Scripta manent anche online

  • Pubblicato il 27/02/2022
  • da G. R. - Castelvetrano (Trapani)

Durante il mese di gennaio ci siamo dedicati alla lettura di articoli di cronaca, alla visione ed analisi di cortometraggi riguardanti ragazzi vittime di bullismo tradizionale ed on line. In particolare ci siamo soffermati sulla storia di Carolina Picchio, vittima di cyberbullismo, chiaro esempio di come la violazione della privacy può avere conseguenze devastanti nella vita di una persona, soprattutto se adolescente.
Sono nate diverse riflessioni e considerazioni anche sulle differenze principali tra bullismo tradizionale e bullismo online.
I ragazzi hanno colto la differenza sostanziale, che si riassume nella smisurata capacità di diffusione della rete. Ecco alcune considerazioni emerse tra i ragazzi:
M. L.: "Il bullismo è un atto gravissimo, che però si manifesta in uno spazio ben preciso, invece il cyberbullismo può potenzialmente diffondersi in tutto il mondo."
C.N.: "Il cyberbullismo è un chiaro esempio della violazione dell’art. 12, perchè lede l’onore e la reputazione di una persona".
L.C.: "A scuola in genere i bulli sono studenti, compagni di classe conosciuti dalla vittima, sul web è difficile ricostruire l’identità dei cyberbulli, che spesso si nascondono dietro profili anonimi".
S.G.: "Di fronte al dolore della vittima, a volte il bullo può ravvedersi. Il cyberbullo, invece, non è direttamente a contatto con gli effetti della sua violenza; mantiene una certa distanza dalla vittima".
C.S.: "La vergogna e l’imbarazzo può rendere molto difficile per la vittima chiedere aiuto confidando ad altri la situazione che vive, come è accaduto a Carolina".

Commenti (13)

Per inserire un nuovo commento è necessario autenticarsi.

  • il 18/04/2022
    S. C. - Castelvetrano
    ha commentato:

    C'è differenza tra bullismo tradizionale ed on line. Credo che il cyberbullo non si renda conto della sofferenza che può provocare nella vittima, invece nel bullismo tradizionale forse il bullo può ravvedersi perchè può osservare negli occhi della vittima il dolore che provoca.

  • il 16/04/2022
    L. C. - Castelvetrano
    ha commentato:

    Se un compagno posta in un gruppo social o in una chat un video offensivo su un altro compagno e questo viene diffuso è un'azione molto grave. Non si deve ridere di quella persona. E' giusto mostrare soliedarietà

  • il 08/04/2022
    G. N. - Castelvetrano
    ha commentato:

    Chi è vittima, deve trovare il coraggio di denunciare e lo stesso vale per lo spettatore.
    Una richiesta di aiuto, una parola detta, è un passo avanti per la lotta contro il cyberbullismo.

  • il 01/04/2022
    A. S. - castelvetrano
    ha commentato:

    Dietro i social network si nascondono fenomeni gravi come quello del cyberbullismo, una piaga che colpisce proprio noi adolescenti che oggi con lo smartphone conviviamo giorno e notte, mentre ceniamo, prima di andare a dormire. Ricordiamo sempre che la parola ha un valore anche quando viene espressa on line!

  • il 25/03/2022
    L. F. - Castelvetrano
    ha commentato:

    A causa del bullismo on line la vittima si sente ancora più impotente poiché è molto facile diffondere informazioni online e molto difficile recuperare e rimuovere ciò che è già disponibile. Molte volte, un cyberbullo può utilizzare Internet o il cellulare come arma preferita e il bullismo può facilmente estendersi a più danni a scuola con i suoi coetanei.

  • il 20/03/2022
    C. S. - Castelvetrano
    ha commentato:

    C'è un enorme differenza tra bullismo tradizionale ed on line. Prima di tutto il cyberbullo neanche si rende conto del dolore che può scatenare nella vittima, invece nel bullismo tradizionale forse il bullo può ravvedersi perchè può osservare la sofferenza negli occhi della vittima.

  • il 20/03/2022
    A. S. - castelvetrano
    ha commentato:

    Molte volte il cyberbullo è circondato da amici, apparentemente è pieno di sè ma in realtà è molto fragile che e se la prende con i più deboli per autoconvincersi di essere forte! Abbiamo il dovere di denunciare non solo per salvare le vittime ma per salvare il bullo stesso!

  • il 20/03/2022
    D. B. - Castelvetrano
    ha commentato:

    La cosa che mi ha più colpito di queste letture e riflessioni ad alta voce è che la vittima spesso prova RABBIA, VERGOGNA, SENSO DI COLPA, PAURA. Paura di essere ripetutamente preso in giro, rabbia per quello che ha subito, vergogna perchè teme che gli altri abbiano un'idea negativa d lui e senso di colpa come se la causa di tutto fosse lui. E' davvero molto triste

  • il 16/03/2022
    G. L. C. - Castelvetrano (TP)
    ha commentato:

    Si deve avere il coraggio di parlare,di denunciare!Chi è vittima,deve trovare la forza per farlo e chi è spettatore,non deve rimanere con le "mani in mano",si diventa complici senza nemmeno accorgersene.
    Una richiesta di aiuto,una parola detta, è un passo avanti per la lotta contro il cyberbullismo.

  • il 15/03/2022
    A. G. - Castelvetrano
    ha commentato:

    Non siate spettatori passivi! Anche il silenzio e la complicità sono reati. Se siamo vittime dobbiamo parlarne con gli amici e con gli adulti, perchè il nostro silenzio protegge chi lede il nostro diritto alla riservatezza

  • il 15/03/2022
    C. R. - Castelvetrano
    ha commentato:

    Secondo me è importante non essere spettatori passivi quando siamo di fronte ad azioni di bullismo. La parola è uno dei mezzi più efficaci per far bene alla vittima e al bullo. Bisogna parlare con gli adulti,i docenti,i genitori.

  • il 15/03/2022
    S. G. - Castelvetrano
    ha commentato:

    Se qualcuno posta un video imbarazzante senza chiedere prima il permesso, si può chiedere a chi l'ha pubblicato di cancellarlo, oppure si può chiedere al gestore di quel social.

  • il 15/03/2022
    A. G. - Castelvetrano
    ha commentato:

    se un compagno posta in un gruppo social o in una chat un video offensivo su un altro compagno e questo viene diffuso è un'azione molto grave. Non si deve ridere di quella persona. E' giusto mostrare soliedarietà