Norme per l'Istituzione, nelle scuole di ogni ordine e grado, delle Aule Natura e per l’integrazione curricolare dell'educazione alla sostenibilità ambientale e alla resilienza climatica

  • Anno scolastico 2025-2026
  • Presentato da IIS Bertilla Boscardin, Vicenza

Il nostro disegno di legge nasce dalla constatazione di come il paesaggio che circonda la scuola sia spesso un patrimonio sottovalutato che merita invece di essere valorizzato in chiave educativa. La nostra idea è quindi quella di creare un’Aula Natura in ogni scuola, partendo dal presupposto che lo spazio verde in essa presente possa essere progettato o ricreato come ambiente di apprendimento. 
Per fare in modo che l’educazione ambientale sia realmente vissuta dallo studente proponiamo anche di inserire nel curricolo degli studi un’ora per una nuova materia denominata “Sostenibilità ambientale e resilienza climatica”. 

 

Norme per l'Istituzione, nelle scuole di ogni ordine e grado, delle Aule Natura e per l’integrazione curricolare dell'educazione alla sostenibilità ambientale e alla resilienza climatica

PREMESSA
L’indagine conoscitiva è stata svolta dalla classe 3ELa, una classe articolata in indirizzo figurativo e indirizzo scenografico che ha deciso di condurre una esperienza di educazione civica partecipando al Concorso Dentro il Senato. Conoscere, discutere, deliberare, promosso dal Senato della Repubblica. 
In particolare si è deciso di condurre un approfondimento sul tema ambientale emerso durante l’iniziale brainstorming,  per introdurre a livello didattico un nuovo approccio sistemico, basato sull’ecologia profonda, dove la "funzione uomo" venga ripensata all'interno di un "sistema ambientale" complesso e interdipendente. Non si tratta semplicemente di "aggiungere" verde, ma di innescare una trasformazione educativa strutturale che trasmetta una nuova cultura di base, essenziale per la sopravvivenza e il benessere futuri. L’interesse verso la Natura si inserisce nel quadro di iniziative promosse dalla scuola per la sensibilizzazione ai temi ambientali che hanno portato, attraverso una consolidata celebrazione annuale ricorrente il 21 novembre della festa degli alberi, alla piantumazione di un boschetto nelle aree verdi perimetrali all’edificio scolastico.
Il nostro disegno di legge parte dal presupposto che la scuola deve essere un presidio di formazione civica e culturale pienamente al passo con le urgenze del nostro tempo, compresa l'emergenza climatica e che per affrontare la policrisi che caratterizza il contesto socio globale, sia necessario, relativamente alla tematica  ambientale, colmare una carenza di ordine culturale ed epistemologico nella percezione della Natura, superando una visione dell’ambiente come dato esterno, per riconoscerlo come una realtà relazionale dinamica e reciproca tra l’essere umano e il suo ambiente di  vita, sottolineando come identità, percezione e territorio si co-costruiscano continuamente. 

APPROCCIO METODOLOGICO
La nostra indagine conoscitiva si è articolata in 3 fasi:
1.studio dei riferimenti normativi e delle fonti tematiche
2. acquisizione dati mediante questionario o intervista da:
* fonti accademiche come ad esempio l’Università e istituto di ricerca, per avere una base scientifica utile a implementare, sia a livello tecnico operativo che a livello pedagogico didattico, il contenuto legislativo.
* figure dirigenziali dell’ambito scolastico, quali soggetti significativi portatori di una visione complessiva degli aspetti organizzativi, amministrativi e gestionali.
* soggetti attivi nel territorio come le associazioni di volontariato per creare una sinergia educativa con le istituzioni scolastiche che produca una ricaduta positiva sull’intera comunità cittadina.
3.Condivisione e confronto dei dati raccolti e stesura del testo del disegno di legge

Il gruppo classe è stato suddiviso in 5 commissioni:
1 - "Ecosistema e Resilienza"
2 -"Pedagogia e Didattica"
3 -"Urbanistica e Sicurezza"
4 -"Ordinamento e Curricolo"
5 -" "Utenti Finali" 
Ognuna delle quali ha approfondito un ambito specifico ricavato da un confronto condotto a livello di classe per individuare i contenuti significativi che avrebbero dovuto costituire l’ossatura della legge. Ogni singola commissione dopo lo studio ha predisposto dei questionari da sottoporre agli esperti che erano stati individuati come significativi per l’argomento trattato Dalla lettura dei questionari di risposta che ci sono pervenuti si è passati alla fase di elaborazione del testo del disegno di legge preceduta da una condivisione collettiva dei documenti e da un confronto sull’impianto da dare al disegno di legge alla luce delle conoscenze acquisite.

