Conoscenza è... libertà

  • Menzione speciale
  • Anno scolastico 2019-2020
  • Presentato da IC "Monteleone-Pascoli", Taurianova (Reggio Calabria)

Art. 26
Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali.  L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e  l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle  libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e  deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Conoscenza è... libertà

Finalità: Il progetto mira a rendere gli alunni più consapevoli dell'importanza dell'istruzione come mezzo di riscatto morale, sociale e culturale non solo a livello personale, ma anche in un quadro di più ampio respiro come potrebbe essere quello nazionale e/o mondiale. Motivazione: Ciò che per le società avanzate è un diritto, per molte altre è ancora una lunga e sofferente conquista. Coscienti della reale situazione i docenti promuoveranno attività finalizzate alla maturazione della consapevolezza che l'istruzione è fondamentale sia nei processi di formazione personale sia come mezzo di integrazione sociale. Il progetto si svolgerà nel seguente modo: Fase 1: La storia racconta... Un breve ma significativo excursus illustrerà agli alunni le tappe fondamentali dei diritti dell'uomo. La presa di coscienza del fatto che ogni diritto enunciato nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è la risultante di una conquista graduale sarà il punto di partenza per giungere a riconoscere l'istruzione come il tassello primario per vivere consapevolmente. Seguirà poi la presentazione degli Articoli della Dichiarazione, con particolare riferimento all'Art. 26 che verrà letto e commentato allo scopo di promuovere negli alunni la curiosità di conoscere la situazione attuale del loro Paese e del mondo. Con l'ausilio degli strumenti tecnologici gli allievi si informeranno e raccoglieranno dati utili per realizzare grafici rappresentativi del particolare momento storico, dati che verranno illustrati durante un momento di condivisione del progetto con le altre classi. Fase 2: Due storie singolari A questo punto verranno presentate due storie diverse ma singolari: Mandela e Malala. La lettura di alcune pagine del libro "Io sono Malala" da una parte contribuirà a rendere gli alunni consci della condizione privilegiata di cui godono, dall'altra li porterà a considerare il diritto allo studio il primo passo per garantire a tutti quanti gli stessi diritti. La conoscenza della storia di Nelson Mandela farà da ponte con la fase successiva. Infatti partendo da una sua famosa citazione "L'istruzione è il grande motore dello sviluppo personale", si avvierà uno studio approfondito della storia del Sud Africa e del lungo cammino intrapreso verso i pari diritti. Verrà organizzato un incontro con uomini che hanno fatto dell'istruzione la loro arma di difesa contro la mafia per promuovere quel riscatto morale di cui la Calabria ha bisogno. Fase 3: Una realtà piccola ma virtuosa. L'ultimo step di questo percorso prevede un ripiegamento sulla realtà locale: gli alunni verranno messi a conoscenza delle strategie che il Comune del loro paese mette in atto per garantire il diritto allo studio e che si concretizzano non solo assicurando buoni-mensa e borse di studio, ma anche garantendo con il "PON INCLUSIONE" un aiuto extrascolastico gratuito al fine di contrastare la dispersione scolastica. Gli alunni costituiranno "la banca del tempo" mettendo a disposizione il loro tempo per organizzare momenti di studio peer to peer all'interno del contesto scolastico e nell'ambito del Progetto PON. Fase 4: Gli allievi realizzeranno un video che rappresenti il loro modo di interpretare il diritto all'istruzione come garante di tutti gli altri diritti poichè è alla base delle libertà fondamentali.

