di base:
● solo circa il 40% degli studenti riconosce correttamente il concetto di inflazione;
● una quota significativa incontra difficoltà nel valutare la relazione tra rischio e rendimento.
A fronte di tali criticità, emerge un dato altrettanto rilevante:
● oltre l’80% degli studenti si dichiara favorevole all’introduzione dell’educazione finanziaria come disciplina autonoma.
L’indagine mette quindi in evidenza una situazione caratterizzata da una insufficiente alfabetizzazione finanziaria, accompagnata però da una crescente consapevolezza dell’importanza di tali competenze e dalla richiesta di un intervento formativo più strutturato. L’indagine ha inoltre messo in luce una distanza tra comportamenti e consapevolezza: molti studenti utilizzano strumenti di pagamento digitali senza una piena comprensione dei meccanismi sottostanti e dei rischi connessi. I dati, dunque, evidenziano competenze parziali ma non ancora pienamente consolidate, soprattutto se rapportate alla crescente complessità del contesto economico e alla diffusione degli strumenti digitali. Tale situazione rende evidente la necessità di un intervento formativo più strutturato e continuo.
Il percorso si è inoltre avvalso di un incontro con esperti del settore bancario, configurabile come una vera e propria audizione, durante il quale sono state acquisite informazioni utili all’analisi del problema. L’audizione ha rappresentato un momento di confronto diretto con il mondo reale, durante il quale sono stati approfonditi temi quali la gestione del denaro, l’utilizzo degli strumenti finanziari, la sicurezza nei pagamenti digitali e la prevenzione delle frodi. All.5
Dall’incontro è emerso con particolare evidenza come la mancanza di conoscenze finanziarie possa tradursi in comportamenti rischiosi e in una maggiore esposizione a truffe e decisioni economiche non consapevoli, rafforzando la necessità di un intervento educativo sistematico. Tale esperienza ha contribuito a rafforzare negli studenti la percezione della concretezza e dell’utilità dell’educazione finanziaria.
Alla luce delle evidenze emerse, appare evidente come la mancanza di un’adeguata formazione finanziaria possa tradursi in una limitazione della capacità decisionale dei giovani, esponendoli a rischi concreti e riducendo il loro livello di autonomia, incidendo sulla loro autonomia e sulla possibilità di esercitare una cittadinanza pienamente consapevole. Riteniamo che si renda pertanto necessario un intervento normativo che superi l’attuale impostazione frammentaria e introduca l’educazione finanziaria come disciplina curricolare autonoma, con un monte ore minimo di almeno 33 ore annue, affidata a docenti dell’area giuridico-economica e sviluppata attraverso metodologie didattiche attive e laboratoriali. È stato elaborato pertanto un curricolo di istituto di educazione finanziaria, tenendo conto delle esigenze emerse dall’indagine conoscitiva e che definisce in modo organico contenuti, competenze e obiettivi. All.6
Il curricolo elaborato da noi studenti rappresenta un elemento di particolare rilevanza, in quanto dimostra non solo la necessità, ma anche la concreta fattibilità dell’introduzione dell’educazione finanziaria come disciplina autonoma, organizzata in modo progressivo e coerente lungo l’intero percorso scolastico.
L’obiettivo non è soltanto trasmettere conoscenze, ma formare cittadini in grado di comprendere il contesto economico, valutare le proprie scelte e partecipare in modo consapevole alla vita sociale.
In una società sempre più complessa, non conoscere il funzionamento del denaro significa rinunciare a una parte della propria libertà: per questo l’educazione finanziaria deve diventare un diritto effettivo e garantito per tutti gli studenti. All.7
Allegati
Allegato 1 Normativa italiana
https://drive.google.com/file/d/1AFcNNcznydXmBKCVJvkJQJj6iUZ_LOOh/view?usp=drive_link
Allegato 2 Normativa europea
https://drive.google.com/file/d/1RotDc9dFkPOAirWDVeeD28HHR5jaCAZt/view?usp=drive_link
Allegato 3 Questionario somministrato
https://drive.google.com/file/d/1PfOV2oMR8ksMa0K31iU926OWWE_SHJg4/view?usp=drive_link
Allegato 4 Relazione indagine conoscitiva educazione finanziaria
https://drive.google.com/file/d/1b0Rkj_A6UWOrtJUAzIBPxo28GDto2Cfj/view?usp=drive_link
Allegato 5 Audizione esperti
https://drive.google.com/file/d/1ukKrBlnKu2Scbbs9ogKc1HYWMMVUC1eT/view?usp=drive_link
Allegato 6 Curricolo di istituto
https://drive.google.com/file/d/1GYx-5rixq5S2HhEsi7sf7_91ZDsswvZ9/view?usp=drive_link
Allegato 7 VIDEO FINALE
https://drive.google.com/file/d/1ArT7TV1acl3zH1qCprqBZqXe8pbQq4g1/view?usp=drive_link
Documento di sintesi dell'indagine conoscitiva con immagini e grafici qui trascritta
https://drive.google.com/file/d/1gxosC2JNPBpqByHio8HDRTTxIYRdEQek/view?usp=drive_link
Bibliografia e fonti
● Legge 20 agosto 2019, n. 92 (Introduzione dell’educazione civica)
● Legge 5 marzo 2024, n. 21
● Comitato EduFin – Ministero dell’Economia e delle Finanze
● OCSE, Financial Literacy and Education