ANALISI E RIFLESSIONI SUI RIFERIMENTI NORMATIVI

I principali riferimenti normativi per l’educazione ambientale che abbiamo considerato sono: a livello europeo il modello Greencomp, mentre per l’italia la Legge 92/2019 “Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica”, e le relative linee guida con D.M n 183/ 2024,  il DDL S. 703 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi nell'edilizia scolastica” presentato ma non approvato e il principio costituzionale dell’art 9 con particolare attenzione al terzo comma: “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.”
Secondo il modello GreenComp, sostenibilità significa dare priorità ai bisogni di tutte le forme di vita e del pianeta, facendo sì che l'attività umana non superi mai i limiti naturali della Terra. Questo approccio implica l'ecocentrismo, ossia superare la visione centrata solo sull'essere umano per riconoscere che noi stessi siamo parte della natura e dipendiamo dal suo benessere. A questo si aggiunge l'equità e la giustizia, che ci chiedono di difendere l'ambiente sia per le generazioni attuali sia per quelle future, considerando anche gli interessi delle altre specie. C'è poi la promozione della natura, che significa sviluppare empatia verso il pianeta e contribuire a rigenerare ecosistemi resilienti, attraverso una connessione profonda con il vivente. Un altra dimensione importante da considerare è la complessità. Il pensiero sistemico ci aiuta a comprendere le interconnessioni tra sistemi naturali, sociali ed economici, analizzando come ogni azione umana produca impatti a cascata sul pianeta. 
La legge 92/2019  pone al centro del percorso formativo il concetto di sostenibilità ambientale, intesa come la capacità di vivere entro i limiti del pianeta garantendo al contempo equità sociale Viene fatto un riferimento all’Agenda 2030 che funge da bussola per declinare i traguardi di competenza relativi alla tutela del patrimonio ambientale e delle eccellenze territoriali mentre nel DDL non approvato si evidenzia che l'ambiente, in cui gli studenti trascorrono gran parte della loro giornata debba garantire non solo sicurezza e decoro, ma anche il diritto fondamentale al verde, un elemento che già Maria Montessori considerava imprescindibile per l'educazione. Il dettato legislativo impegna regioni, comuni ed enti locali a prevedere la realizzazione di aree verdi non solo nelle nuove edificazioni, ma anche nei progetti di ristrutturazione, riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici esistenti.
Nonostante il lungimirante impianto valoriale dei riferimenti normativi sopracitati si avverte il bisogno di dare una maggiore concretezza all’insegnamento dell'educazione ambientale destinandole uno spazio dedicato di apprendimento che favorisca la trasformazione dei saperi in esperienza diretta e nel conseguente abito mentale dove la natura non è oggetto o risorsa ma soggetto di relazione. Come ricorda Thomas Berry, “l’universo è una comunione di soggetti, non una collezione di oggetti”.
Vi è la necessità di ancorare le risorse esistenti, come gli spazi verdi presenti nella scuola, a un modello di pensiero ispirato alla pedagogia della riconciliazione,in linea con il paradigma del reconcilismo (Mansion, 2023), che integra dimensione  esperienziale, conoscenza scientifica e trasformazione della relazione tra individuo e ambiente. 

