Come Testimoni dei Diritti impariamo a "Coltivare il rispetto"
- Pubblicato il 17/02/2026
- da B. Z. - Parma
Eccoci qui! Siamo le ragazze e i ragazzi delle classi IA e IB dell’Istituto “Laura Sanvitale” di Parma. Prima di raccontarvi brevemente, attraverso la voce della nostra prof di Italiano Storia e Geografia, le motivazioni che ci hanno spinto a partecipare, desideriamo salutare tutti i nostri coetanei che, come noi, in tutta Italia stanno lavorando con passione ai loro progetti per “Testimoni dei diritti”: buon lavoro a tutti!I RAGAZZI E LE RAGAZZE DELLA CLASSE 1A e 1B
Tutto è iniziato tra i banchi, durante una lezione di Storia che sembrava parlare del passato e che invece ha aperto gli occhi dei miei alunni e alunne sul presente. Con un aiuto guidato hanno analizzato le cosiddette "invasioni barbariche", e subito si è capito che il termine corretto forse è migrazioni. Con diversi approfondimenti su documenti e cartografie storiche i ragazzi e le ragazze hanno scoperto che l'Impero Romano, nel momento della sua massima espansione, ha saputo accogliere e integrare i popoli che premevano ai suoi confini, trasformandoli spesso in nuovi cittadini. Io con loro ci siamo guardati intorno e abbiamo constatato che quei grandi movimenti di persone e di popoli non sono solo polvere nei libri di Storia. È una situazione incredibilmente simile a quella che stiamo vivendo oggi. I flussi migratori attuali non sono emergenze passeggere, ma, come ho detto loro, il respiro della Storia che continua.
Così, a novembre, quando abbiamo preso in considerazione la nostra partecipazione al Bando, abbiamo deciso di mettere il tema della cittadinanza alla base del nostro progetto. La cittadinanza, infatti, non è solo un documento di carta, ma segna il confine tra l'essere un "fantasma" e l'essere una "persona" con diritti e doveri. Nel mondo antico come in quello moderno, la cittadinanza è la chiave che trasforma l'esclusione in appartenenza, permettendo a chi arriva di non sentirsi più un ospite, ma parte integrante di una comunità. Garantisce la dignità, dando voce a chi spesso non ce l'ha, permettendo di partecipare alla vita civile, alla scuola, al lavoro. Infine crea ponti, non muri, proprio come fecero i Romani quando compresero che l'integrazione era la loro vera forza.
Allora sono iniziate, ancora prima degli approfondimenti, le domande e ci siamo chiesti: "cosa significa davvero chiamare "casa" il suolo su cui siamo nati e cresciuti.?" È sicuramente difficile trovare le risposte in un mondo che spesso alza muri dettati dalla paura, ma crediamo che, proprio per questa ragione, la cittadinanza sia la sfida più grande della modernità, anche per una città come Parma, da sempre aperta e accogliente, ma sempre più abitata da persone che in molti considerano, con distaccata convinzione, "stranieri". Ma il ruolo della scuola è anche questo: dare nuovi occhi ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze con cui guardare questi "nuovi cittadini" che frequentano i loro stessi parchi, le loro scuole e le stesse palestre, e coltivare in loro una nuova sensibilità che li aiuti a comprendere e accogliere queste storie che, inevitabilemente, si intrecciano ogni giorno con le nostre radici.
Grazie a questo percorso spero che i miei alunni comprendano che il Diritto alla Cittadinanza non è solo un'appartenenza sulla carta, ma è, all'interno di una società, il fondamento della DIGNITA’ UMANA, cioè, è IL DIRITTO AD AVERE DIRITTI. Potrebbe sembrare quasi 'marginale' o meno urgente rispetto a diritti che appaiono più vitali, come il diritto alla salute, al cibo o alla sicurezza. Si tende a pensare: 'L'importante è che stiano bene, che siano al sicuro'. Ma non è solo questo. La cittadinanza non è un semplice accessorio, è la 'chiave di accesso' a tutti gli altri diritti. Senza di essa, una persona rischia di rimanere invisibile agli occhi dello Stato perché senza un riconoscimento giuridico diventa difficile persino iscriversi a scuola, curarsi negli ospedali o lavorare con un contratto regolare. Inoltre è lo scudo contro l'esclusione: mentre gli altri diritti ci dicono come dobbiamo essere trattati, la cittadinanza definisce chi siamo all'interno della comunità. Infine è partecipazione, perché essere cittadini significa avere voce in capitolo, poter scegliere e contribuire al futuro del Paese in cui si vive.
Concludo sottolineando che il nostro percorso ha trovato una naturale cornice nell’impegno che la nostra Scuola Laura Sanviatale si è presa per tutto questo anno scolastico con il motto d'istituto: "Coltiviamo il rispetto". È proprio seguendo questo motto, che siamo partiti con entusiasmo per diventare "Testimoni dei Diritti", fieri di essere stati selezionati dal Senato della Repubblica.
Il nostro progetto si intitola "Radici in Movimento: Cittadinanza, un diritto senza frontiere" e non mi rImane che augurare a tutti buon cammino.
Alla prossima pagina di Diario dove vi racconteremo come è nato il logo che abbiamo creato per "Testimoni dei Diritti"
La Prof. di Italiano, Storia e Geografia