● Commissione Europea, Financial competence framework for citizens
● Materiali didattici e contenuti forniti durante l’incontro con esperti del settore bancario
● Questionario somministrato agli studenti (elaborazione interna
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30 Aprile 2026
P. D. - sant'agata di militelloResoconto delle attività svolte
Progetto “Dentro il Senato. Conoscere, discutere, deliberare
Diario delle attività
"Educazione finanziaria per una cittadinanza consapevole:
proposta di istituzione di una disciplina scolastica autonoma nel curricolo delle scuole secondarie di secondo grado”
Il presente diario delle attività documenta le fasi …
Relazione illustrativa e proposta di legge
Educazione finanziaria per una cittadinanza consapevole: proposta di istituzione di una disciplina curricolare nelle scuole secondarie di secondo grado
Il presente disegno di legge nasce dall’esigenza di rafforzare le competenze economico-finanziarie dei giovani cittadini, in un contesto caratterizzato dalla crescente complessità dei mercati, dalla diffusione dei pagamenti digitali e dall’aumento dei rischi connessi a scelte economiche non consapevoli. Nel corso del progetto “Dentro il Senato. Conoscere, discutere, deliberare” è stata realizzata un’indagine conoscitiva tra gli studenti, finalizzata a rilevare il livello di alfabetizzazione finanziaria e la percezione dell’importanza di tali competenze. Dall’analisi dei dati emerge un quadro articolato che evidenzia competenze parziali ma non ancora consolidate. Da un lato, una parte significativa degli studenti dimostra una discreta conoscenza di alcuni concetti: il 64,4% riconosce correttamente il fenomeno dell’inflazione, il 68,4% comprende la relazione tra rischio e rendimento e l’86,2% mostra familiarità con il concetto di interesse composto. Dall’altro lato, tali dati non possono essere considerati pienamente soddisfacenti, in quanto evidenziano come una quota non trascurabile di studenti presenti ancora lacune nelle conoscenze fondamentali, soprattutto se rapportate all’importanza di tali competenze nella vita quotidiana. Inoltre, l’indagine ha messo in luce una distanza tra conoscenze teoriche e comportamenti concreti: molti studenti utilizzano strumenti di pagamento digitali senza una piena consapevolezza dei rischi connessi e non dispongono di adeguate competenze finanziarie di base. Tale carenza non rappresenta soltanto una lacuna formativa, ma costituisce un fattore di rischio concreto per la futura autonomia economica dei giovani cittadini, esponendoli a scelte non consapevoli, a difficoltà nella gestione delle risorse personali e a una maggiore vulnerabilità nei confronti delle frodi finanziarie. Parallelamente, l’elevato interesse manifestato dagli studenti nei confronti della materia evidenzia una domanda formativa reale e diffusa, che il sistema scolastico è chiamato a intercettare e soddisfare. Particolarmente significativo è, infatti, il dato relativo alla percezione della materia: il 54,2% degli studenti si dichiara favorevole all’introduzione dell’educazione finanziaria come disciplina autonoma, mentre il 42,4% ritiene adeguato mantenerla nell’ambito dell’educazione civica. Questo risultato evidenzia una sensibilità diffusa verso il tema, pur in presenza di opinioni diversificate sulle modalità di insegnamento. Il percorso è stato ulteriormente arricchito dall’incontro con esperti del settore bancario, durante il quale sono stati affrontati temi quali la gestione del denaro, l’utilizzo degli strumenti finanziari, la sicurezza nei pagamenti digitali e la prevenzione delle frodi. L’audizione ha consentito di evidenziare come la mancanza di competenze finanziarie possa tradursi in comportamenti rischiosi e in una maggiore esposizione a truffe e decisioni economiche non consapevoli. Alla luce di quanto emerso, appare evidente come l’attuale collocazione dell’educazione finanziaria all’interno dell’educazione civica, prevista dalla Legge n. 92/2019 e dalla Legge n. 21/2024, non sia sufficiente a garantire un apprendimento sistematico e continuativo. Il quadro normativo italiano, pur riconoscendo l’importanza dell’educazione finanziaria, non prevede un insegnamento strutturato e 1 obbligatorio. Tale limite appare ancor più evidente se confrontato con i modelli europei, nei quali l’educazione finanziaria è inserita in modo più sistematico più strutturato in diversi sistemi scolastici.
L’introduzione dell’educazione finanziaria come disciplina curricolare autonoma si configura pertanto non solo come un’opportunità educativa, ma come una necessità strategica, in linea con le raccomandazioni dell’Unione Europea e dell’OCSE. Sono già numerosi i Paesi europei che hanno introdotto programmi strutturati di educazione finanziaria, in linea con le raccomandazioni dell’OCSE e dell’Unione Europea. Il curricolo elaborato dagli studenti rappresenta un elemento di particolare rilevanza, in quanto traduce la proposta normativa in un modello didattico concreto, articolato per livelli e competenze.