PUNTI CHIAVE INDAGINE CONOSCITIVA
Anche se non tutte le figure esperte interpellate ci hanno risposto riteniamo che i contributi pervenuti siano altamente significativi. In merito alle fonti accademiche ci hanno risposto  Vincenzo D'Agostino, capo dipartimento del TESAF (Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali) dell’università diPadova, Isabel de Maurissens: ricercatrice INDIRE, ambasciatrice per il patto europeo per il clima, membro  del CTS EuCliPa.it, Referente per l’Italia di Unature. 
in merito alle figure dirigenziali del mondo scuola ci ha risposto con una video intervista la Dott.ssa Nicoletta Morbioli dell’UAT di Vicenza e il dott. Antonello Giannelli presidente di ANP (associazione nazionale presidi). Relativamente al mondo delle associazioni ci ha risposto la dott.ssa Chiara Manghetti Responsabile del Settore Educazione della Lipu, il presidente dell'associazione "Spiritus Mundi e a livello tecnico Arpav di Padova.
Dalle loro osservazioni sono emersi i seguenti punti chiavi:
L’area verde delle scuole influisce sul benessere degli studenti e migliora la loro capacità di apprendimento
Gli studi di Richard Louv dimostrano come il contatto regolare con ambienti naturali migliori la capacità di attenzione, riduca i livelli di stress, favorisca il benessere psicofisico e aumenti la motivazione all’apprendimento (https://www.childrenandnature.org/).
L’educazione all’aperto contribuisce inoltre allo sviluppo di competenze trasversali, in linea con il framework GreenComp, come la consapevolezza, la capacità di osservazione e la comprensione delle relazioni tra sistemi naturali e sociali.
I dati europei mostrano come bambini e adolescenti trascorrono  gran parte della giornata in condizioni di sedentarietà con implicazioni  rilevanti per la salute fisica, il benessere psicologico e i processi di apprendimento. Questo rafforza l’urgenza di reintrodurre la dimensione esterna come parte integrante  dell’esperienza educativa, non come attività accessoria ma come condizione strutturale  dell’apprendimento. Numerosi studi evidenziano l’importanza  dell’esposizione alla luce naturale come il tempo trascorso all’aperto  sia associato a una riduzione significativa del rischio di miopia nei bambini (Rose et al., 2008; He et  al., 2015), oltre a influenzare positivamente i ritmi circadiani, l’attenzione e il benessere generale. È fondamentale rafforzare la conoscenza scientifica dei benefici della relazione con  la natura in quanto  le nuove generazioni sono  caratterizzate da una crescente riduzione del contatto diretto con l’ambiente naturale. 
il contatto con la natura non rappresenta un elemento accessorio, ma una determinante fondamentale di salute, con implicazioni dirette anche nei contesti educativi. In questo senso, il contatto con la natura rappresenta una vera e propria condizione di salute pubblica. 
L’area verde diventa lo spazio di apprendimento per l’educazione civica
la Legge 20 agosto 2019, n. 92 sull'educazione civica ha introdotto l'educazione civica come materia curricolare trasversale – 33 ore annue obbligatorie – con un'articolazione che include espressamente i temi dello sviluppo sostenibile, dell'educazione ambientale e della tutela del patrimonio naturale. L'Aula Natura potrebbe diventare il luogo fisico in cui quella materia si pratica, senza dover introdurre una nuova disciplina autonoma che richiederebbe revisione degli organici, nuove classi di concorso e oneri di sistema rilevanti. 
Anziché introdurre un’ora di una nuova materia, si tratterebbe di prevedere l’obbligo di un’ora  o di una Unità di apprendimento, dedicata alla sostenibilità ambientale e alla resilienza climatica all’interno del curricolo di educazione civica da svolgersi nell’aula Natura che diventa uno spazio attrezzato da curare assieme agli studenti.
Responsabilizzazione del rischio condiviso
La percezione del rischio da parte di docenti e dirigenti è un ostacolo. Serve formazione sul risk-benefit assessment e sul “risky play” (Paesi nordici), dove il rischio non è eliminato ma gestito. La copertura INAIL per infortuni scolastici è strutturale se le attività outdoor sono nel PTOF. Servono però: valutazione rischi per spazi outdoor, piano emergenza, polizze adeguate, e un Patto di corresponsabilità Scuola-Famiglia specifico per l’outdoor. Con la famiglia informata e consapevole, il contenzioso diminuisce.
L’aula natura per un cambio di paradigma nell’educazione ambientale
L’aula natura potrebbe rappresentare un punto di partenza per un processo più ampio e strutturale di biofilizzazione della scuola, che coinvolga l’intero ambiente educativo — interno ed esterno — attraverso luce naturale, presenza di elementi vegetali, qualità sensoriale degli spazi e relazioni visive con il vivente.In questa prospettiva, l’obiettivo non è solo “uscire all’aperto”, ma integrare la natura nella quotidianità dell’insegnamento, rendendola una componente costante e diffusa dell'esperienza educativa.
L’aula Natura è il risultato di una attività partecipata dagli studenti
Importante è anche diversificare gli spazi, evitando superfici uniformi come i prati tradizionali ad alta manutenzione. Inserire quindi elementi diversi per aumentare la biodiversità e ridurre gli interventi necessari. Può essere utile inoltre prevedere piccoli microhabitat (come siepi, angoli lasciati a vegetazione spontanea, rifugi per insetti) che aumentano la biodiversità senza richiedere interventi costanti. E' inoltre opportuno tenere conto dell'esposizione alla luce solare delle zone più fredde/umide e calde/secche. Se le scelte sono corrette la biodiversità cresce nel tempo e viene da sé. 
Uno degli errori che abbiamo osservato nella creazione di spazi verdi in ambienti scolastici è la mancata analisi dell’uso reale degli spazi da parte degli studenti. Spesso le aree verdi vengono progettate senza considerare i flussi di movimento, le zone di gioco spontaneo e le abitudini quotidiane degli alunni anche in rapporto alla loro età. Questo porta, nel tempo, al danneggiamento di aiuole e piante, soprattutto quando queste vengono collocate in zone ad alto passaggio o utilizzate per attività ludiche.
Bisogna anche prevedere dei momenti preparatori in cui si educa all'uso di questi spazi, poiché gli alunni sono di estrazione socio-culturale molto diversa e talora devono acquisire più consapevolezza sul fatto che il rispetto dei luoghi vale ovunque: sia all'interno degli edifici che nei luoghi aperti, ancora di più se questi ultimi hanno un alto valore ecologico.  
Un altro fattore da considerare è la progettazione partecipata. I progetti più duraturi sono generalmente quelli in cui gli utenti finali contribuiscono alla progettazione, sviluppando senso di responsabilità e cura.