Il percorso intrapreso, che ci ha portato allo svolgimento e alla conclusione del progetto “Conoscenza è...libertà”, è stato lungo e tortuoso e non sono mancati imprevisti che hanno determinato delle modifiche, ma è stato affrontato sempre con molta determinazione, profondo impegno, viva attenzione e notevole interesse da parte di tutti gli allievi e le allieve e, per quanto possibile, è stato svolto a livello interdisciplinare. La prima fase è stata svolta in presenza in modo accurato e coinvolgente e ha avuto come fine ultimo l’acquisizione di nuove conoscenze; infatti, partendo dalla conoscenza della storia universale, che ha portato l’umanità ad approdare alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, si è passati poi alla storia particolare affrontando l’excursus storico che ha visto l’Italia protagonista della lotta contro l’analfabetismo e che, ancora oggi, la vede impegnata, non solo in ambito scolastico, a contenere la piaga. La classe è stata coinvolta nella lettura dell’articolo 26 dalle docenti di lingua straniera, in particolare con l’insegnante di lingua inglese si sono divertiti a scrivere sulle loro braccia gli effetti benefici che derivano da una base essenziale d’istruzione. Dopo questa fase conoscitiva, gli allievi e le allieve, divisi in gruppi e seguiti dall’insegnante di matematica, si sono documentati e hanno raccolto dati di cui si sono serviti per realizzare un grafico e un padlet: con il primo hanno delineato la situazione dell’analfabetismo in Italia dal 1861 ai giorni nostri; il padlet, invece, è servito per illustrare l’attuale situazione mondiale. Avrebbero dovuto condividere i loro lavori con le altre classi, ma l’emergenza Covid-19 ha provocato una battuta d’arresto per cui gli incontri programmati sono stati rinviati con molto dispiacere. La pandemia ci ha costretti a rivisitare quanto programmato, a operare scelte diverse e a cercare un’alternativa agli incontri in presenza. A settembre, la ripresa delle lezioni ha permesso lo sviluppo dell’altra fase del progetto finalizzata a promuovere la conoscenza di due figure importanti, Mandela e Malala, testimoni che dimostrano che ancora oggi ci sono persone che lottano per vedersi garantito il diritto all’istruzione. Questa presa di coscienza ha suscitato un notevole interesse negli studenti e nelle studentesse, e ha generato in loro un tale turbinio di pensieri e riflessioni che gli stessi hanno voluto lasciarne traccia in un padlet dove ogni post-it riassume il loro personale punto di vista. La seconda ondata della situazione emergenziale non ci ha consentito di conoscere da vicino il progetto “PON-Inclusione”, promosso dal Comune di appartenenza degli studenti con il quale veniva manifestato l’interessamento a garantire il diritto allo studio ai soggetti a rischio di dispersione scolastica. Infatti, il lockdown ha costretto tutti a un nuovo ripiegamento ed isolamento per cui non è stato possibile realizzare la terza fase del progetto. Pertanto gli alunni e le alunne sono stati semplicemente informati dell’iniziativa presente nel loro Comune e si sono entusiasmati nel venire a conoscere l’esistenza della realtà virtuosa che li circonda. A questo punto il progetto è stato rivisto e modificato ed è stata inserita un’ultima fase che si è rivelata quella più coinvolgente dal punto di vista emozionale perché gli studenti e le studentesse hanno avuto la possibilità di incontrare e conoscere le azioni e i campi di intervento dell’ONG “Save the Children”. L’incontro, avvenuto giovedì 3 dicembre c.m., si è svolto in video conferenza a causa della situazione emergenziale che ha imposto un ritorno alla didattica a distanza a partire dallo scorso 3 novembre. Durante la conferenza Carla Sorgiovanni, referente per la regione Calabria di tutti i programmi di Save the Children, e Francesca Giolivo, coordinatrice nazionale del programma “Fuori classe in movimento”, hanno focalizzato l’attenzione di tutti sulla pubblicazione dell’undicesima edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio dal titolo molto eloquente “Con gli occhi delle bambine”. Il documento ha offerto molti spunti di riflessione perché restituisce la fotografia della situazione attuale che vede in Italia l’aumento del numero dei poveri e il conseguente abbandono scolastico, e perché si sofferma sulle disuguaglianze di genere ancora presenti nel nostro Paese. Le referenti hanno illustrato la mentalità prettamente maschilista che predomina ancora nella nostra società e che si riflette non solo nelle semplici cose, come la scelta di giochi, ma anche nell’ambito scolastico dove il divario tra maschi e femmine si allarga nel momento della scelta della scuola superiore, momento in cui le ragazze si allontanano dallo studio delle STEM perché non adatte o non predisposte per le discipline scientifiche. La classe ha mostrato notevole interesse nei confronti degli argomenti trattati e ha espresso stupore e perplessità allorché è stato chiesto di scrivere nella chat cosa pensasse degli stereotipi di genere. Ogni alunno/a ha espresso liberamente il proprio pensiero e dalla lettura delle riflessioni sono emersi alcuni aspetti fondamentali quali: l’acquisizione da parte di tutti di una nuova forma mentis attenta a usare in modo più consapevole il linguaggio, la consapevolezza dell’interrelazione tra povertà e abbandono scolastico, e l’importanza dell’istruzione intesa come potente arma di conoscenza e di difesa personale. Gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti.

Blog

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