I tappa: alla scoperta del Gal Costa dei Trabocchi- modelli di sviluppo e partecipazione - 23 ottobre 2025
- Pubblicato il 13/02/2026
- da P. F. - Ortona (Chieti)
1ª tappa dell’indagine conoscitiva
23 ottobre 2025 – Sede di Vasto
Incontro con il GAL Costa dei Trabocchi
Audizione del Direttore Carlo Ricci
Il 23 ottobre 2025 le classi 3A, 3B e 3C hanno svolto la prima audizione della propria indagine conoscitiva incontrando il Direttore del GAL Costa dei Trabocchi, Carlo Ricci, presso la sede di Vasto.
Il GAL, nato nel 2016 e operativo dal 2019, si inserisce nelle politiche di sviluppo rurale dell’Unione Europea attraverso il programma LEADER. Si tratta di un ente misto pubblico-privato che elabora strategie di sviluppo locale partecipato e gestisce direttamente fondi europei, assumendone la responsabilità economica e progettuale.
Inizialmente concentrato sulle aree rurali interne, il GAL ha progressivamente esteso la propria azione anche alla costa delle province di Chieti e Teramo, includendo la Costa dei Trabocchi in una visione integrata di sviluppo territoriale.
2. Dalla frammentazione dei percorsi a una rete di 300 km
Nel corso dell’audizione, il Direttore ha illustrato un esempio concreto di evoluzione delle infrastrutture ciclabili.
In origine esistevano percorsi isolati, come la “Via dei Mulini”, realizzata da un Comune insieme ad altri enti limitrofi come tratto cicloturistico autonomo. Tuttavia, tali interventi risultavano segmenti scollegati tra loro.
Da qui è nata l’idea strategica di unire tutti i segmenti esistenti per creare una rete integrata di circa 300 km di percorsi cicloturistici, capaci di collegare le principali attrazioni turistiche del territorio, dalla costa all’entroterra.
Questa visione sovracomunale ha rappresentato un passaggio decisivo: non più piste isolate, ma un sistema territoriale coerente.
3. La questione cruciale dell’orientamento: segnaletica e identità visiva
Una delle prime criticità emerse è stata la mancanza di fondi per la segnaletica.
Per superare il problema, è stata attivata una sponsorizzazione privata che ha consentito una prima sperimentazione di cartelli e sistemi di orientamento. L’orientamento è infatti un elemento centrale per il cicloturismo: senza indicazioni chiare, l’infrastruttura perde efficacia.
In una fase successiva, grazie a un finanziamento della Regione Abruzzo, è stato elaborato un manuale per la segnaletica cicloturistica, che ha portato alla realizzazione di cartelli più professionali, uniformi e riconoscibili.
Le innovazioni introdotte comprendono:
segnaletica standardizzata lungo tutta la rete;
cartelli con QR code per accedere a informazioni digitali;
possibilità di scaricare tracce GPS dei percorsi;
creazione di un’identità visiva della rete ciclabile;
adesivi di conferma del corretto percorso.
Parallelamente è stato sviluppato un portale dedicato alla rete ciclabile, con informazioni sui percorsi, servizi di noleggio biciclette e contenuti utili per i ciclisti.
La cartografia è stata aggiornata includendo dettagli tecnici come fondo stradale, punti di ricarica per e-bike e servizi disponibili. Il prodotto informativo realizzato è stato premiato per la qualità progettuale.
4. Itinerari strategici e sperimentazioni
Tra i percorsi suggeriti spicca un itinerario di 3–4 giorni che collega la Costa dei Trabocchi alla Maiella, attraversando aree meno conosciute ma di grande valore paesaggistico.
Sono state inoltre avviate sperimentazioni come:
servizi di bike sharing;
collaborazioni con autolinee per facilitare l’accessibilità ai percorsi;
integrazione tra mobilità ciclabile e trasporto pubblico.
Questo approccio dimostra che l’infrastruttura ciclabile non è solo un tracciato fisico, ma un sistema integrato di servizi.
5. Comunità di progetto e sviluppo integrato
Il GAL ha introdotto il modello delle Comunità di Progetto, coinvolgendo cittadini, imprese, associazioni e amministrazioni locali nella pianificazione e gestione delle iniziative.
Questo modello è già stato sperimentato con successo nell’entroterra, ricevendo riconoscimenti internazionali, con inviti a presentare l’esperienza in sedi istituzionali europee.
I progetti sono valutati con criteri rigorosi (punteggio massimo 100, soglia minima 70), garantendo elevati standard qualitativi.
L’approccio non si limita al turismo: un esempio significativo è il progetto tra San Vito e Fossacesia per la zonazione viticola, volto a classificare scientificamente le aree più idonee alla produzione di vini di qualità, sul modello francese. Ciò dimostra come lo sviluppo cicloturistico si integri con agricoltura, enogastronomia e valorizzazione del paesaggio.
6. Criticità nella gestione e manutenzione
Nonostante i progressi infrastrutturali, il Direttore ha evidenziato criticità importanti:
manutenzione periodica insufficiente;
vegetazione invasiva su alcuni tratti (es. collegamenti tra Lanciano e San Vito);
carenze di illuminazione;
necessità di maggiore coordinamento tra enti;
gestione non sempre matura dei flussi turistici.
È stato sottolineato che il territorio deve diventare realmente accogliente, non solo infrastrutturato: i residenti devono essere consapevoli e orgogliosi delle opportunità offerte dal cicloturismo.
7. Proposte per migliorare la governance
Per rafforzare la governance delle piste ciclabili, il Direttore ha indicato alcune linee operative:
creazione di una coalizione stabile tra Comuni e associazioni;
istituzione di un budget annuale dedicato alla manutenzione;
sistema di sorveglianza e segnalazione delle criticità;
introduzione della figura del bike manager, responsabile della pianificazione e gestione continuativa delle infrastrutture.
La manutenzione non deve essere occasionale, ma programmata e strutturata.
8. Contributo al progetto di legge
Il GAL ha espresso disponibilità a supportare iniziative normative sulla sicurezza e governance delle piste ciclabili, anche attraverso sperimentazioni territoriali.
Per il nostro progetto “Paesaggi su ruote”, l’audizione ha fornito elementi concreti su:
necessità di standard tecnici uniformi;
chiarezza delle competenze;
partecipazione civica strutturata;
manutenzione programmata e finanziata;
integrazione tra infrastruttura, servizi e comunicazione.
Questa prima tappa dell’indagine conoscitiva ha permesso agli studenti di confrontarsi con un modello reale di sviluppo territoriale partecipato, comprendendo come la mobilità ciclabile possa diventare leva di trasformazione economica, culturale e sociale.
L’incontro del 23 ottobre 2025 costituisce una base solida per l’elaborazione della proposta normativa, rafforzando il legame tra analisi giuridica e realtà operativa del territorio.
Di seguito il link dell'attività svolta: https://youtu.be/UbUZcEA8s4o?si=u0UbmgUXICnx5MIg