CONCLUSIONI
Dall’analisi dei dati raccolti dai questionari e dalla intervista si è ritenuto opportuno modificare l’intento iniziale di aggiungere, ai curricoli degli ordinamenti scolastici, una nuova materia, in quanto ciò comporterebbe una trasformazione profonda dell’impianto scolastico esistente. Si ritiene invece più fattibile creare un raccordo e coordinamento della normativa vigente e proposta ma non in vigore sull’educazione ambientale. In sostanza si considera opportuno integrare alcune indicazioni del DDL S. 703 Norme per lo sviluppo degli spazi verdi nell'edilizia scolastica nella Legge 92/2019 specificando l’introduzione obbligatoria, all’interno delle 33 ore previste, di un’ora dedicata alla sostenibilità ambientale e alla resilienza climatica da svolgersi nelle aule Natura ricavate dagli spazi verdi presenti nelle scuole. Si precisa che la locuzione "Aula Natura" è un progetto e una marchio registrato di WWF Italia. In questo modo le esperienze frammentarie e sperimentali, già condotte in molte scuole italiane di ogni ordine e grado, troverebbero una veste istituzionale prescrittiva, andando a definire strutturalmente un aspetto specifico dell’educazione ambientale.

  • 03 Maggio 2026
    M. P. D. - Vicenza

    Documentazione

    Si riportano di seguito i link ai materiali prodotti durante le varie fasi del percorso che hanno portato a una modifica del titolo iniziale del Disegno di legge, denominato ora:
    "Modifiche alla Legge 92/2019 Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica e …

  • 01 Maggio 2026
    M. P. D. - Vicenza

    4^ FASE: lettura risposte questionari e elaborazione testo della legge

    Degli 11 questionari inviati abbiamo ricevuto 5 risposte consultabili a questo link
    https://drive.google.com/drive/folders/1YLKHDgN2XfqCekCyIPLP2wmbwUXUQnbr?usp=sharing
    È presente la risposta di
    * Vincenzo D'Agostino, capo dipartimento del TESAF (Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali) dell’università di Padova; (risposta via mail)
    * Isabel de Maurissens: …

  • 23 Aprile 2026
    M. P. D. - Vicenza

    3^ FASE: predisposizione dei questionari da sottoporre agli esperti

    Gli studenti riuniti nelle seguenti commissioni che dovrebbero comporre l'ossatura del disegno di legge:
    COMMISSIONE 1 - "Ecosistema e Resilienza"
    COMMISSIONE 2 -"Pedagogia e Didattica"
    COMMISSIONE 3 -"Urbanistica e Sicurezza"
    COMMISSIONE 4 -"Ordinamento e Curricolo"
    COMMISSIONE 5 -" "Utenti Finali" …

  • 05 Aprile 2026
    M. P. D. - Vicenza

    2^ FASE: consolidamento dei prerequisiti e organizzazione in gruppi per svolgere l'indagine conoscitiva

    Considerate le competenze specifiche richieste per formulare un disegno di legge, si è pensato di fornire una informazione uniforme alla classe sul testo principe delle fonti legislative, ovverosia la Costituzione, considerando anche che i percorsi di educazione civica nel biennio …

  • 05 Aprile 2026
    M. P. D. - Vicenza

    1^ FASE: definizione dell'idea

    Verso fine novembre la classe 3Ela, articolata in Indirizzo Figurativo e Indirizzo Scenografico, è stata invitata a partecipare a questo concorso per redarre un disegno di legge. E' stato condotto un brainstorming iniziale per individuare gli ambiti di interesse degli …

PROPOSTA DI LEGGE

Modifiche alla Legge 92/2019 Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica e  disposizioni per l’istituzione nelle scuole di ogni ordine e grado, delle Aule Natura.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

Il cambiamento climatico non rappresenta una minaccia futura ma è una realtà presente che avanza a un ritmo superiore rispetto quello previsto dagli stessi modelli scientifici più pessimistici. Secondo il rapporto Copernicus Global Climate Highlights pubblicato nel gennaio del 2026, l'anno appena trascorso, il 2025, si è confermato come uno dei più caldi mai registrati a livello globale, portando con sé una statistica inquietante: circa metà della superficie terrestre ha sperimentato condizioni di forte stress da calore per un numero di giorni superiore alla media storica. Questa febbre planetaria non è un numero astratto, ma si traduce in una pressione senza precedenti sui sistemi biologici e sociali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) identifica oggi lo stress termico come la principale causa di mortalità legata ai fenomeni meteorologici, una realtà che secondo i dati del Lancet Countdown 2026, nel solo 2024 ha causato circa 62.000 decessi in Europa.