La presente proposta di legge mira pertanto a:
● istituire l’educazione finanziaria come disciplina curricolare autonoma;
● garantire un monte ore minimo obbligatorio;
● affidare l’insegnamento a docenti qualificati;
● promuovere metodologie didattiche attive e laboratoriali;
● favorire il collegamento tra scuola e mondo reale attraverso incontri con esperti;
● sviluppare competenze utili per la vita quotidiana e per la partecipazione consapevole alla vita economica.
L’obiettivo è formare cittadini consapevoli, in grado di comprendere il contesto economico, valutare le proprie scelte e partecipare in modo responsabile alla vita sociale. In tal modo, la scuola con un insegnamento strutturato, continuo e progressivo, potrà rispondere alle esigenze formative emerse e contribuire in maniera significativa alla formazione di cittadini più informati responsabili, consapevoli e in grado di affrontare le sfide economiche del presente e del futuro.
Art. 1 – Istituzione dell’insegnamento
1. È istituito, nell’ambito del sistema nazionale di istruzione, l’insegnamento dell’educazione finanziaria come disciplina curricolare autonoma nelle scuole secondarie di secondo grado.
2. L’insegnamento è obbligatorio in tutti gli indirizzi di studio e concorre alla formazione culturale, civica ed economica dello studente.
Art. 2 – Finalità e principi generali
1. L’insegnamento dell’educazione finanziaria è finalizzato a sviluppare competenze di cittadinanza economica, autonomia decisionale e consapevolezza nella gestione delle risorse personali.
2. L’insegnamento si ispira ai principi e alle raccomandazioni dell’Unione Europea e dell’OCSE in materia di alfabetizzazione finanziaria.
3. In particolare, esso promuove: a) la capacità di pianificazione e gestione del bilancio personale e familiare; b) la comprensione dei principali fenomeni economici e finanziari; c) l’acquisizione di comportamenti responsabili e sostenibili; d) lo sviluppo della consapevolezza economica come elemento essenziale della cittadinanza attiva.
Art. 3 – Contenuti dell’insegnamento
1. L’insegnamento dell’educazione finanziaria comprende: a) educazione al risparmio e alla pianificazione finanziaria; b) conoscenza degli strumenti bancari e finanziari di base; c) principi di investimento, rischio e rendimento; d) educazione previdenziale e assicurativa; e) utilizzo consapevole dei sistemi di pagamento, anche digitali; f) prevenzione delle frodi finanziarie e tutela dei dati personali; g) elementi di economia reale e funzionamento dei mercati.
Art. 4 – Organizzazione didattica e curricolare
1. L’insegnamento dell’educazione finanziaria è impartito per un monte ore non inferiore a 33 ore annue, distribuite nell’arco dell’intero percorso della scuola secondaria di secondo grado.
2. Le istituzioni scolastiche, nell’ambito della propria autonomia, modulano l’insegnamento in modo progressivo tra il primo biennio, il secondo biennio e il quinto anno, assicurando continuità e coerenza del percorso formativo.
3. L’insegnamento è inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). ed è realizzato attraverso metodologie didattiche attive e partecipative, tra cui: analisi di casi concreti; o simulazioni e problem solving; o lavori di gruppo; o indagini conoscitive e questionari; o incontri con esperti del settore economico e finanziario.
Art. 5 – Docenti e formazione
1. L’insegnamento è affidato prioritariamente ai docenti delle discipline giuridico-economiche.
2. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito promuove specifici percorsi di formazione e aggiornamento per i docenti.
3. Le istituzioni scolastiche possono avvalersi della collaborazione di esperti esterni qualificati, provenienti da enti pubblici, università e istituzioni finanziarie, nel rispetto della neutralità e senza finalità commerciali.
Art. 6 – Linee guida nazionali
1.Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, adotta le linee guida nazionali.
2. Le linee guida definiscono: a) contenuti essenziali e nuclei tematici; b) competenze attese; c) metodologie didattiche; d) criteri di valutazione.
3. Alla loro elaborazione partecipano il Comitato EduFin, la Banca d’Italia, la CONSOB e l’IVASS.
Art. 7 – Valutazione degli apprendimenti
1. L’insegnamento dell’educazione finanziaria è oggetto di valutazione autonoma nell’ambito della valutazione periodica e finale.
2. La valutazione tiene conto non solo delle conoscenze teoriche, ma anche della capacità degli studenti di applicare le competenze acquisite a situazioni concrete.
Art. 8 – Monitoraggio e valutazione del sistema
1. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, promuove attività di monitoraggio sull’attuazione dell’insegnamento.
2. I risultati del monitoraggio sono utilizzati per migliorare l’efficacia dei percorsi formativi e aggiornare le linee guida.
Art. 9 – Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
2. Le disposizioni si applicano a partire dall’anno scolastico successivo all’adozione delle linee guida.