Dall'articolo 27 alla nascita di Circo-Cultura
- Anno scolastico 2025-2026
- Presentato da IC Francesco Paolo Tosti, Ortona (Chieti)
Articolo 27
1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
- Scheda progetto iniziale
- Scheda progetto finale
Esiste una comunità, nel cuore di una città della costa abruzzese, che ha smarrito da qualche tempo gli strumenti per far vivere ed espandere la sua dimensione culturale. I cittadini si sono abituati ad una quotidianità fatta di gesti ripetitivi, di tempo e strade vuote, di teatri spenti e piazze silenziose. Una mattina dall’aula vivace di una classe della Scuola Secondaria di I grado della città si sente la voce di qualcuno che legge la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Gli alunni vengono colpiti dall’art. 27 e si domandano in cosa si traduca concretamente quel diritto così prezioso e carico di significato: prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, godere delle arti e partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. Quelle parole risuonano nella mente di tutti. Un secondo quesito nasce spontaneo tra i banchi della classe: cos’è la cultura? Le risposte, istintive e dirompenti, risuonano numerose: «la cultura è imparare ad esprimere se stessi», «la cultura è libertà», «è un dialogo costante con chi ha esperienza», «è emozione, è capire il mondo», «la cultura è costruire». Dal confronto con l’insegnante nasce una linea del tempo che mostra l’evoluzione di questo concetto così semplice ma talvolta così inafferrabile. Dal verbo latino “coltivare” (lat. colӗre) alla “cultura per tutti” degli Illuministi, si viaggia insieme attraverso la cultura classica e la cultura animi che risuona nei discorsi di Cicerone. Gli alunni riflettono con spirito propositivo su quali siano i modi per creare vita culturale in città e ci si sofferma su alcune iniziative promosse negli ultimi anni all’interno della dimensione scolastica. Alla luce di tante azioni partite dalle aule e che hanno avuto lo scopo di sensibilizzare i più giovani ma anche di svegliare la città dal letargo culturale, nasce spontanea un’idea: creare una simbolica associazione culturale all’interno della scuola, con un direttivo, delle finalità dichiarate, un regolamento interno, un logo. Si ripartirà dall’analisi approfondita di alcune attività già avviate e dalle rilevazioni del grado di apprezzamento e di coinvolgimento rispetto alle stesse nella dimensione scolastica. Si pensa a “Voglia di scrivere”, un concorso di scrittura creativa che in due anni è approdato alla soglia di duecento iscritti. “Voglia di scrivere” è diventato un luogo nel quale si incontrano giovani che hanno il desiderio di esprimere se stessi e dialogare con i propri sentimenti, mettendo in gioco la propria creatività in una competizione che ha il sapore di condivisione, lettura, espressione perché “La scrittura è cultura!”. La riflessione approda al festival culturale promosso dalla scuola nel 2024 “La città e il Mondo”: un progetto che ha coinvolto centinaia di studenti, un percorso di riflessione, ascolto e espressione creativa sui luoghi della città da trasformare in comunità di idee. Insegnanti e alunni si sono fatti promotori di azioni consapevoli che hanno coinvolto anche esperti esterni come giovani ingegneri, storici locali, scrittori ed editori abruzzesi di tutte le età, tra cui anche il Premio Campiello Remo Rapino. Gli studenti hanno avuto l’occasione di organizzare un’intera giornata dal sapore di cultura, trasformando il teatro in un laboratorio di programmi, interviste, sogni e progetti per il futuro del proprio paese. E’ in questa rapida maratona di parole che gli alunni prendono consapevolezza della propria attitudine a rendere vivo l’art. 27 in maniera concreta, attiva e generosa nei confronti dell’intera comunità civica. Il nome per l’Associazione arriva forte e chiaro: «la chiameremo Circo-Cultura». Il desiderio della classe 2^D di guidare una rinascita culturale attraverso il proprio sguardo, grintoso e fantasioso, risulta incontenibile e consapevole. Le prime tappe di questo percorso sono fissate, i protagonisti fortemente motivati.