Le conseguenze dirette sulla vita umana si manifestano con una evidenza diretta nella salute e nell'economia. Le ondate di calore marino nel Mediterraneo, documentate dai dati Copernicus nel 2025, hanno favorito la diffusione di specie aliene invasive, mettendo in ginocchio il settore della pesca e alterando i cicli agricoli a causa di siccità prolungate e stress idrico estremo, che minacciano direttamente la sicurezza alimentare e il reddito di molti lavoratori agricoli. Il mondo, secondo il rapporto del  World Meteorological Organization, si sta avvicinando  pericolosamente alla soglia di sicurezza di 1.5°C di riscaldamento globale con una probabilità del 70% di superarla stabilmente entro il 2029.

Secondo i dati del rapporto Greenpeace di aprile 2026 l'Italia è tra le regioni europee più esposte. Solo tra il 2015 e il 2024, gli eventi estremi come frane e alluvioni hanno causato danni stimati per oltre 19 miliardi di euro, con l'Emilia-Romagna, la Campania e il Veneto in cima alla lista delle regioni più colpite. 

Oltre ai danni materiali e fisici, bisogna considerare l'impatto psicologico e sociale del cambiamento climatico. La convivenza con disastri ricorrenti alimenta quella che gli esperti definiscono "eco-ansia" e un senso di insicurezza cronica, colpendo duramente le fasce più fragili della popolazione. 

Di fronte a questa allarmante situazione diventa necessario fornire alle nuove generazioni adeguati strumenti culturali per  affrontare con resilienza le conseguenze del cambiamento climatico. L’educazione ambientale non deve essere argomento corollario di una generale competenza civica ma un nuovo paradigma educativo che evidenzi la stretta relazione e interconnessione tra l’uomo e l’ambiente. Il mondo vegetale in particolare, caratterizzato da modularità, intelligenza diffusa, cooperazione e sostenibilità energetica, potrebbe essere assunto come  un nuovo modello di sviluppo socio-economico.

L’intento del nostro disegno di legge è quello di dare un peso maggiore all’educazione ambientale inserendo nel novero delle discipline curricolari una materia denominata "Sostenibilità ambientale e resilienza climatica” e di concretizzare il peso di questa materia istituendo un’Aula Natura ad essa dedicata. L’aula natura verrebbe ricavata dagli spazi verdi già presenti nella scuola o inseriti appositamente in fase di progettazione o di ristrutturazione di edifici scolastici esistenti. Questi spazi verdi diventerebbero dei laboratori di osservazione e di sperimentazione da parte degli studenti che potrebbero apprendere direttamente il funzionamento di piccoli ecosistemi o applicare meccanismi per creare biodiversità. In questo modo, attraverso la cura del giardino della scuola, che diventa uno spazio cognitivo, lo studente interiorizza una dimensione diversa della Natura, non solo accessoria, ma profondamente legata al suo benessere psicofisico. 

Nell’Agenda 2030 iGoal 13 "Lotta contro il cambiamento climatico" diventa un punto di riferimento per i contenuti della nuova materia così come il modello Greencomp che potrebbe trasformare l'insegnamento della sostenibilità da una semplice carrellata di dati scientifici in un vero e proprio percorso di cittadinanza attiva e consapevole.  Il modello infatti si basa su quattro pilastri: area dei valori, per considerare l'ambiente non come una risorsa da sfruttare, ma come un bene comune da tutelare;  area del pensiero sistemico per comprendere come  ogni azione umana sia legata a reazioni globali interconnesse; area della previsione per imparare a gestire l'incertezza e a immaginare scenari futuri positivi; area dell’ azione dove si apprende come intervenire concretamente nel proprio territorio. 

La legge 92/2019, che introduce l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, potrebbe essere dettagliata dedicando un’ora delle 33 previste per lo sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento, alla materia Sostenibilità ambientale e resilienza climatica da svolgersi nell’Aula Natura. Nella diciottesima legislatura una senatrice presentò un disegno di legge: Norme per lo sviluppo degli spazi verdi nell'edilizia scolastica che auspicava, in merito alla questione edilizia scolastica, un programma che garantisse un altro fondamentale diritto per i bambini e i ragazzi: il diritto al verde nelle scuole, a scuole più naturali. Un programma che potremmo definire Scuole Verdi.

Pertanto ci è sembrato opportuno aggiornare la Legge 92/2019 sull’educazione civica integrando in essa  il DDL S. 703 che, oggi più che mai, nell’attuale tempo storico, assume una valenza significativa. In questo modo il peso dell’educazione alla sostenibilità diventerebbe un requisito strutturale del curricolo scolastico e non sarebbe lasciato all'autonomia delle singole scuole. Questa azione di innovazione didattica ha bisogno di misure di accompagnamento che ne favoriscano la piena realzzazione nella pratiche di insegnamento. Pertanto è necessario intervenire sulla formazione dei docenti e affinché vi sia anche una ricaduta culturale sul territorio sarà opportuno attivare anche collaborazioni con gli Enti locali ed attori del terzo settore.

IN SINTESI

Scopo del disegno di legge

Per educare le nuove generazioni a un modello eco-centrico di sviluppo si intende dare un peso strutturale all’educazione ambientale declinando un’ora, delle 33 previste all’interno di educazione civica, specificamente alla materia "Sostenibilità ambientale e resilienza climatica”, da svolgersi in un'Aula Natura, ossia uno spazio verde già presente nella scuola che viene opportunamente progettato e attrezzato. I riferimenti educativi sono al Modello Greencomp e al goal 13 dell'Agenda 2030.

Risultati attesi

L’Aula Natura trasforma la teoria insegnata nella materia "Sostenibilità ambientale e resilienza climatica”  in esperienza vissuta, portando gli studenti a maturare una cittadinanza ecologica fondata sull'azione concreta e sulla cura del bene comune. Il risultato principale è il superamento del senso di impotenza a favore di una resilienza operativa: vivendo quotidianamente il legame con la biodiversità locale, gli studenti sviluppano la capacità di tradurre la consapevolezza dei rischi climatici in responsabilità civile e soluzioni pratiche, diventando attori capaci di tutelare attivamente la stabilità e il benessere del proprio territorio.

Fattibilità

La proposta aggiorna e integra delle disposizioni normative vigenti con il pregio di recuperare una proposta di legge presentata nelle scorse legislature, il cui contenuto ha assunto un particolare valore nel contesto attuale.

CONTENUTO DELLE DISPOSIZIONI CHE MODIFICANO LA LEGGE 92/2019

Articolo 1 Principi

E’ stato aggiunto dopo sostenibilità ambientale la locuzione ((resilienza climatica)) per introdurre la materia che verrà inserita nel novero delle 33 ore di educazione civica. L’integrazione della locuzione "resilienza climatica" accanto a quella di sostenibilità ambientale non è una semplice aggiunta terminologica, ma riflette l'urgenza di formare cittadini capaci non solo di proteggere l’ecosistema, ma di adattarsi in modo proattivo ai mutamenti già in atto. Questa modifica allinea le finalità dell'educazione civica alle sfide globali del 2026, trasformando la consapevolezza ecologica in una competenza di sopravvivenza e stabilità sociale.

Art. 2 Istituzione dell'insegnamento dell'educazione civica

E’ stato aggiunto dopo il comma 3, il comma 3 bis che individua la nuova materia “Sostenibilità ambientale e resilienza climatica”. Il comma 3 ter invece stabilisce che vengano formulate delle linee guida per l’insegnamento della nuova materia.Viene aggiunto il dopo il comma 4, il comma 4bis che precisa le classi di concorso abilitate all’insegnamento delle nuova materia.  L’introduzione dei commi sopradetti conferisce alla nuova materia una dignità curricolare definita all'interno delle 33 ore annue. La previsione di linee guida specifiche e l’individuazione delle classi di concorso abilitate assicurano che l’insegnamento non sia episodico o vago, ma affidato a docenti qualificati secondo un quadro metodologico rigoroso, garantendo uniformità didattica su tutto il territorio nazionale.

Art. 3 Sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento

Al comma 1 lettera b), è stato aggiunto un comma b bis) che specifica un preciso riferimento al modello Greencomp per la redazione delle linee guida afferenti alla nuova materia “Sostenibilità ambientale e resilienza climatica”. E’ stata aggiunta la specifica voce 1e)  Sostenibilità ambientale e resilienza climatica dopo la lettera e). All’art 3 è stato aggiunto L' Art. 3 bis che dà disposizione alle Regioni ed enti locali di promuovere la realizzazione di adeguati spazi verdi  e di promuovere interventi di riqualificazione degli spazi verdi scolastici già esistenti secondo criteri adeguati a spazi di apprendimento.Nell’Art. 3 ter  viene data disposizione agli organi competenti di definire le linee guida contenenti i criteri per la definizione e la realizzazione degli spazi verdi di cui all'articolo 3 bis comma 1.

La scelta del modello GreenComp come riferimento per le linee guida (Art. 3, comma 1-bis) aggancia la scuola italiana ai più avanzati standard europei, promuovendo il pensiero sistemico e la capacità di visione. Parallelamente, l’introduzione degli articoli 3-bis e ter riconosce che la teoria deve trovare riscontro nella pratica: promuovere la riqualificazione degli spazi verdi scolastici significa trasformare il giardino in un’aula a cielo aperto, dove l’apprendimento avviene per esperienza diretta e contatto con la biodiversità.

Art. 6 Formazione dei docenti

In questo articolo sono state aggiunte delle indicazioni sulle attività formative rivolte ai docenti inerenti l’insegnamento della materia Sostenibilità ambientale e resilienza climatica. Consapevoli che l’efficacia di una riforma dipende dalla preparazione di chi la attua, queste disposizioni rendono la formazione dei docenti sulla sostenibilità e resilienza un pilastro strategico. L’obiettivo è fornire agli insegnanti gli strumenti pedagogici per gestire temi complessi come l'eco-ansia e la progettazione climatica, assicurando un passaggio efficace delle competenze agli studenti.

Art. 9 Albo delle buone pratiche di educazione civica

In questo arti è stato aggiunto l’art 2 bis per includere nell’albo le buone pratiche relativamente all’insegnamento  della materia Sostenibilità ambientale e resilienza climatica svolto nell'Aula Natura. L’aggiornamento dell’Albo delle buone pratiche mira a creare un sistema di condivisione tra istituti. Includere le esperienze svolte nell’Aula Natura permette di mappare e diffondere modelli didattici vincenti, incentivando le scuole a sperimentare metodologie outdoor che hanno dimostrato di migliorare sia l'apprendimento che il benessere psico-fisico degli alunni.

Art. 11 Relazione alle Camere

E’ stato introdotto l’art 1 bis per monitorare l’implementazione della nuova materia curricolare.L’introduzione dell’obbligo di relazione alle Camere garantisce che l’implementazione della nuova materia non rimanga un intento sulla carta. Il monitoraggio costante permette alle istituzioni di verificare l’efficacia dell’insegnamento e la reale diffusione degli spazi verdi, rendendo possibile un aggiustamento continuo delle politiche educative in base ai risultati ottenuti.

Art. 13 Clausola di invarianza finanziaria

E' stata mantenuta la neutralità finanziaria. L’investimento nel capitale umano e nella riqualificazione degli spazi già presenti permette di generare un impatto sociale e ambientale significativo senza gravare ulteriormente sulla spesa pubblica immediata, puntando invece a una riduzione dei costi sociali nel lungo periodo.

PROPOSTA DI LEGGE

Modifiche alla Legge 92/2019 Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica e  disposizioni per l’istituzione nelle scuole di ogni ordine e grado, delle Aule Natura.

Art. 1 Principi

1. L'educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale ((, economica)) e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri.

2. L'educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e da aggiungere dopo sostenibilità ambientale ((resilienza climatica)) e ((diritto alla salute, al benessere della persona, al risparmio e all'investimento, all'educazione finanziaria e assicurativa e alla pianificazione previdenziale, anche con riferimento all'utilizzo delle nuove tecnologie digitali di gestione del denaro, alle nuove forme di economia e finanza sostenibile e alla cultura d'impresa)).

Art. 2 Istituzione dell'insegnamento dell'educazione civica

1. Ai fini di cui all'articolo 1, a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è istituito l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, che sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile sono avviate dalla scuola dell'infanzia.

2. Le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione promuovono l'insegnamento di cui al comma 1. A tal fine, all'articolo 18, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, le parole: «di competenze linguistiche» sono sostituite dalle seguenti: «di competenze civiche, linguistiche».

3. Le istituzioni scolastiche prevedono nel curricolo di istituto l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, specificandone anche, per ciascun anno di corso, l'orario, che non può essere inferiore a 33 ore annue, da svolgersi nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto orario gli istituti scolastici possono avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo.

3.bis Un’ora all’interno delle 33 ore annue previste è riservata all’insegnamento della nuova materia “Sostenibilità ambientale e resilienza climatica”

3.ter  Con decreto del Ministero dell'istruzione e del merito sono definite linee guida per l'insegnamento della materia “Sostenibilità ambientale e resilienza climatica”  che prendendo a modello il Greencomp, ne individuano specifici traguardi per lo sviluppo delle competenze e obiettivi specifici di apprendimento. 

4. Nelle scuole del primo ciclo, l'insegnamento trasversale dell'educazione civica è affidato, in contitolarità, a docenti sulla base del curricolo di cui al comma 3. Le istituzioni scolastiche utilizzano le risorse dell'organico dell'autonomia. Nelle scuole del secondo ciclo, l'insegnamento è affidato ai docenti abilitati all'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell'ambito dell'organico dell'autonomia.

4.bis l’insegnamento della materia “sostenibilità ambientale e resilienza climatica” è affidato ai docenti abilitati all’insegnamento di  Matematica e Scienze, Scienze Naturali, Chimiche e Biologiche, ove disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia.

5. Per ciascuna classe è individuato, tra i docenti a cui è affidato l'insegnamento dell'educazione civica, un docente con compiti di coordinamento.

6. L'insegnamento trasversale dell'educazione civica è oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122. Il docente coordinatore di cui al comma 5 formula la proposta di voto espresso in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l'insegnamento dell'educazione civica.

7. Il dirigente scolastico verifica la piena attuazione e la coerenza con il Piano triennale dell'offerta formativa.

8. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare incrementi o modifiche dell'organico del personale scolastico, né ore d'insegnamento eccedenti rispetto all'orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per lo svolgimento dei compiti di coordinamento di cui al comma 5 non sono dovuti compensi, indennità, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati, salvo che la contrattazione d'istituto stabilisca diversamente con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa.

9. A decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in vigore della presente legge, sono abrogati l'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, nonché il comma 4 dell'articolo 2 e il comma 10 dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62.

9-bis. L'intervento previsto ((dal presente articolo)) non determina un incremento della dotazione organica complessiva e non determina l'adeguamento dell'organico dell'autonomia alle situazioni di fatto oltre i limiti del contingente previsto dall'articolo 1, comma 69, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

Art. 3 Sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento

1. In attuazione dell'articolo 2, con decreto del Ministero dell'istruzione e del merito sono definite linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica che individuano, ove non già previsti, specifici traguardi per lo sviluppo delle competenze e obiettivi specifici di apprendimento, in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, nonché con il documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari e con le Indicazioni nazionali per i licei e le linee guida per gli istituti tecnici e professionali vigenti, assumendo a riferimento le seguenti tematiche:

a) Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell'inno nazionale;

b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;

1b)  Modello Greencomp per lo sviluppo sostenibile e la resilienza climatica sviluppato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea e pubblicato nel 2022

c) educazione alla cittadinanza digitale, secondo le disposizioni dell'articolo 5;

d) elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;

e) educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;

1e) Sostenibilità ambientale e resilienza climatica

f) educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;

g) educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;

h) formazione di base in materia di protezione civile.

h-bis) educazione finanziaria e assicurativa e pianificazione previdenziale, anche con riferimento all'utilizzo delle nuove tecnologie digitali di gestione del denaro e alle nuove forme di economia e finanza sostenibile;

h-ter) ((conoscenze di base in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro)).

1-bis. Per l'insegnamento di cui alla lettera h-bis) del comma 1, il Ministero dell'istruzione e del merito determina i contenuti d'intesa con la Banca d'Italia, la Commissione nazionale per le società e la borsa, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, sentito il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria e sentite le associazioni maggiormente rappresentative degli operatori e degli utenti bancari, finanziari e assicurativi.

2. Nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica sono altresì promosse l'educazione stradale, l'educazione alla salute e al benessere, l'educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva e solidale e l'educazione finanziaria. Tutte le azioni sono finalizzate ad alimentare e rafforzare il rispetto nei confronti delle persone, degli animali e della natura.

Art. 3 bis Predisposizione degli spazi verdi scolastici in Aule Natura

1. Le regioni, gli enti di area vasta e i comuni, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, promuovono la realizzazione di adeguati spazi verdi in rapporto alla cubatura degli edifici e alla consistenza numerica degli alunni e promuovono altresì interventi di riqualificazione degli spazi verdi scolastici  esistenti adeguandoli a spazi di apprendimento.

Art. 3 ter (Linee guida) 

1. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare elabora le linee guida contenenti i criteri per la definizione e la realizzazione degli spazi verdi di cui all'articolo 3bis comma 1.

Art. 6 Formazione dei docenti

1. Nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 1, comma 125, della legge 13 luglio 2015, n. 107, una quota parte pari a 4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020 è destinata alla formazione dei docenti sulle tematiche afferenti all'insegnamento trasversale dell'educazione civica. Il Piano nazionale della formazione dei docenti, di cui all'articolo 1, comma 124, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è aggiornato al fine di comprendervi le attività di cui al primo periodo da aggiungere ((e le attività formative inerenti l’insegnamento della materia Sostenibilità ambientale e resilienza climatica))

2. Al fine di ottimizzare l'impiego delle risorse e di armonizzare gli adempimenti relativi alla formazione dei docenti di cui al comma 1, le istituzioni scolastiche effettuano una ricognizione dei loro bisogni formativi e possono promuovere accordi di rete nonché, in conformità al principio di sussidiarietà orizzontale, specifici accordi in ambito territoriale.

Art. 9 Albo delle buone pratiche di educazione civica

1. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca costituisce, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, l'Albo delle buone pratiche di educazione civica.

2. Nell'Albo sono raccolte le buone pratiche adottate dalle istituzioni scolastiche nonché accordi e protocolli sottoscritti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'attuazione delle tematiche relative all'educazione civica e all'educazione alla cittadinanza digitale, al fine di condividere e diffondere soluzioni organizzative ed esperienze di eccellenza.

2. bis Nell’Albo sono raccolte le buone pratiche relative all’implementazione della materia Sostenibilità ambientale e resilienza climatica svolta nell' Aula Natura

Art. 11 Relazione alle Camere

1. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca presenta, con cadenza biennale, alle Camere una relazione sull'attuazione della presente legge, anche nella prospettiva dell'eventuale modifica dei quadri orari che aggiunga l'ora di insegnamento di educazione civica.

1. bis Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca presenta, con cadenza biennale, alle Camere una relazione sull'attuazione della nuova materia Sostenibilità ambientale e resilienza climatica allinterno dell’orario di educazione civica

Art. 13 Clausola di invarianza finanziaria

1. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.